"Andiamo al mare" gli dissi.Mi fece un abbozzo di sorriso e un cenno di approvazione con la testa..poi mi prese la mano,un po' insicura,com'era solita essere lei.Gliela strinsi,e quando lo feci fu come se le nostre anime fossero entrate in contatto,diventarono un'unica cosa. Iniziammo a camminare,passeggiammo un'oretta prima di arrivare in spiaggia,mentre chiacchieravamo come due amici che non si vedevano da anni,come due vecchi soldati incontratisi dopo la guerra,ormai invecchiati e con una nuova vita.Ci conoscevamo appena da una settimana,ma era come se lei sapesse tutto di me ed io tutto di lei.Ogni cosa che mi diceva la trovavo giusta,e tutti i miei interventi,le mie riflessioni sembravano piacerle,quando le parlavo sorrideva piano aprendo poco la bocca e se intravedevano i denti. Arrivammo sulla spiaggia,,ci togliemmo le scarpe e ci incominciammo ad incamminare verso la riva;le nostre anime erano intrecciate e i nostri cuori erano come due calamite di poli opposti:si attraevano. Ci sedemmo e ci stendemmo sulla sabbia,nei suoi capelli neri si infilò un po' di sabbia,e i suoi occhi guardavano il cielo come se non l'avessero mai fatto prima. Accesi una sigaretta,lei mi vide e me la rubò,fece un tiro."Ridammela!" gridai ridendo,e lei iniziò a scappare."Tanto non mi prendi" urlava,mentre rideva,e mentre io mi godevo lo spettacolo..le sue gambe.Dio deve essere proprio un genio ad averle create! L'afferrai per un braccio mentre lei correva ancora,e una volta fatto sentii un brivido percorrermi. "TI ho presa"dissi;lei si fermo,e con uno strattone al braccio mi strinse a se.Le nostre facce erano ad un centimetro di distanza,così vicine da sentire ognuno il fiato dell'altro.E poi ci baciammo.















