Venice Deck Pergolas Example of a mid-sized mountain style mixed material railing deck design with a pergola

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Venice Deck Pergolas Example of a mid-sized mountain style mixed material railing deck design with a pergola
In treno
Quante volte forse per troppa allegria ho incontrato Piero Ciampi, per certi versi cuore, mano, penna, carta erano tutt’uno ai sogni. . Allora, amore mio, stavo sulla gamba destra, poi sulla sinistra ma tutto sembrava troppo stretto, anche il tempo di arrivare. . Infine un altro viaggiatore, salito dopo una fermata intermedia, impediva ogni movimento e non c’era più contrappeso al tramonto. *
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effetti collaterali
a ogni rotonda andava in bestia, gettava via i giornali e come il lampione si spense, bastò aggredirlo al punto giusto e dimenticarlo in stazione . maturando si sa aumentano i furti di rame, dovremmo smettere di fumare, starne fuori, non pensare all’amore, restare alla larga . anch’io sono deserto non frequento più treni ma sì le stazioni . fosse ancora qui Cobain sarebbe un altro Jagger più…
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Bicchierini
Chissà se ricostruiranno quel bar, poco importa ce ne sono tanti altri e circoli privati, armistizi, cartacce tutto quanto è stato in vita sul modello delle porte girevoli: racconti per un pubblico noioso che segue il flusso continuo di chi va o viene, sai di quel bar mi piacevano tanto i bicchierini, alcuni li ho ancora, non erano miei talvolta li guardo con curiosità tra copie assonnate di un…
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Gettate la spugna
Secondo un utente del web, di quelli che partecipano ai siti di answering, gettare la spugna “si usa quando il pugile a causa delle botte arriva a essere sfinito e un ultimo pugno potrebbe ucciderlo”. La descrizione è proprio quella che tutti sappiamo. In pratica l’allenatore getta la spugna per fermare l’incontro. Ed è proprio questo il caso del comune di Ischia. E’ vero, c’è chi come Enzo…
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L’importante è non smettere di fare domande.
“Dove l’ignoranza urla, l’intelligenza tace”, il detto è più o meno questo (spero di non sbagliare). Dove l’ignoranza urla, l’intelligenza tace: chi l’ha detto? L’intelligenza ha tutto il diritto di parlare, di esporsi, di incazzarsi, di prendere una sedia e tirarla addosso all’ignoranza: ma che diamine pensi di fare? Sì, violenta, mi immagino un’intelligenza violenta, non per ostilità, ma per rabbia: io non voglio un’intelligenza rassegnata! L’aggressività ha anche un’utilità sociale: se non ricordo male, in tal caso si parla di assertività. L’assertività sta tra l’essere docile e l’essere aggressivo: è un punto di equilibrio, che ti permette l’esposizione delle tue opinioni, senza prevaricare o essere prevaricato. Si parla di “aggressività buona” e di “civile convivenza sociale”: l’intelligenza ha assertività, ma, quando serve, può anche essere smisuratamente incazzata. Perché questo è il tempo moderno, signori miei: è tutto ciò che abbiamo! Viviamo nel tempo in cui generazioni di bambinetti si omologano in una corrente predefinita, per essere diversi dalla massa; ci crogioliamo nel tempo in cui davanti ai negozi di abbigliamento o allo stadio ci sono atti di violenza incredibili (la colpa è dei politici), vedo gente che non arriva a fine mese, ma in fatto di tecnologia è sempre alla moda (la colpa è dei politici), ma tanto a noi cosa ce ne frega! Siamo nell’epoca in cui possiamo scegliere il tipo di compagnia telefonica, la marca dei jeans, il pub del sabato sera, il portatile, l’mp3, il tipo di ristorante etnico: il futuro non è cosa nostra. Il futuro è lontano, nessuno lo vede, nessuno lo sente: tanto chi ci arriverà vivo al futuro? Ma, ripeto, a noi non ce ne frega nulla: siamo la generazione dei social e della differenza, non cè problema. Siamo così romantici, che pubblichiamo gli screen dei messaggi che riceviamo: veder scritte cose come “buona notte d’orata” non ci spaventa. Però, a conti fatti, capisco il detto: alla fine è difficile per l’intelligenza superare l’urlo dell’ignoranza. Arriva il punto che ti rompi, ti stanchi, ti scocci: basta, andate tutti affanculo! E allora io tifo per l’intelligenza: tutto questo non durerà per sempre, tieni duro. Prima o poi il mondo riprenderà a farsi domande, ne sono certa! E lì capirà di aver buttato nel cesso anni e anni di evoluzione: ma la storia non ci insegna nulla, temo. Ma a noi cosa ce ne frega! Abbiamo il tablet, la musica e gli screen poetici: “c6 ke facciamo l’amore?”. Mi hai mancata, stronzo: D8. Dimmi che t’ho preso, così ho vinto io.
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Islamici fanno esplodere chiesa armena: ossa martiri gettate in strada, mandante turco
Con uno degli atti più selvaggi contro i cristiani in Siria, gli islamici hanno fatto saltare in aria la grande chiesa armena a Deir el-Zour, che è dedicata al massacro di un milione e mezzo di armeni uccisi dai turchi durante il genocidio del 1915.
Tutti gli archivi della chiesa, risalenti al 1841 e contenenti migliaia di documenti sull’Olocausto armeno, sono stati bruciati, mentre le ossa di centinaia di vittime del genocidio, conservate nella cripta della chiesa in memoria delle uccisioni di massa 99 anni fa, sono state gettate in mezzo alla strada, accanto alle rovine.
Questo atto sacrilego provoca dolore enorme tra gli armeni sparsi in tutto il mondo. Jabhat al-Nusra sembra essere responsabile, questa volta, ma dal momento che il gruppo ha ricevuto armi dalla Turchia, è facile individuare il mandante.
La Turchia, infatti, sostiene che non ci fu alcun genocidio, ma centinaia di storici hanno dimostrato oltre ogni dubbio che gli armeni sono stati deliberatamente massacrati per ordine del governo turco, in quella che è stata un pulizia etnica: fatti marciare nel di quella che oggi è la Siria settentrionale fino a morire.
VoxNews
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Ronco Briantino: il mistero delle schede elettorali gettate nella spazzatura
A Ronco Briantino, comune di 3.450 abitanti, in provincia di Monza in Brianza le schede elettorali per uno strano mistero sono finite in un cestino pubblico della carta straccia. La scoperta risale a sabato 31 maggio, quando un residente a passeggio col cane si è accorto che dal cestino di via IV Novembre, a pochi passi dal Comune, spuntavano due schede valide per le elezioni europee della settimana precedente. Entrambe in bianco, erano state lasciate lì solo nelle ultime ore, perché in quella via il servizio di nettezza urbana era già passato. l’uomo da buon cittadino ha fotograto il cestino con il suo cellulare e poi ha avvisato le forze dell’ordine. Il primo a intervenire è stato Maurizio Zorzetto, comandante della polizia locale di Bernareggio il centro più vicino a Ronco Briantino, che a sua volta ha avvertito questura e prefettura. Appurato che si tratta di schede autentiche, ora si sta tentando di capire da quale seggio provengano, considerato che il numero di schede è contingentato e ogni presidente di sezione, a urne chiuse ha l’obbligo, di compilare un verbale indicando il numero dei votanti, le schede bianche e quelle rimaste inutilizzate. Misteri d’Italia non finiscono mai.
IoCombatto.it