Se dovessi proprio dire, direi che una seconda vita sarebbe giusta.
Si finisce questa e subito se ne ricomincia un’altra.
Sarebbe anche gentile se nella prossima ci lasciassero un po’ di memoria di questa, in modo da non fare esattamente le stesse identiche sciocchezze, ma se no, pazienza.
Una seconda possibilità insomma, così da non essere sempre presi alla sprovvista da tutto come nella prima.
Però senza imbrogli, non scherziamo, tipo rinascere schiavo ilota nell’antica Grecia o grillotalpa.
E poi, se le cose andassero per il verso giusto, magari anche una terza, con molti più baci e film e mare e pasta col sugo rosso e caffè con i cornetti alla marmellata e libri divertenti e ragazze da girare la testa e un piumone per dormire d’inverno.
VB
(illustrazione di Chris Bennett)










