Franco Bechis direttore de Il Tempo replica alle accuse di aver travisato il rapporto dell'ISS sui decessi.
Qui l'articolo sul quotidiano.
seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from China

seen from China

seen from Singapore
seen from China

seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from China
seen from China

seen from United States
seen from Philippines
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from Pakistan
seen from Yemen
Franco Bechis direttore de Il Tempo replica alle accuse di aver travisato il rapporto dell'ISS sui decessi.
Qui l'articolo sul quotidiano.
CARO KOMPAGNO TU LAVORA IO MAGNO ✊🥴
Sparso ovunque e gelosamente custodito in forzieri, fondazioni e strutture territoriali, Bersani può contare su un patrimonio immobiliare che vale quasi 1 miliardo di euro. Gran parte è intestato ancora al Partito democratico della sinistra e alle sue strutture territoriali (unità di base, federazioni regionali, comunali e territoriali di varia natura), nonché alle immobiliari che risultano ancora di sua proprietà. L’emergere di tante proprietà immobiliari fa comprendere meglio di ogni altra cosa come il Pd sia il partito che ha alle sue spalle la forza economica più impressionante della politica.
Forse non lo sanno nemmeno loro, ma al catasto non hanno dubbi. La più grande immobiliare di Italia è quella della politica. E il palazzinaro per eccellenza di Palazzo è Pierluigi Bersani. Incrociando come dovrebbe Attilio Befera i dati dei registri delle Camere di commercio con quelli di Sister dell’Agenzia del Territorio, Libero è stato in grado di disegnare la prima vera e completa mappa immobiliare della politica italiana. I partiti politici, le loro organizzazioni territoriali, i circoli, le società immobiliari controllate direttamente e indirettamente hanno in mano oggi 3.805 fabbricati sparsi in tutta Italia e 928 terreni.
Le loro rendite catastali, agrarie e dominicali sommate ammontano a circa 2,8 milioni di euro, che ai fini della nuova Imu di Mario Monti indicherebbero un valore fiscale di circa 500 milioni di euro. In media per avere un valore reale di mercato bisognerebbe più che raddoppiare questa cifra, arrivando quindi a circa 1,2 miliardi di euro.
Di questa somma l’80% circa riguarda proprietà immobiliari che risultano ancora in capo alle forze politiche in cui pianta le sue radici il Pd. Significa che sparso ovunque e gelosamente custodito in forzieri, fondazioni e strutture territoriali, Bersani può contare su un patrimonio immobiliare che vale quasi 1 miliardo di euro in caso di valorizzazione. Gran parte è intestato ancora al Partito democratico della sinistra e alle sue strutture territoriali (unità di base, federazioni regionali, comunali e territoriali di varia natura), nonché alle immobiliari che risultano ancora di sua proprietà.
Solo nell’area Pci-Pds-Ds-Margherita-Ppi-Pd sono 831 i diversi codici fiscali che risultano intestatari di fabbricati. Vecchie sezioni - Fra questi ci sono sicuramente le sezioni del vecchio PCI, che risulta ancora intestatario al catasto di ben 178 fabbricati e 15 terreni. Ma vedendo numeri di vani e caratteristiche di ciascun immobile, è difficile che proprietà accatastate come abitazioni di 12 o 14 vani o uffici di metrature ancora più ampie possano corrispondere al classico identikit delle vecchie sezioni territoriali.
I democratici di sinistra controllano gran parte del patrimonio immobiliare attraverso le nuove fondazioni che ha costituito con pazienza il tesoriere Ugo Sposetti. Particolarmente ricche quelle umbre e quella di Livorno. Fra Pds, Pd, Ds e vecchio Pci sono ben più di 3 mila i fabbricati di proprietà. E non è manco detto che ci sia una mappatura completa, e che le varie federazioni di sigle ormai in disarmo ne abbiano l’esatto controllo.
Non è escluso che qualche vecchio amministratore locale non ne abbia nemmeno fatta menzione al partito. La mappa immobiliare è comunque l’unica che rende in qualche modo tangibile il fantasma più classico di ogni partito politico: quello del bilancio consolidato. Per capire quanti soldi sono girati e girano, e quale è la forza economica bisognerebbe infatti mettere insieme i conti nazionali che vengono resi pubblici con i rendiconti delle centinaia di strutture territoriali che invece sono nascosti.
Forza economica - L’emergere di tante proprietà immobiliari fa comprendere meglio di ogni altra cosa come il Pd sia il partito che ha alle sue spalle la forza economica più impressionante della politica. L’unica cosa che non si capisce è come gli amministratori locali di Bersani continuino ad impiegare fondi che il partito gira alle strutture territoriali nell’acquisto di nuovi immobili.
A Genova, dove non mancano certo proprietà delle varie sigle che stanno alle spalle del Pd, è stato comprato un appartamento da 5 vani nel 2010. A Crespino, in provincia di Rovigo, quattro fabbricati. A Montecchio, provincia di Reggio Emilia, acquistati nell’aprile 2011 addirittura due terreni erbosi. Acquistati immobili e terreni nel piacentino. Così nello spezzino, dove esisteva una celebre immobiliare del pds.
Sarà forse un buon investimento in momento di crisi, perché certo il mattone dà più soddisfazione e sicurezza dei fondi in Tanzania.
Resta difficile comprendere perché nella sinistra italiana faccia tanto ribrezzo potere prendere una sede di partito o un ufficio per i propri dirigenti in banale affitto come accade a molte altre forze politiche.
Il papa laico - Re Bersani a parte, dalla banca dati della Agenzia del Territorio emergono molte sorprese: tutti i partiti ufficialmente morti e sepolti hanno ancora appartamenti e perfino palazzine di un certo valore. Dalla Dc al partito socialista. Ne posseggono anche partiti che certo non hanno invaso le cronache politiche, come quello del Papa laico o quello dell’armonia.
Ma la sorpresa delle sorprese viene dal partito nazionale fascista, che non solo è morto, ma è stato sciolto per legge. Tutti i suoi beni sono passati al demanio pubblico, ma l’operazione non è riuscita per quattro fabbricati e due terreni. Uno di questi risulta ancora di proprietà del Pnf e dato un uso ad Anagni, nel frusinate, al Fondo edifici di culto del ministero dell’Economia.
Franco Bechis
(...) Voleva contestare il rapporto, ma non soltanto quello. Bechis se la prende con l’intera gestione politica e comunicativa del governo da inizio pandemia, puntando il dito sull’Istituto Superiore di Sanità che, a suo dire, durante le conferenze stampa rilasciava dichiarazioni che puntavano a tranquillizzare i cittadini, un compito che però spettava ad altri: «Il politico doveva dare tranquillità, non l’Istituto Superiore di Sanità». In ogni caso, secondo il direttore de Il Tempo in quel periodo la situazione era talmente grave da ritenere che «c’erano i presupposti per dire che siamo in una situazione di guerra». Secondo Bechis, con una decisione del genere si sarebbero evitate molte discussioni che nel corso della pandemia hanno generato molti dubbi della gestione nei cittadini.Dubbi che secondo Bechis sono stati generati anche nella gestione della campagna vaccinale, affermando che dietro alle politiche governative ci fossero più decisioni logistiche che scientifiche, come quelle del periodo d’attesa tra la prima e la seconda dose dei vaccini nonostante le indicazioni delle stesse case farmaceutiche. Come per lo stato di guerra, anche per la vaccinazione il direttore de Il Tempo sostiene una linea più dura: «Sarebbe stato più lineare il vaccino obbligatorio per una questione di sanità pubblica. Posso discutere sull’obbligo in sé, ma avremmo evitato le discussioni di uno o dell’altro». Nulla di nuovo, lo sosteneva in un suo editoriale del 27 luglio dal titolo «Meglio il vaccino obbligatorio che andare avanti con il caos Green pass e slogan».
Tornando al rapporto dell’Iss, che come contenuti sono gli stessi del marzo 2020, perché criticarlo solo ora? «Ho aspettato un po’ di tempo per lanciare questa polemica, aspettando un momento più tranquillo» ci confida Bechis al telefono. Certo, oggi grazie alle nostre conoscenze sulla malattia e ai vaccini, non ci troviamo nella stessa situazione vissuta durante il lockdown, ma se c’era la notizia di un problema forse era meglio darla immediatamente se fondata e non con un titolo sbagliato in un periodo di manifestazioni No Green Pass che si sono dimostrate anche violente.
Cialtroni no vax.
Con il virus ci schifano anche i migranti?
(Franco Bechis – iltempo.it) – Nel bollettino tragico di queste ore, con il numero di contagiati e di morti di coronavirus che sta salendo in modo esponenziale mettendo alla corda la capacità del sistema sanitario di ogni Regione, c’è un contatore numerico che sembra portare una buona notizia: da undici giorni non sbarca sulle coste italiane nemmeno un migrante. Dal 28 febbraio in poi ogni giorno…
View On WordPress
Vitalizi hanno ragione i 5 stelle quel taglio è stato sacrosanto
Vitalizi hanno ragione i 5 stelle quel taglio è stato sacrosanto
(di Franco Bechis – iltempo.it) – Chi ha fatto il politico tutta la vita non ci rimette. Chi pochi anni ha comunque un’altra pensione. Dove mai sarebbe il problema del taglio dei vitalizi operato finalmente in questa legislatura dopo anni di battaglie contro una ingiustizia palese? Su questo personalmente sto con il Movimento 5 stelle e la sua piazza di Roma e non potrebbe essere diversamente,…
View On WordPress
Alle Terme i soldi dei terremotati
Alle Terme i soldi dei terremotati
(Franco Bechis – iltempo.it) – Sono passati 41 mesi esatti da quando gli italiani con generosità hanno donato quasi 34 milioni di euro con i loro sms alle popolazioni del centro Italia colpite dal drammatico terremoto che distrusse Amatrice e molti comuni di Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria. E a tre anni e mezzo circa da quella corsa alla generosità, finalmente gli italiani possono sapere in che…
View On WordPress
Sull'Iva il governo ha bluffato. Il gioco delle tre carte del Conte bis
Sull’Iva il governo ha bluffato. Il gioco delle tre carte del Conte bis
(Franco Bechis – iltempo.it) – Nel giorno in cui Giuseppe Conte, per fare un po’ di propaganda elettorale alla vigilia delle regionali in Emilia Romagna, ha convocato le parti sociali a palazzo Chigi per spiegare come verranno spesi da luglio (non da domani) i 3 miliardi destinati alla riduzione del cuneo fiscale, salta fuori il grande bluff del governo. E’ contenuto nella tabella riassuntiva…
View On WordPress
Zingaretti si è arreso a Di Maio
Zingaretti si è arreso a Di Maio
(Franco Bechis – iltempo.it) – Quasi tutti in queste ore stanno celebrando il funerale del M5s e di Luigi Di Maio prendendo spunto da evidenti contrasti interni, abbandoni ed espulsioni. La frana in parlamento a dire il vero non è oggi così clamorosa, perché al momento non fanno più parte del gruppo dei grillini alla Camera (compresi i due abbandoni di ieri) solo il 3,60% di chi era in quei…
View On WordPress