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Ci sono persone che hanno scambiato la realtà per un’aula di tribunale. “Ho dimostrato che, ho provato che, è giusto che, si fa così...” sono le frasi che pronunciano più spesso.
Pretendono obblighi su come debba essere un’amicizia, hanno convinzioni su come dovrebbe comportarsi l’altra persona quando è innamorata, certezze assolute sull’ordine delle Cose; tendono a manipolare, a rivoltare gli argomenti, e quando glielo dici si incazzano come bambini furibondi.
Conosco gente che usa WhatsApp come prova di ciò che hanno detto in conversazioni di anni precedenti. Copiano e incollano un testo scritto come imperitura memoria. Spesso se ritengono che hai cambiato idea, riportano la frase che contraddice il tuo atto scellerato! Si sentono costantemente sotto accusa e vogliono metterci gli altri. Esaminano e sottolineano ogni cavillo.
Sono i “controllori”, gli Imperatori disfunzionali (per chi mastica di Tarocchi). Tanto sicuri di sé quanto un castello di sabbia fresca.
Chi vuole convincere è perché non è convinto. Ma chi vuole costringerti alla sua idea è perché non sa reggerla da solo.
Questa si chiama paura.
Atac, tornano i controllori a bordo: più sicurezza, più regole
Dopo lo stop di oltre un anno causato dalle norme anti Covid, a partire da oggi Atac riattiverà i servizi di verifica dei titoli di viaggio a bordo dei mezzi di superficie e metroferroviari. Dichiarazione dell’Amministratore Unico, Giovanni Mottura. “Il ritorno dei verificatori a bordo è una decisione importante che servirà anche a garantire maggiore sicurezza ai nostri clienti e il rispetto…
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Cervelli in fumo...
Cervelli in fumo…
Ma dico…cerchiamo di essere seri! Storia del fumo… Anni 20 e prima…incentivare al fumo, poi scoprire che il fumo fa male quindi tassare sempre più chi fuma, mantenendo il Monopolio di Stato, infine imporre regole sempre più restringenti senza rinunciare alla gallina dalle uova d’oro… in realtà si trattano i contribuenti come dei veri e propri polli da spiumare.. Dunque pensiamoci bene… Zone…
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È che mi manchi, come i controllori quando ho il biglietto, come il posto vicino al finestrino nei treni affollati, e io non so dove vado se non ci sei tu ad aspettarmi. Non so se vado avanti o se giro su me stesso.
Confcommercio: tre controllori per Pietro Russo
Confcommercio: tre controllori per Pietro Russo
Una riunione di direttivo più che infuocato ha reso la sera di venerdì scorso molto movimentata ed interessante per i suoi risvolti nazionali ed isolani.
Che ci sia qualcosa che bolle in pentola, lo avevamo intuito dalle ultime forti dichiarazioni che si sono susseguite a mezzo stampa (e non) tra alcuni dei protagonisti del panorama isolano – nazionale della Confcommercio Napoli.
A tenere banco…
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#trenitalia #controllori #merde
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CACCIATA DALLA FED PERCHE’ INDAGA GOLDMAN SACHS- MA HA REGISTRATO TUTTO E I NASTRI SONO LA PROVA DELLA SUDDITANZA DEI CONTROLLORI VERSO I BANCHIERI
LA PIOVRA DI WALL STREET – UNA FUNZIONARIA DELLA FED INDAGA SU GOLDMAN SACHS E VIENE SILURATA DAI SUOI CAPI. MA HA REGISTRATO TUTTO E I NASTRI SONO LA PROVA DELLA SUDDITANZA DEI CONTROLLORI VERSO I BANCHIERI
Carmen Segarra viene cacciata dopo sette mesi di lavoro sul dossier Goldman. Ma ha portato con sé 46 ore di riunioni registrate in gran segreto, dove i suoi ex capi lamentano le pratiche dubbie e pericolose di Goldman Sachs. Poi insabbiano tutto – Il potere tentacolare della banca che assume politici e regolatori per tenerseli buoni…
Federico Rampini per “la Repubblica”
Per la prima volta nella storia c’è una “gola profonda” che viene dalla Federal Reserve. E lancia alla banca centrale americana un’accusa grave: «Succube di Goldman Sachs ». La storia è clamorosa, protagonista una funzionaria licenziata in tronco, Carmen Segarra. Lavorava alla Federal Reserve di New York, l’ufficio che all’interno della banca centrale ha i compiti di vigilanza sugli istituti di credito.
La Segarra si rese “colpevole” di un’indagine troppo dura su Goldman Sachs. Proprio quella severità le è costata il posto di lavoro. Ma la vendetta della Segarra è implacabile: prima di andarsene ha registrato intere sedute degli ispettori della Federal Reserve. E ieri mattina quelle registrazioni sono andate in onda sulla National Public Radio (Npr). Creando un imbarazzo enorme: è la prima volta che la Fed si trova al centro di un simile scandalo. In particolare nelle riunioni interne, registrate segretamente dalla Segarra, si sentono i dirigenti della Fed che definiscono “shadowy”, cioè torbidi, alcuni comportamenti di Goldman Sachs.
Ma poi non hanno il coraggio di andare fino in fondo. La banca d’affari è troppo potente? Metterla sotto accusa può avere effetti destabilizzanti sull’intero sistema? O si tratta semplicemente di un atteggiamento di sudditanza, quello che gli esperti definiscono “regulatory capture”: il regolatore viene catturato da colui che dovrebbe disciplinare.
La vicenda della Segarra è esemplare di questi conflitti d’interessi che hanno reso tutte le banche centrali cieche o impotenti alla vigilia del grande crac sistemico del 2008. Il fallimento dei controllori fu evidente a New York quando la bancarotta di Lehman portò alla luce frodi su una scala gigantesca. Uno dei colpevoli della mancata vigilanza, Timothy Geithner, sarebbe stato di lì a poco “promosso”: da capo della Fed di New York a ministro del Tesoro della prima Amministrazione Obama…
In un momento di autocritica, incalzato dal Congresso, il successore di Geithner alla testa della Fed di New York, William Dudley, decise di aprire un’indagine su quello che non aveva funzionato. Affidò l’incarico a un esperto esterno, David Beim, docente di finanza alla Columbia University. Dandogli ampio accesso a tutti i funzionari della Fed. La conclusione dell’indagine di Beim fu pesante: una requisitoria contro la «cultura della Fed». Troppo «deferente e rispettosa» verso quelle banche che avrebbe dovuto controllare e punire.
Timorosa di mettersi in rotta di collisione coi padroni di Wall Street. Insomma una vigilanza pavida e imbelle aveva contribuito al disastro del 2008. La conclusione del rapporto di Beim: bisognava iniettare nella Fed forze nuove, elementi venuti dall’esterno, con un atteggiamento più indipendente e senza timori reverenziali verso Wall Street.
Nel 2011, anche in seguito al rafforzamento dei poteri di vigilanza (con la legge Dodd-Frank varata dal Congresso), la Fed di New York fa proprio quello che le era stato raccomandato. Assume nuovi ispettori per la vigilanza. Una è Carmen Segarra. Ha un curriculum prestigioso, ha studiato alla Sorbona di Parigi, alla Columbia e Cornell University, infine Harvard.
Poliglotta, parla inglese francese spagnolo e italiano. Non è una burocrate, ha anche lavorato nel settore privato: 13 anni fra la Citigroup americana e la Société Générale francese. Conosce gli ingranaggi del sistema “da dentro”. E non ha complessi d’inferiorità. Neppure nei confronti dei suoi capi alla Federal Reserve. I quali all’inizio le fanno fiducia, affidandole il dossier Goldman Sachs.
La più potente delle banche d’affari, detta anche La Piovra. Un colosso che oltre alla finanza sa curare i rapporti con i potenti del mondo intero. Nel sistema delle “porte scorrevoli” di Goldman Sachs, dove si alternano incarichi pubblici e privati, la banca ha annoverato tra i suoi capi o alti consulenti un segretario al Tesoro Usa (Robert Rubin) e l’attuale presidente della Bce Mario Draghi.
Dopo soli sette mesi di lavoro sul dossier Goldman Sachs, la Segarra viene cacciata. Ma ha portato con sé 46 ore di riunioni registrate in gran segreto, usando un gadget da film di spionaggio, un micro-registratore comprato da Spy Store. Sono le riunioni andate in onda su National Public Radio. Dove i suoi ex capi lamentano le pratiche dubbie e pericolose di Goldman Sachs. Poi insabbiano tutto.
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FONTE:
http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/piovra-wall-street-funzionaria-fed-indaga-goldman-sachs-85343.htm
Il Grande Cocomero