Si succedono i giorni
ma sottile è il quaderno
dove annotiamo il dare e l’avere.
Fernando Bandini, In modo lampante
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Si succedono i giorni
ma sottile è il quaderno
dove annotiamo il dare e l’avere.
Fernando Bandini, In modo lampante
Ci sono ancora le lucciole. Sbandano
dai loro greggi di tremulo fosforo
su pendii non talmente desolati
da non avere un nome sulle carte.
Lasciano cicatrici d’oro nelle tenebre
a futura memoria.
Fernando Bandini, Lucciole, Santi di Dicembre, 1994
Esiste anche un'alienazione dell'uomo dalla parola (...) è compito del poeta lottare contro quest'ultima, ricollocando la comunicazione al livello dell'umanità.
Fernando Bandini, La battana, III, 9-10 ottobre 1966
Non avevo una storia nel cuore, dentro le ossa fuoco o rancore. E camminavo con indolenza per le sorde vie di Vicenza. Ombre nel vento chiaro i colombi remeggiavano a piccoli scoppi d’ali. Fioriva la gialla forsizia nei giardini della città-pizia che rispondeva con sentenze oscure. O mia città di puttane e di santi, di stracci e di diamanti! La foglia di platano amica del passero tremerà lieta quando ragazze in fiore per festeggiare la tua libertà scioglieranno le vesti di seta.
Fernando Bandini, Città-Pizia, da Per partito preso, Neri Pozza, 1965
Ci si imbatte nella verità poche volte come, camminando scalzi, in un coccio tagliente.
Fernando Bandini, da Memoria del futuro
Il mio cuore era cuore di re ma non avevo un regno né fedeli.
Fernando Bandini, da Dietro i cancelli e altrove
In questo azzurro di settembre che si dilata oltre il confine dei miei occhi verso regioni dove non arriverò mai ci sono chicchi d’uva che altre bocche schiacceranno tra i denti ignorando questo mio torrido angolo di sete.
In quell’altrove fiori d’ombra sbadigliano alla sera di un’isola abitata dai corpi adolescenti di Nausicae. Non le vedrò dal mio raro trifoglio: creste in fiore riarse dalla polvere grucce al riposo di magre locuste.
Oltre il confine dei miei occhi il mondo per qualche nuova sua intenzione scalpita che io non so né mi restano giorni per saperne di più. La notte penso di là dalle mie tenebre una Circe che si cala nel balsamo del mare
Fernando Bandini da La mantide e la città
Lucciole
Ci sono ancora le lucciole. Sbandanodai loro greggi di tremulo fosforosu pendii non talmente desolatida non avere un nome sulle carte. Lasciano cicatrici d’oro nelle tenebrea futura memoria. Fernando BandiniPh MLM
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