Samuel Stern n.21 Il demone che cadde sulla terra Filadoro, Fumasoli, Savegnago, Zagaria Ed. Bugs Comics - agosto 2021
Con questo numero comincia una sequenza di albi che ha lo scopo di raccogliere alcuni importanti fili, sparsi in parecchi mesi, e promette di avere conseguenze importanti sul destino del nostro rosso libraio.
A mio avviso c'era proprio bisogno di tessere una trama come questa, più ampia e ariosa, che sviluppasse il tema di legione e il rapporto tra Samuel e Padre Duncan per crescere nei contenuti, creare una maggiore continuità e fidelizzare i lettori. Insomma, pare che gli autori abbiano deciso che il momento era maturo, un po' per non stancare chi è a bordo da tempo, un po' perché evidentemente la massa critica di lettori necessaria per decollare è stata raggiunta.
La serie di Samuel Stern non mi dispiace affatto per come prende le tematiche psicolgiche e le sviluppa in modo articolato e maturo, forse anche un po' più profondo rispetto all'ormai discretamente sfruttato Dylan Dog. Senz'altro le ambientazioni e le caratterizzazioni profumano del bell'Outcast di Kirkman e Azaceta, mentre il promettente e un po' giocoso "VS" accanto all'editoriale sembra trarre ispirazione alle iniziative Marvel in stile Civil War.
E così il nostro emaptico scozzese sta per entrare in modo organico nell'eterna battaglia tra Bene e Male, anche in questo caso (proprio come in Outcast) con l'ormai consueto sovvertimento gaimaniano (penso a Lucifer o "Buona apocalisse a tutti" da cui è stata tratta la serie Blood Omen) dei ruoli religiosamente codificati di angeli e demoni: già in questo albo le due forze in campo mostrano di avere principi morali e atteggiamenti ben diversi da quelli che ci si aspetterebbe leggendo il Nuovo Testamento e lo stesso Samuel deve ammettere che il più umano tra tutti quelli che incontra in queste pagine è il buon vecchio George.
La storia è sicuramente molto promettente e lascia presagire grossi sviluppi nell'evoluzione del personaggio e dei comprimari con la comparsa di forze celesti e organizzazioni più o meno terrestri che cominceranno a giocare con il buon Samuel con lo scopo di portarlo dalla propria parte. L'esca migliore pare essere quella di rivelargli alcuni misteri sepolti nel suo inconscio di cui sono praticamente tutti a conoscenza tranne lui.
Confesso che leggere gli appunti dal Derryleng rappresenta per me uno grosso sforzo. Se è vero come dice Umberto Galimberti che gli italiani sono agli ultimi posti per la comprensione di un testo scritto, le righe scritte da Angus nel mio caso non possono che confermare questo triste primato nazionale.
Andando oltre, le tavole sono ben strutturate, una buona miscela tra classico e moderno con un efficace scontornato per le scene in flashback e azzeccata anche la linea sottile e gli sfondi luminosi per rendere subito l'idea di essere "altrove" e in questo caso rappresentare il sancta sanctorum di Isobel. Le inquadrature sono varie e i personaggi ben caratterizzati in uno stile grafico coerente con quello della serie.
Un esercito un po' inspiegabile di copertinisti ha realizzato senz'altro una bella immagine, anzi direi un'immagine che fa riflettere, ma non riesco a capire il motivo di questo assembramento, di questi tempi poi! I libri di cui si riesce a leggere i titoli al momento non sembrano rappresentare utili indizi o simpatici "easter eggs" alla Martin Mystere. Va anche detto che il mio latinorum è sicuramente fuori allenamento, anzi direi proprio ruggine, ma tutto considerato "stanzus magnificus" sembra proprio uno strafalcione buttato lì'. Attendo le prossime uscite per capirci qualcosa di più e con gioia ricredermi.
Resistere in edicola di questi tempi non è facile, soprattutto se non si fa parte delle grandi corazzate editoriali che possono ammortizzare qualche uscita meno fortunata. Mi auguro davvero che Samuel Stern ce la faccia perché trovo che ne valga la pena... e mi piacerebbe proprio sapere come andrà a finire. Lunga vita a Samuel, ordunque!














