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The four waves of Feminism
Feminism has often been an unwelcoming and hostile place for trans women and others who reject the gender binary. Many fourth-wave feminists are working to combat this exclusion. As with every wave before it (and any wave that comes after it), the fourth wave is complex. It encompasses many movements that both complement and clash with each other. This tension is unavoidable. While some types of feminism can have harmful impacts, having a variety of voices makes feminism more inclusive and successful.
(fonte: Types of Feminism: The Four Waves )
Figure stereotipate
Difatti le donne delle ultime generazioni tendono a non percepirsi come vittime o escluse, rispetto ai loro coetanei uomini, perché siamo in un paese in cui la cronaca ci restituisce alcune figure canoniche, come la moglie portata allo stremo, le figlie violentate, le fidanzate uccise, o la madre infanticida, senza lasciare spazio ad immagini di donne che si trovano in posizioni diverse, come quelle di presidenti, segretarie di stato, o cancelliere, che sono considerate casi eccezionali e non rappresentative del loro genere.
(fonte: http://www.iaphitalia.org/emancipazione-e-liberazione/)
Ha spopolato il video imbarazzante di Er Faina in cui accusa le donne di "cagare il cazzo" con la tematica del cat-calling dopo la storia che Aurora Ramazzotti ha postato su Instagram, lamentandosi - giustamente, se mi permettete -, dell'imbecillità di alcuni esordendo con un "Mi fai schifo".
A me piace da morire quando gli uomini si alterano per ogni rivendicazione di stampo educativo da parte delle donne, perché dimostra palesemente la totale ignoranza che li costituisce. Senza contare che tale arroganza permetta anche di capire sin da subito come individui del genere non si preoccupino neanche di stare lì ad ascoltare e capire tematiche complesse che vanno oltre al contatto fisico.
Diciamolo: la storia del cat-calling non solo sembra offensivo alle loro bocche (e alcuni gridano persino al fascismo perché i loro commenti del tutto inopportuni non trovano più spazio), ma li fa sentire tagliati fuori dalla società.
Un complimento è bello riceverlo con garbo, non urlato a sette metri di distanza come si urlerebbe alla tv quando si guardano le qualificazioni italiane ai mondiali. E poi, miei cari, nessuno ha bisogno dei vostri commenti, né di quelli dispregiativi, né tantomeno di quelli apprezzativi. A noi piace solo vivere senza troppi problemi. Non accusateci se rispondiamo a tono quando le cose a noi riferite possono non risultarci "simpatiche e normali". Ad ognuna aggrada qualcosa di differente.
Quindi, caro uomo che fai cat-calling, passiamo alle domande serie: pensi che il mondo sia etero? Credi che qualunque donna a cui fischi interessi di te? Cos'è, da piccolo non ricevevi abbastanza attenzioni? Sei stato preso di mira dai bulli quando facevi le medie? Non hai mai risolto qualche complesso legato alle tue difficoltà di approccio con le donne? Ti hanno detto "No" troppe volte? Perciò pensi che la violenza ti sappia ricompensare da queste frustrazioni? Sei convinto che l'abuso dei privilegi non esista? Ti hanno detto di "fare l'uomo" o di "non essere una femminuccia/checca" quando volevi essere vulnerabile?
Mettiamola così: esplicatemi perché ad una donna possa mai fregare il fatto che voi uomini apprezziate immensamente il suo culo. E se questa donna fosse lesbica? Aromantica o asessuale? Forse non sapete dell'esistenza di queste etichette. (ironic, isn't it? - ndr.)
Già che ci siete, articolatemi il motivo per cui voi possiate dare aria alle vostre bocche in qualsiasi momento.
Perché dovete chiamare una tipa "bella gnocca"? Lo pensate davvero? Grazie mille, ma questa cosa ci fa paura.
E sapete perché? Per via delle esperienze.
Ieri sono andata all'ATM per ritirare un po' di contanti e in ordine di fila eravamo: un ragazzo della mia stessa, un signore, la sottoscritta e un altro signore. Senza neanche volerlo, mi sono accorta della totale calma con cui il ragazzo che stava usufruendo del servizio si muoveva, nonostante il signore subito dopo di lui si avvicinasse appena sperando di farlo sbrigare.
Insomma, una cosa abbastanza banale, direte.
Quando successe la stessa cosa a me, al mio turno, dovetti ripetermi di rilassarmi, di ricordarmi che l'uomo dietro di me andava solamente di fretta e che non ogni uomo nasce con l'intenzione di farmi del male.
Ecco, questo intendo.
Quando si tratta di fischi e commenti tra voi uomini, siete certi al 92% che non vi succederà alcun tipo di inconveniente e di conseguenza non vi preoccupa e non vi inquieta nemmeno un po' vivere episodi del genere. Per noi, invece, è il contrario.
Quei fischi, quei "bel culo", quei "complimenti alla mamma" e soprattutto quei "mamma mia che ti farei" ci ricordano i pericoli in cui incorriamo per il solo fatto di essere donne. I nostri vestiti, i nostri corpi e i nostri atteggiamenti spesso vengono presi come complici per l'istigamento verso il sesso maschile. Ogni volta dobbiamo partire prevenute da casa, avvisare chiunque dei nostri spostamenti e per di più ci sentiamo in dovere di controllare continuamente i nostri dintorni perché in noi vive insito il mito del "Stai attenta cara, che fuori ci sono brutte bestie e ti potrebbero violentare/rapinare/sequestrare/ammazzare". Quella leggenda metropolitana ci accompagna e non solo, trova anche solida base nelle storie che i telegiornali raccontano.
Che poi, quale peggior maniera di vittimizzarci e renderci deboli esiste oltre al giornalismo?
Noi non siamo donne, siamo vittime. Tutte quante. Non esiste articolo in cui non si vi venga esposte con "Nome e Cognome è stata vittima di un [inserire violenza subita]". Siamo marionette della violenza maschile, ma mai donne di potere. Mai ministre, mai presidenti o presidentesse, mai sindache, mai CEOs. Mai.
Solo un insieme di mamme, fidanzate, mogli o ex violentate a cui è stata strappata la libertà in vita e, successivamente, la vita stessa.
E quanto è stato ridicolo il post di scuse postato da Er Faina, parandosi con l'ironia - come se fosse l'arma giusta da usare. Non recupererai mai la fama che hai perso per esserti rivelato per ciò che sei.
Ma in un altro post probabilmente parlerò di come il black humor e l'ironia nascano dal razzismo e il sessimo.
- glenda | ig: a.glenda.caceres | tw: waitbythedoor_