“...todo lo que en mí era malo era mi tesoro” Los desastres de Sofía #ClariceLispector #poesia #fotonarrando #muros que hablan en la #facultaddefilosofia de #Barcelona

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DAIDO MORIYAMA “ Il mio nome è composto da due ideogrammi: HIRO + MICHI. Hiro vuol dire “ampio” e Michi significa “strada”, quindi letteralmente “ampia strada” ( 広い道 ). Ma questi due caratteri si possono leggere anche “dai” e “do”, da cui Daido. La lettura più naturale e immediata sarebbe Daido e quando la gente vedeva scritto il mio nome, lo pronunciava così, sebbene ogni volta io spiegassi: No, vi sbagliate, si legge Hiromichi. Poi col tempo ho lasciato perdere e sono diventato Daido.” Benché lo “streepher” giapponese più famoso al mondo preferisse i vicoli e le piccole vie alle “ampie strade”, quando nacque il suo destino era già scritto nel nome. Quella qui sopra è l'inizio di un'interessante intervista del 2010 tratta dal libro di Filippo Maggia “Daido Moriyama - Visioni dal mondo” È nato il 10 Ottobre del 1938 a Ikeda, Osaka. Ha studiato fotografia con Takeji Iwamiya e nel 1961 si trasferisce a Tokyo per lavorare come assistente per vari fotografi di fama mondiale, tra cui Eikoh Hosoe e Shomei Tomatsu. Il fotografo racconta che proprio quest'ultimo fu di importanza fondamentale per la sua formazione artistica, lo prese come punto di riferimento. Mentre per l'aspetto tecnico, fu Eikoh Hosoe ad ispirarlo ed a insegnargli a fotografare. La caratteristica che rende riconoscibili i lavori di Moriyama, salta subito all'occhio, le sue fotografie hanno un effetto visivo molto granuloso, alto contrasto, i suoi scatti hanno angolazioni insolite, prevalentemente in bianco e nero e molto scure, spesso sono immagini che rappresentano il quartiere Shinjuku di Tokyo. Con la raccolta di fotografie “Nippon Gekijo Shashin Sho”, il fotografo vuole mettere in evidenza i lati più oscuri della vita urbana, voleva mostrare al mondo come alcune zone del paese fossero lasciate indietro rispetto alle parti più industrializzate del Giappone, dove sviluppo e modernità crescevano in modo esponenziale. All'artista sono stati assegnati parecchi premi e riconoscimenti, tra cui “IL PREMIO ANNUALE della SOCIETÀ di FOTOGRAFIA del Giappone” nel 1983 e si aggiudicò il premio della 40' EDIZIONE del PREMIO MAINICHI ART nel 2003. Una biografia più completa la potete trovare nel libro che vi ho indicato sopra. “Fotografando una sola realtà se ne possono vedere moltissime. All'interno di una sola immagine coesistono diverse realtà. Questa è la magia della fotografia.”