Vi supplico, qualcuno mi faccia vedere il lato bello della vita.


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Vi supplico, qualcuno mi faccia vedere il lato bello della vita.
"Comportati come se fossi felice" Marco Alloni intervista Claudio Magris
Vale ancora quella cosa che dice che non ci sono più le guerre nel periodo delle Olimpiadi…?
Io pensavo che tutte ste cose brutte succedessero solo nei libri di storia.
VINO
Il vino si divide in due categorie - mmm che bon sto vin! - cossa xe sta merda?
Fine
TRIVELLA SI TRIVELLA NO MA CHE MINCHIA VOTATE?
Quindi ricapitolando:
- se vado a votar sì mi carico di idealismo e buoni propositi che dopo aver letto articoli su articoli a mio avviso fanno poco più che unabeneamataminchia. - se voto no mi verrà comunque mal di pancia per, all'apparenza, essermi schierata anche solo di un cicinin più lontana dal mare, l'ambiente ecc ecc. - se non vado a votare mi verrà il senso di colpa per non aver esercitato il diritto e dovere di cittadino di esprimere la mia opinione di cui godo grazie agli sforzi dei miei avi, ma è anche il modo per ringraziare di aver fatto spender soldi al paese per qualcosa di cui onestamente gran parte dei votanti non avrà nemmeno avuto voglia di leggere.
Insomma, qualunque scelta io faccia, e non ho ancora fatto, dopo essermi trivellata il cranio nell'ultimo mese con articoli di cui mi importava davvero niente per cercarmi di fare un'opinione, domani sera andrò a dormire pensando di aver in qualunque caso fatto qualcosa di sbagliato.
GRAZIE.
N.B. e mi son dimenticata di menzionare la svizzera scheda bianca...
(disegno a matita fatto a memoria... Quindi anche se non so disegnare penso che copiando un’immagine possa venir meglio o se non altro con più particolari. Bene o male che vi sembri, io mi compiaccio di come mi sia venuta l’espressione quindi sono contenta)
Trieste,12 aprile 2016
CLAUDIO MAGRIS
Viviamo vicini. Nella stessa città, stesso rione, frequentiamo lo stesso botteghino, diciamo pure che le mie finestre danno sulle sue.
A volte, quando mi affaccio alla finestra a prendere un po’ d’aria, o metto a stendere i panni, lo scorgo. Non l’ho mai osservato, però, in queste situazioni. Un po’ per riguardo e un pizzico, forse, di buona educazione. Intento a scrivere qualcosa seduto in balcone, a dialogare con qualche ospite a cena o a stendere pure lui il telo e il costume di ritorno dal mare, fa cose ordinarie che faccio anch’io. Probabilmente qualcuno più sfacciato in questi anni avrebbe almeno abbozzato un saluto, un complimento, un’opinione almeno una volta…
“Ciò la sa che go tuti i suoi libri in sogiorno? Cugnetto eh, Danubio. Ah go ancora un ritaglio del Corriere tipo del ‘98. Se intitola la Scheggia e il mondo. Figon. Sai roba. Lo salvo ancora. Ciò ma da Fazio? El tavolin e la sedia ve li gaveva prestai el San Marco una volta? Come iera al bagno? Bela l’acqua oggi ah? Ehhhh.”
No, niente di tutto ciò, per senso di inadeguatezza forse e stupidità non ho mai accennato nemmeno un timido B-Buongiorno, o un minimo sorriso, figuriamoci il resto.
Lo osservo con grande interesse, invece, durante le interviste. Mentre il parlar fluisce e posso vederne simultaneamente il susseguirsi delle espressioni, mi quasi ipnotizza. Mai banale, non ha un modo demagogico o altezzoso di affrontare un argomento ma preparato e sicuro. Quello che veramente mi incanta ogni volta, però, è, appunto, l’espressività del volto. Un solco verticale tra le sopracciglia (che anatomicamente condivido anche tra le mie) gli attraversa la fronte a sottolineare decenni di attenzione per i propri interlocutori; occhi vispi, luminosi e curiosi come quelli di un bambino ma di una profondità che solo il passare della vita, delle esperienze coi suoi dolori ma non di meno le sue gioie sa donare. Rughe, segnate dal tempo ma che probabilmente anche il sole triestino ha aiutato a plasmare.
Oggi. Per la prima volta non l’ho solo trovato sul mio cammino a pochi metri da casa ma ne ho pure incrociato lo sguardo. E’ stato un secondo o poco meno. Sembra niente, detto così. Invece tanto a livello emotivo. Per me eh, non per Magris. Non so spiegarmi su questa cosa. Vi capita mai di guardare qualcuno negli occhi e leggerglieli? O forse leggervici dentro? Che ne so, di andare oltre. Non un colpo di fulmine, forse un tipo di, ma non di tipo sessuale o sentimentale, è una sensazione cosmica, se mi passate il termine, ma è il termine più esaustivo che ho trovato. Hugo Pratt aveva lo stesso sguardo secondo me. Purtroppo del suo ho testimonianza solo dalle poche foto e interviste che si trovano su Google. Lo sguardo di chi ha vissuto, di chi si porta un bagaglio di amicizie, incontri, scontri, delusioni, momenti che racchiudono epoche e mode diverse, esperienze, di chi ha sofferto e riso, viaggiato, conosciuto, amato, letto e riflettuto. Occhi che racchiudono la grandezza e la piccolezza della vita umana, insieme, il suo mistero. La bellezza degli “occhi cosmici” non la possono vantare in molti. Non so nemmeno se Magris sappia di possederli ma qualcuno dovrebbe farglielo notare prima o poi; magari Fazio durante un’intervista ché, se glielo dicessi io per strada o peggio comprando sedano e carote accanto a lui, credo mi uscirebbe qualcosa di balbettante e grottesco.
“La la vedo dala finestra la sa? No, ma ma anche in tv eh, che anche scolto qualcosa e la vardo meio. Che oci che la ga ciò, spaziali, se vedi che la xe o-omo de mondo…”
Sento già l’odore della figura di merda che potrei farmi. Mi secca ammetterlo ma credo che Fazio possa fare di meglio. Per questa volta. Che poi tanto lui balbetta pure meglio di me quando vuole leccare il culo. Siamo un po’ agli apposti, io cerco di balbettare il meno possibile per evitare di sembrare in una posizione di troppa riverenza, lui al contrario cerca in tutti modi di ostentare un sentimento di umiltà nei confronti del suo interlocutore che sembra talmente artefatto da risultare indisponente.
Non ho mai letto Microcosmi, ho spesso pensato che non fosse il momento giusto.
Ora è arrivato.
Buonanotte.
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il libero arbitrio sia fatta questa volontà basta in terra, che del cielo fai pure che ti pare. Dacci oggi la nostra cagata quotidiana ✓ ora rimetti noi dal travaso di bile, potevi non indurmi in tentazione evitando di sguinzagliare per la città ventenni pallanuotisti di variegate etnie questa settimana, ma ora basta ridere, lavora e liberaci -almeno- da questo male.
AMEN!
p.s. Di recente t'abbiamo mandato su uno bravo, ma bravo bravo, fanne buon uso, o rimandacelo giù, per favore. ♥