Ho mal di testa. Ho mal di testa e penso al tempo freddo e piovigginoso, poi ascolto mia madre che mi racconta, con il viso rigato di lacrime, che riceve sempre un calcio in culo da chi invece si aspetta un abbraccio. Mi dice che forse, senza rendersene conto, la vita l'ha trasformata in una brutta persona. Avvicino le dita alle labbra, immaginando di tenere una sigaretta. Immagino perfino di aspirarla, sentire il filtro diventare bollente sulle mie labbra, il calore che scivola nella gola e nei polmoni. Poi guardo mia madre un momento, il tempo giusto per dirgli che lei è una brava persona. Mamma, cosa credi? Le lacrime non scivolano fuori da ogni occhio. Gli dico che lei va bene, sono gli altri ad essere ammuffiti. Gli dico: ricordi il discorso fatto l'altro giorno? Devi andare avanti, mamma, devi allontanarti da certe situazioni. Devi esplorare il mondo e diventare indipendente. Mamma non piange più, mi guarda e annuisce, continuando a raccontarmi i suoi pensieri. Ho mal di testa, non è un dettaglio che mi spinge a smettere di ascoltare la gente. Ascoltare qualcuno è curativo. Aiuti quella persona, è come se la confortassi con un abbraccio. E' curativo per te, perché spingi te stesso a capire sempre più il genere umano. Ho mal di testa, eppure penso ai giorni appena passati. Alle piccole cattiverie inaspettate, alle foto rubate e usate a tua insaputa, a quella faccia di culo che avevo. Ironia? Simpatia? Nah, nessuna di queste cose. Il problema principale di questa vita è che tante cose sono dovute soltanto ad un estremo stato di immaturità, semplicemente. L'immaturità porta la gente a credere di essere sempre nella ragione. Un po' le invidio. Io invece, mal di testa a parte, ho sempre la sensazione di avere torto. Insceno nella mente un colloquio interrogatorio con me stessa, sparandomi un bel po' di domande. Le risposte non mi soddisfano mai. Ho mal di testa, la lingua ha un sapore terribile a causa dell'analgesico appena ingerito.











