Le hashtag-2 (sproloqui a ragion vissuta)
Mica è facile. Fottuto intimo progressista/serpo. M'ha fottuto. Truffato. Già l'anima mia faceva schifo prima, mo se va pure corrompendosi, figurarsi.
Mica è facile. E' come se avessi un blocco, ora. Perchè, potenzialmente, tramite le #paroleacaso, a qualcuno potrebbe capitare di leggere. Non so. Non so se voglio.
In realtà, ho una certa fifa. Oppure è timidezza? Vi dirò, mi rassicurava l'idea che voi, lettori, non esisteste o non poteste esistere. Meglio, che la probabilità della vostra esistenza fosse talmente minima da essere approssimabile al nulla cosmico. Un novevirgolanove periodico, che matematicamente è 10. Mi ci ha truffato il prof, anni fa. M'ha messo 9.9 con na stanghetta sopra; eppure non avevo fatto errori. Meritavo dieci.
So andato a protestare veementemente, e lui mi fa "Perchè, scusa, 9.9 periodico non è uguale a dieci?" No cazzo, che non è uguale! Cioè, se vede anche graficamente! Ad occhio, che so du cose diverse!
"Visto che non lo sai, conta come errore. Nove e mezzo".
Obbella, stacce. Rispetto. E' il mio professore preferito, il buon vecchio Palmieri, anche se lo faccio sclerare un pò ogni tanto, così almeno si tiene in forma. Mi dispiace si sia rotto il tendine, lo devo andare a trovare. Gli porterò dei cioccolatini ed un mazzo di magic, così magari impara a giocare. Tempo da perdere ne ha.
Insomma, probabilmente non c'entra na mazza co quello che stavo dicendo, ma mi andava di appuntarlo. Fattostà che il rischio ora è reale. Potete leggere. Potreste leggere. Merda.
E' un pò come spogliarsi. Cioè, in realtà questo è al massimo togliersi na giacca. Nulla di che, in fondo. Nulla di cui vergognarsi. La mia pudicità intellettuale è inadeguata, nel caso.
E' che boh. Mi fa fatica scrivere qui. Mi fanno un pò paura, le hasthag colle H in mezzo a caso. E poi mi sento bimbominkioso davvero. Dall'anima annerentesi. Brutta storia; è mettersi in discussione con se stessi. Mi sento strattonato, sballottato nel bipolo nomea/ignominia, in questo dualismo della ricerca della fama e del rigetto della stessa.
Ma poi, ma qua fama? A testadecazzo, renditene conto, il mondo te ignorava prima e te ignora pure mo, #cosebelle o senza. Se ne fotte di te; e questo è rassicurante.
Se il mondo mi ignora, mi dà licenza di vivere. Mi dà licenza di trasgredire. Di fare quello che voglio, sia pure proibito. Se non c'è repressione, a cosa vale una regola? E se non c'è controllo, come può esserci repressione?
Già; l'essere ignorati è poter essere liberi, se si vuole.
Tranne che per le hashtag. Queste rispondono ad una giustizia superiore. Intimamente, so che la pagherò, un giorno, al #cancelletto di San Pietro













