LA RIVOLUZIONE DIGITALE, IL FUTURO È GIÀ ARRIVATO
Articolo tradotto da: Hoy Digital
L’avanzamento tecnologico nel mondo, come fonte insaziabile di salvataggio e uso efficiente di informazione, ha fatto passi da gigante negli ultimi 15 anni.
Allo stesso modo, l’aumento del traffico sul web e il suo uso per la comunicazione nel mondo attuale non può essere considerato in un’altra forma se non quella rivoluzionaria.
- solo negli ultimi 6 anni, la capacità di salvataggio di dati digitali aumentò da 0.30 a 1.2 zettabytes (1 zettabyte = 1,000,000,000,000,000,000,000 bytes), una crescita del 300%.
- Secondo la International Telecommunication Union, il numero di utilizzatori attivi in banda larga (internet ad alta velocità) portatile crebbe di un 40% tra il 2010 e il 2011, creando una vera e propria rivoluzione, provocata, in parte, dall’aumento dei tablet e degli smartphones a prezzi, relativamente, modesti.
Vent’anni fa, Gordon Moore, co-fondatore della Intel, fece un progetto (denominato Legge di Moore) dove affermava che la velocità di risposta (quantità di transistor per unità di superficie) si sarebbe duplicata ogni due anni. I grandi tecnologi dell’epoca credettero che questo era impossibile, e così è successo: l’efficienza degli apparati tecnologici fece cadere drasticamente i costi associati alla fabbricazione degli stessi, riducendo grandemente i cicli di produzione. Questo produsse che il rapporto prezzo/GB consumati fosse sceso drasticamente da 10$ ad appena 0.10$ in dieci anni.
Per farsi un’idea, nel 1975 il supercomputer più veloce costava attorno ai 5 milioni di dollari (l’equivalente di 32 milioni di dollari di oggi), e aveva lo stesso rendimento di un iPhone 4, disponibile sul mercato a soli 400$.
Un modo di provare a capire quello che sta succedendo nel mondo di oggi e come influenza, enti sociali ed economici, lo troviamo nei due processi tecnologici più rilevanti tra gli intenditori della materia: Big Data e Cloud Computing.
Il Big Data sono immense riserve di informazione digitale che è catturata e salvata per essere utilizzata per istituzioni, aziende governi ecc. in tempo reale con fini investigativi e per analizzare ogni tipo di informazione (ciò che mette in pericolo la privacy dei cittadini).
Come ci dice il sito web ufficiale di IBM, ogni giorni creiamo 2.5 trilioni di bytes di dati. Questi dati provengono da ogni dove: ricerche, foto, video digitali, registrazioni di acquisti online, ecc.
Il Cloud Computing, invece, è l’uso di internet per la prestazione di servizi a livello mondiale che comprende l’uso del software. In questo modo le aziende non devono investire per esempio nell’acquisto di grandi servizi ma semplicemente affittare il servizio allo stesso prezzo delle grandi aziende. Questo aumenta molto la produttività e permette che le piccole aziende possano ottenere innovazioni accelerando esponenzialmente la creazione di tecnologia.
fonte: commons.wikimedia.org
Il profondo studio di Cisco (compagnia dominante nella fabbricazione di routers) stimò che l’universo digitale nel 2005 era di 0.13 zettabytes (mille trilioni di bytes) e conforme alla legge di Moore, sarebbe stato nel 2020 di 40 zettabytes, aumentando la capacità di salvataggio di 308 volte in solo 15 anni.
Cosa sta succedendo? Gli enormi cambiamenti tecnologici hanno creato una differenza crescente tra ciò che richiede il mercato e l’offerta lavorativa, tra gli operai e i laureati universitari. Vediamo quindi una disoccupazione molto alta nella Euro Zona che comprende un livello alto di laureati che pensano all’emigrazione. In accordo con uno studio recente di McKinsey, negli Stati Uniti quattro laureati su dieci delle migliori 100 università della nazione non riescono a trovare lavoro nelle vicinanze della città in cui hanno conseguito la laurea.
La Germania ha avuto un risultato spaventoso nel fronteggiare questa sfida. Uno (forse il più importante) dei fattori è stato il suo sistema di educazione duale, con una grande enfasi per l’educazione alle proprie vocazioni politecniche e una dedicazione maggiore per l’educazione tecnica negli istituti superiori.