Hombre se lanza sobre lobos marinos y provoca susto entre los animales
El registro, que comenzó a circular en redes sociales, muestra cómo varios lobos marinos se encontraban descansando en la playa cuando de pronto un sujeto se acerca corriendo y se arroja sobre ellos de forma sorpresiva.
Ante la inesperada acción, los animales reaccionan con rapidez y huyen hacia el agua, claramente asustados por la presencia del hombre.
El momento quedó grabado en video
Las…
Un recupero che parla di tempo, cura e collaborazione.
Le tartarughe marine verdi escono dalla lista delle specie in pericolo dopo oltre 40 anni di protezione. Un risultato costruito passo dopo passo tra ricerca scientifica, tutela delle spiagge e rispetto degli ecosistemi marini.
Los datos obtenidos en la última investigación sobre el tiburón martillo y sus rutas de migración. Las características de esta especie que s
A través de un seguimiento satelital, científicos detectaron que una hembra de tiburón martillo se trasladó desde Galápagos hasta Panamá. El hallazgo aporta nuevas claves para su preservación.
"CHE FACCIO? DICETTE U RANCIOFELLONE": EDWIN CERIO, L'ECLETTICO SIGNORE DI CAPRI E LA SUA FAVOLA MARINA
- - - - - - - - - - - di #NunzianteRusciano
Il mare di Capri, da sempre fonte d'ispirazione per artisti e scrittori, si rivela in una veste unica, giocosa e profondamente radicata nella cultura locale attraverso le opere di Edwin Cerio. Nato a Capri nel 1875 e scomparso sull'isola nel 1960, Cerio fu una figura eclettica e poliedrica: ingegnere navale di fama internazionale, architetto di ville capresi che reinterpretavano la tradizione locale, sindaco e podestà di Capri, e infine, ma non meno importante, scrittore e umorista. La sua vita fu un inno all'isola che tanto amò, alla quale dedicò studi naturalistici, saggi storici e opere letterarie.
Fu proprio questo suo spirito poliedrico a dare vita, nel 1956, a un'opera particolarmente affascinante: un "campionario" della fauna marina realizzato per la figlia Silvia. Questo progetto, più che un semplice manuale didattico, è un vero e proprio gioiello di fusione tra scienza, arte e tradizione orale. Come ci racconta Claretta Cerio nell'introduzione a "Edwin Cerio, Una favola piscatoria e 12 pesci del mare di Capri" (Napoli 1990), l'intento era insegnare alla figlia a riconoscere e distinguere le diverse specie marine, ma con un tocco di genio in più: ogni illustrazione era accompagnata da versi scherzosi in dialetto napoletano.
Un ingegnere con l'anima da poeta
La peculiarità di Cerio sta proprio nella sua capacità di unire il rigore scientifico (egli fu anche un attento curatore di collane naturalistiche per Rizzoli e autore di studi botanici sulla flora caprese) alla fantasia e all'umorismo. Lontano dalla fredda classificazione, Cerio infuse in ogni creatura marina un'anima, rendendola protagonista di piccoli drammi esistenziali, riflessioni quotidiane e siparietti comici. Ogni animale diventa così un personaggio con le sue idiosincrasie, i suoi vizi e le sue virtù, specchio delle umane vicende.
Un esempio lampante di questa fusione di elementi è la strofa che introduce un personaggio memorabile:
Originale in dialetto napoletano: “Che faccio? Dicette u Ranciofellone – Songo accasato cu a Mammunacchia Essa ogni ghiuorno chiù s’arrepecchia, Se fa chiù vecchia, se squaquaracchia; Mo me ne fuio, nfunno a lu mare Addò nisciuno, me po’ truvare”.
Traduzione in italiano: "Che faccio? Disse il Ranciofellone – Sono sposato con la Mammunacchia Essa ogni giorno più si aggrinzisce, Si fa più vecchia, si sfracella; Ora me ne fuggo, in fondo al mare Dove nessuno mi potrà trovare”.
Qui, il protagonista è il "Ranciofellone". Sebbene non sia un termine scientifico, nel contesto del dialetto napoletano e dell'umorismo di Cerio, "Ranciofellone" suggerisce una figura corpulenta o un po' sgraziata, forse un tipo di granchio grande o crostaceo con un aspetto brontolone o comico. Il suffisso "-one" in italiano indica spesso qualcosa di grande o imponente, e "rancio" potrebbe evocare un'idea di qualcosa di vecchio o burbero, anche se qui la sua sonorità è più che altro umoristica e onomatopeica. In sostanza, è un personaggio di fantasia creato per la rima e l'effetto comico, che personifica il dilemma universale dell'invecchiamento e della stanchezza coniugale. Sua moglie, la "Mammunacchia", "ogni giorno più si aggrinzisce, si fa più vecchia, si sfracella". La soluzione? Una fuga disperata "in fondo al mare, dove nessuno mi potrà trovare". Un ritratto esilarante e malinconico che, con leggerezza, tocca temi universali come l'invecchiamento e il desiderio di libertà, tipici della saggezza popolare napoletana.
L'eredità di Edwin Cerio: non solo fauna marina
La "favola piscatoria" si inserisce perfettamente nel più ampio corpus delle opere di Cerio, caratterizzate da un profondo amore per Capri e una capacità unica di raccontarne l'essenza. Tra i suoi lavori più celebri, la Treccani (l'enciclopedia italiana di riferimento) e altre fonti ricordano "Conserve e affini", "Il caso della signorina Springfield", "Il miracolo del baccalà", "Flora privata di Capri", "L'ora di Capri" e la "Guida inutile di Capri". Quest'ultima, in particolare, è considerata una delle sue opere principali e più complesse, un "caleidoscopio" di storie e personaggi che tracciano la storia dell'isola in modo storicamente inappuntabile, ma al tempo stesso magico e favoloso. Cerio, insomma, si comportava da vero e proprio "sacerdote della religione-Capri", rivelandone i segreti più intimi.
I disegni per la "favola piscatoria", descritti come "straordinari", dovevano essere la perfetta cornice per queste rime. Immaginiamo la precisione zoologica combinata con la vivacità e l'espressione che solo un artista con un profondo senso dell'umorismo e una conoscenza intima del dialetto napoletano poteva conferire. Non si trattava solo di animali, ma di archetipi, di figure che, pur marine, ci parlano della quotidianità partenopea, delle sue lamentele, delle sue gioie e delle sue piccole ribellioni.
L'opera di Edwin Cerio per la figlia Silvia è molto più di una semplice favola per bambini o di un manuale zoologico. È una testimonianza preziosa di come l'arte, la scienza e la cultura popolare possano fondersi per creare qualcosa di unico e senza tempo. Un invito a riscoprire la bellezza e la profondità nascoste nelle piccole cose, nel linguaggio del mare e nelle tradizioni che definiscono l'anima di un luogo come Capri, attraverso lo sguardo acuto e affettuoso di uno dei suoi più illustri interpreti.
"¿QUÉ HAGO? DIJO EL RANCIOFELLONE": EDWIN CERIO, EL ECLÉCTICO SEÑOR DE CAPRI Y SU FÁBULA MARINA
------------ de #NunzianteRusciano
El mar de Capri, desde siempre una fuente de inspiración para artistas y escritores, se revela de una manera única, juguetona y profundamente arraigada en la cultura local a través de las obras de "Edwin Cerio". Nacido en Capri en 1875 y fallecido en la isla en 1960, Cerio fue una figura ecléctica y polifacética: ingeniero naval de renombre internacional, arquitecto de villas capresas que reinterpretaron la tradición local, alcalde y "podestà" de Capri (un cargo de autoridad municipal durante el periodo fascista en Italia), y, por último, pero no menos importante, escritor y humorista. Su vida fue un himno a la isla que tanto amó, a la que dedicó estudios naturalistas, ensayos históricos y obras literarias.
Fue precisamente este espíritu polifacético el que dio vida, en 1956, a una obra particularmente fascinante: un "muestrario" de la fauna marina realizado para su hija "Silvia". Este proyecto, más que un simple manual didáctico, es una verdadera joya de fusión entre ciencia, arte y tradición oral. Como nos cuenta "Claretta Cerio" en la introducción a "Edwin Cerio, Una favola piscatoria e 12 pesci del mare di Capri" (Nápoles 1990), la intención era enseñar a su hija a reconocer y distinguir las diferentes especies marinas, pero con un toque de genialidad adicional: cada ilustración iba acompañada de "versos jocosos en dialecto napolitano".
--- Un ingeniero con alma de poeta
La peculiaridad de Cerio radica en su capacidad para unir el rigor científico (fue también un meticuloso editor de colecciones naturalistas para Rizzoli y autor de estudios botánicos sobre la flora capresa) con la fantasía y el humor. Lejos de la fría clasificación, Cerio infundió en cada criatura marina un alma, convirtiéndola en protagonista de pequeños dramas existenciales, reflexiones cotidianas y escenas cómicas. Cada animal se convierte así en un personaje con sus idiosincrasias, sus vicios y sus virtudes, un espejo de las vicisitudes humanas.
Un ejemplo elocuente de esta fusión de elementos es la estrofa que nos presenta a un personaje memorable:
"Original en dialecto napolitano:
“Che faccio? Dicette u Ranciofellone
– Songo accasato cu a Mammunacchia
Essa ogni ghiuorno chiù s’arrepecchia,
Se fa chiù vecchia, se squaquaracchia;
Mo me ne fuio, nfunno a lu mare
Addò nisciuno, me po’ truvare”.
Traducción al español:
"¿Qué hago? Dijo el Ranciofellone
– Estoy casado con la Mammunacchia
Ella cada día más se arruga,
Se hace más vieja, se descompone;
Ahora me escapo, al fondo del mar
Donde nadie me podrá encontrar”.
Aquí, el protagonista es el "Ranciofellone". Aunque no es un término científico, en el contexto del dialecto napolitano y el humor de Cerio, "Ranciofellone" sugiere una figura corpulenta o un poco desgarbada, quizás un tipo de "cangrejo grande o crustáceo" con un aspecto gruñón o cómico. El sufijo "-one" en italiano a menudo indica algo grande o imponente, y "rancio" podría evocar una idea de algo viejo o gruñón, aunque aquí su sonoridad es más bien humorística y onomatopéyica. En esencia, es un personaje de fantasía creado para la rima y el efecto cómico, personificando el dilema universal del envejecimiento y el cansancio conyugal. Su esposa, la "Mammunacchia", "cada día más se arruga, se hace más vieja, se descompone". ¿La solución? Una fuga desesperada "al fondo del mar, donde nadie me podrá encontrar". Un retrato hilarante y melancólico que, con ligereza, aborda temas universales como el envejecimiento y el deseo de libertad, tan típicos de la sabiduría popular napolitana.
---El legado de Edwin Cerio: no solo fauna marina
La "fábula piscatoria" se inserta perfectamente en el corpus más amplio de las obras de Cerio, caracterizadas por un profundo amor por Capri y una capacidad única para narrar su esencia. Entre sus trabajos más célebres, la "Treccani" (la enciclopedia italiana de referencia) y otras fuentes mencionan "Conserve e affini", "Il caso della signorina Springfield", "Il miracolo del baccalà", "Flora privata di Capri", "L'ora di Capri" y la "Guida inutile di Capri". Esta última, en particular, es considerada una de sus obras principales y más complejas, un "caleidoscopio" de historias y personajes que trazan la historia de la isla de manera históricamente impecable, pero al mismo tiempo mágica y fabulosa. Cerio, en definitiva, se comportaba como un verdadero "sacerdote de la religión-Capri", revelando sus secretos más íntimos.
Los dibujos para la "fábula piscatoria", descritos como "extraordinarios", debieron ser el marco perfecto para estas rimas. Imaginamos la precisión zoológica combinada con la viveza y la expresión que solo un artista con un profundo sentido del humor y un conocimiento íntimo del dialecto napolitano podía conferir. No se trataba solo de animales, sino de arquetipos, de figuras que, aunque marinas, nos hablan de la cotidianidad partenopea, de sus quejas, de sus alegrías y de sus pequeñas rebeliones.
La obra de Edwin Cerio para su hija Silvia es mucho más que una simple fábula infantil o un manual zoológico. Es un testimonio precioso de cómo el arte, la ciencia y la cultura popular pueden fusionarse para crear algo único e intemporal. Una invitación a redescubrir la belleza y la profundidad ocultas en las pequeñas cosas, en el lenguaje del mar y en las tradiciones que definen el alma de un lugar como Capri, a través de la mirada aguda y afectuosa de uno de sus más ilustres intérpretes.
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