"Le parole che seguono sono di Ahed Tamimi, una giovane attivista palestinese di 16 anni attualmente nelle carceri israeliane insieme alla madre Nariman.“Forse saremo vittime del regime di Israele, ma siamo tanto orgogliosi della nostra scelta di combattere per la nostra causa, nonostante il noto prezzo da pagare. Noi sapevamo dove ci avrebbe condotto questa strada, ma la nostra identità, come popolo e come individui, è piantata nella lotta, e trae la sua ispirazione da qui. Al di là della sofferenza e della quotidiana oppressione dei prigionieri, dei feriti e degli assassinati, noi conosciamo anche il tremendo potere che proviene dall’appartenere ad un movimento di resistenza: l’abnegazione, l’amore, il piccolo sublime momento che viene dalla scelta di abbattere l’invisibile muro della passività. Io non voglio essere percepita come una vittima, e non voglio dare alle loro azioni il potere di definire chi sono e cosa sarò. Io ho scelto di decidere per me stessa come voi mi vedrete. Noi non vogliamo che supportiate la nostra causa in ragione di qualche lacrima fotogenica, ma perché noi abbiamo scelto la lotta e la nostra lotta è giusta. Questo è l’unico modo in cui riusciremo a smettere di piangere un giorno”." Grazie @rosanna.amanda.anargie per il post. Grazie @Ahed e a tuttx le/i resistentx perché ribellarsi e resistere è giusto! #freepalestine #freetamimi #totalliberation