Le lingue dei segni una forma di comunicazione unica e un idea geniale
Le lingue dei segni sono sistemi linguistici che trasmettono significati attraverso l’uso di segni delle mani, espressioni facciali e movimenti del corpo. Queste lingue sono utilizzate principalmente dalle comunità dei sordi e rappresentano un mezzo di comunicazione strutturato e codificato. Ogni segno ha un significato specifico, proprio come le parole nelle lingue parlate. L’idea di considerarle lingue vere e proprie è ormai ampiamente riconosciuta grazie agli studi linguistici e alle evidenze neuroscientifiche.
Il riconoscimento delle lingue dei segni
Nel 2017, le Nazioni Unite hanno istituito la Giornata internazionale delle lingue dei segni, che si celebra ogni 23 settembre dal 2018. Questo riconoscimento ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di queste lingue e sul loro ruolo nella vita quotidiana delle persone sorde. L’idea alla base di questa celebrazione è promuovere l’inclusione e il riconoscimento ufficiale delle lingue dei segni in tutti i paesi del mondo.
Le lingue dei segni sono diverse da nazione a nazione, proprio come le lingue parlate. Ad esempio, in Italia si utilizza la LIS (Lingua dei Segni Italiana), negli Stati Uniti l’ASL (American Sign Language) e in Francia la LSF (Langue des Signes Française). Alcuni paesi hanno anche più varianti della stessa lingua, a seconda delle regioni o delle comunità locali. L’idea di un’unica lingua dei segni universale è stata proposta con il Signuno, basato sull’esperanto, ma non si è mai diffuso su larga scala.
Le lingue dei segni e il cervello umano
Gli studi di neuroimaging hanno dimostrato che il cervello elabora le lingue dei segni in modo simile alle lingue parlate. Le stesse aree cerebrali coinvolte nell’elaborazione del linguaggio parlato vengono attivate anche durante la comunicazione segnata. Questa scoperta rafforza l’idea che le lingue dei segni non siano semplici gesti o mimica, ma veri e propri sistemi linguistici con una grammatica e una sintassi ben definite.
Struttura e caratteristiche delle lingue dei segni
Le lingue dei segni utilizzano il canale visivo-gestuale, differenziandosi così dalle lingue vocali che si basano sul suono. La loro struttura è composta da quattro elementi fondamentali:
Movimento
Orientamento della mano
Configurazione delle dita
Luogo di articolazione del segno
Oltre a questi elementi manuali, le lingue dei segni includono componenti non manuali, come espressioni facciali e postura del corpo, fondamentali per la grammatica e la sintassi. L’idea che una lingua possa essere costruita senza l’uso della voce potrebbe sembrare sorprendente per chi non la conosce, ma gli studi linguistici hanno dimostrato che possiedono tutte le caratteristiche di una lingua naturale.
Le lingue dei segni nel mondo
A livello globale, diverse nazioni hanno sviluppato la propria lingua dei segni. Tra le più diffuse troviamo:
LIS (Italia)
ASL (Stati Uniti)
BSL (Regno Unito)
LSF (Francia)
ISN (Nicaragua)
SVK (Finlandia)
NZSL (Nuova Zelanda)
LIBRA (Brasile)
LMG (Romania)
SASL (Sudafrica)
Inoltre, all’interno dello stesso paese possono esistere varianti regionali, proprio come avviene per i dialetti nelle lingue parlate. L’idea che una lingua visiva possa avere dialetti potrebbe sembrare insolita, ma è una realtà documentata da numerosi studi.
Le lingue dei segni estinte e la documentazione storica
Purtroppo, molte lingue dei segni sono scomparse nel corso della storia a causa della mancanza di documentazione. Alcuni esempi sono la lingua dei segni di Martha’s Vineyard e la lingua dei segni francese antica. La conservazione e lo studio delle lingue dei segni storiche sono fondamentali per comprendere l’evoluzione della comunicazione nei secoli. L’idea di preservare queste lingue attraverso registrazioni video e dizionari visivi sta prendendo sempre più piede.
L’importanza della LIS in Italia
In Italia, la LIS ha affrontato molte sfide per ottenere un riconoscimento ufficiale. Per lungo tempo, l’educazione dei sordi si è basata su metodi oralisti che scoraggiavano l’uso della lingua dei segni nelle scuole. Solo negli ultimi decenni, grazie a ricerche linguistiche e battaglie sociali, la LIS è stata progressivamente accettata come lingua ufficiale della comunità sorda italiana. L’idea che la LIS possa essere integrata nei programmi scolastici per i sordi sta finalmente trovando spazio nel dibattito educativo.
Le lingue dei segni nella cultura di massa
Le lingue dei segni hanno trovato spazio anche nel cinema e nella televisione. Il film “The Tribe” (Plemya) è un esempio di produzione interamente girata in lingua dei segni ucraina, senza sottotitoli o parlato. Questa idea innovativa ha permesso di portare la cultura dei sordi al grande pubblico, mostrando la ricchezza espressiva della comunicazione segnata.
Conclusione
Le lingue dei segni sono sistemi complessi e affascinanti che meritano pieno riconoscimento e valorizzazione. La loro diffusione e il loro studio sono fondamentali per garantire una maggiore inclusione delle persone sorde nella società. L’idea che queste lingue possano essere utilizzate a livello accademico, educativo e culturale è sempre più accettata e supportata da evidenze scientifiche. La promozione delle lingue dei segni, quindi, non è solo una questione di accessibilità, ma anche di riconoscimento del diritto alla comunicazione per tutti.
Bibliografia e approfondimenti
Stokoe, W. C. (1960). “Sign Language Structure: An Outline of the Visual Communication Systems of the American Deaf”.
Klima, E. & Bellugi, U. (1979). “The Signs of Language”.
Brentari, D. (2002). “Foreign Vocabulary in Sign Languages”.
Sutton-Spence, R. & Woll, B. (1999). “The Linguistics of British Sign Language: An Introduction”.
Website della World Federation of the Deaf (https://wfdeaf.org/)
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