“Ho preso la decisione di fuggire, ma non faccio alcun preparativo: temo che la preparazione renda meno forte la mia decisione. Vivo una sorta di lungo, estenuante suicidio, nel quale le stesse parole mi si mostrano di un’estrema povertà nel descrivere l’oggetto – ripugnanza verso l’uno e le altre. Perché devo scegliere fra la vita e la morte? Perché non scivolare nel solo, ultimo sussulto della fine? “Galera ed esilio
Antonio Negri, Girolamo De Michele
“Ho i ricordi di un altra vita” Ma è un sogno Dargen D’amico
Ho i ricordi di un altra vita come dice Dargen, della mia vita, delle mie altre personalità, della mia schizofrenia, di Walter Simonetti l’unico il demone che si credeva Gesù e mi dico che tutto questo non è un sogno, un allucinazione, una paranoia della mia mente. Sono fuori come un terrazzo ma non mento. Forse è l’azione della torazina che mi è stata iniettata in questi anni con la forza a farmi scavare nel passato.
Poi c’è la protesi nella mandibola, uno strano elfo sono con una strana voce sono diventato. Causata da un pugno gigantesco di un fascista rosso e poi fatta esplodere dai servizi con una siringa, operato con i soldi del blasco in una clinica privata. Ma non posso fare lastre ( questo vuol dire essere un pariah della società dello spettacolo). L’unica volta che ho tentato, anni fà mi hanno preso i giro ” Pensa alla ragazze stai benissimo” e mi hanno dato una stropicciata lastra dove non si vedeva niente, nessun cd con la situazione della mandibola. Questa è l’Italia del capro espiatorio.
Ho ricordi di un altra vita come dice Dargen, tutto è iniziato alla fine del 2000 a Bologna in una notte di fuoco dove mi sono giocato tutto e poi proseguita nella città natale dove dovevo morire ma il cecchino ha avuto paura della leggenda dell’unico, chi uccide un maestro poi…, questa era la volontà del Principe e della sua lobby dei deviati. Poi un anno vissuto pericolosamente, ricordo di essere morto e poi ritornato in vita per due volte che strani questi ricordi che strana la catalessi, con una scimmia gigantesca poi la fuga a Venezia il Carnevale dove si sono scambiati i ruoli io per la prima volta diventavo attore protagonista e non più spettatore della mia vita. I miei figli quanti figli, amo i miei figli. Per un attimo ho potuto rivederli ma è stato un attimo il leviatano post-moderno non concede nulla a chi a tradito la nazione a chi è di sangue impuro, a chi ha combattuto il fascismo rosso e nero. Ricordo che dicevo a tutta la truppa della Legione Straniera Francese “Io sono uno strano soldato della legione il soldato dell’anarchia pronto a tutto sono un morto che cammina un mostro” e per questo mi hanno cacciato anche da lì. Amen. Per una notte sono stato il protagonista, l’eroe di un programma televisivo che su Rai Tre andato in onda sotto il segreto di stato, cioè ogni cinque minuti una presentatrice diceva di cambiare canale, dove sotto gli occhi increduli dei politici e dei giornalisti ho smascherato l’abominio che tuttora esiste in questo paese “il medioevo più nero”, cioè la persecuzione dei capri espiatori (chiamati schedati come anti-italiani), il 99% di questi sono uomini e donne innocenti è solo il risentimento e la vendetta del Partito-Chiesa o Partito-Stato di stalinista memoria che oggi si chiama democratico e dalla Lobby Frankista e della lobby cattolica dell’Ordine Nero che coi loro soldi spinge il cosiddetto popolo a violentare perseguitare i paria (gli anti-italiani). Veri e propri pogrom senza ebrei su cittadini inermi . I giovani di sinistra chiamano questo una conquista dei lavoratori. Il corporativismo fascista è una conquista?
Io resisto, io esisto, l’unico ha riposto la sua causa sul nulla!