Ci sono persone che hanno scambiato la realtà per un’aula di tribunale. “Ho dimostrato che, ho provato che, è giusto che, si fa così...” sono le frasi che pronunciano più spesso.
Pretendono obblighi su come debba essere un’amicizia, hanno convinzioni su come dovrebbe comportarsi l’altra persona quando è innamorata, certezze assolute sull’ordine delle Cose; tendono a manipolare, a rivoltare gli argomenti, e quando glielo dici si incazzano come bambini furibondi.
Conosco gente che usa WhatsApp come prova di ciò che hanno detto in conversazioni di anni precedenti. Copiano e incollano un testo scritto come imperitura memoria. Spesso se ritengono che hai cambiato idea, riportano la frase che contraddice il tuo atto scellerato! Si sentono costantemente sotto accusa e vogliono metterci gli altri. Esaminano e sottolineano ogni cavillo.
Sono i “controllori”, gli Imperatori disfunzionali (per chi mastica di Tarocchi). Tanto sicuri di sé quanto un castello di sabbia fresca.
Chi vuole convincere è perché non è convinto. Ma chi vuole costringerti alla sua idea è perché non sa reggerla da solo.
Questa si chiama paura.







