Rettificare i nomi
Questa mattina leggevo gli accordi sulle nomine ai vertici Ue, sostanzialmente con Ursula Von Der Leyen riconfermata presidente della commissione, il socialista Antonio Costa al consiglio, e il liberale estone Kaja Kallas come “Alto Rappresentante” della politica estera.
Quanto Alto? direte voi…molto alto a quanto pare..
Quello che mi colpiva, aldilà dei dettagli, è il totale ormai scollegamento fra le parole e le cose. A livello giornalistico usiamo delle parole, come per esempio “popolare”, “socialista”, “liberale”, che non hanno più alcuna connessione con la realtà.
Che cosa c’è di popolare in Ursula Von Der Leyen? È popolare per esempio l’appoggio incondizionato alla Nato Sulla guerra in Ucraina?
Che cosa c’è di socialista in Antonio Costa? Di socialista nel senso che io ho imparato in quindici anni di studi.. In queste settimane mi sto leggendo, per esempio, “Il popolo degli abissi” di Jack London, quello era un vero socialista, che per esperire la condizione delle classi più misere e povere trascorse 80 giorni nell’East End di Londra, a inizio ‘900.
Da quell’esperienza, vedendo con i suoi occhi la realtà lavorativa ed esistenziale del cuore della “fabbrica del mondo”, scriveva parole infuocate e terribili come queste:
«Uomini, donne, bambini, in cenci e stracci, feroci e cupe intelligenze senza più sembianze umane nei volti, ma bestiali, tigri ormai, incarnati anemici e gran ciuffi di peli, volti pallidi a cui la società vampiro aveva succhiato la linfa vitale. Gioventù corrotta e vecchiaia cancrenosa, facce di demoni, asimmetriche e torve, corpi deformati dalla malattia e dal morso d’una eterna carestia, feccia e schiuma della vita, orde vociferanti, epilettiche, arrabbiate, diaboliche».
Oggi, in condizioni completamente mutate, questi cosiddetti popolari e socialisti, dovrebbero farsi un giro nelle periferie di Palermo o di Napoli o anche di Milano, nei luoghi oscuri che nessuno vede, invece di trascorrere il loro tempo in palazzi lisci e perfetti, che nascondono la violenza di una politica asservita al potere ubiquitario del denaro.
Trasmettere meno Gomorra in televisione, e andare maggiormente in quei luoghi..
Mentre leggevo queste nomine mi tornavano alla mente Le parole di uno degli insegnamenti fondamentali di Confucio.
Un giorno un discepolo chiese a Confucio:
«Maestro, se vi fosse affidato un regno da governare secondo i vostri princìpi, che fareste per prima cosa?» Confucio rispose: «Per prima cosa rettificherei i nomi».
A questa risposta il discepolo rimase molto perplesso: «Rettificare i nomi? Con tanti impegni gravi e urgenti che toccano a un governante voi vorreste sprecare il vostro tempo con una sciocchezza del genere?»
Confucio dovette spiegare: «Se i nomi non sono corretti, cioè se non corrispondono alla realtà, il linguaggio è privo di oggetto. Se il linguaggio è privo di oggetto, agire diventa complicato, tutte le faccende umane vanno a rotoli e gestirle diventa impossibile e senza senso. Per questo il primo compito di un vero uomo di Stato è rettificare i nomi».
Rettificare i nomi oggi vuol dire chiamare questi “presidenti”, “commissari”, come funzionari e operatori dell’oligarchia tecno-finanziaria a matrice ordo-liberale nel contesto Ue.
Una Unione Europea che assolve allo scopo politico Di erodere lo stato sociale, di impoverire la classe media, e di svuotare le sovranità nazionali del loro potere democratico.
Una Unione Europea incapace di politica vera, e piegata ormai Agli interessi atlantici di un impero in declino, che ci vuole trascinare In una guerra ormai de facto globale.
Essere veramente popolari, socialisti o liberali oggi Vuol dire essere semplicemente contestatori radicali di questo sistema. E lottare per rigenerare quelle parole donando loro nuova forza e vitalità.
Francesco Marabotti













