La fine è un pò come la fame.
Qualcosa è andato a male,
non la pancia, brucia più su.
Forse è qualcosa che non ho digerito
eppure lo stomaco, l’ho chiuso.
Ho controllato più volte, per paura che poi quando rientrando qualcosa potesse scoppiare.
Forse quel bicchiere d’acqua che non ho bevuto, un goccio di acqua avrebbe aiutato. E’ colpa sua se mi sento affogare a respirare.
Di sicuro avrebbe sciolto alcuni nodi alla gola, sarebbero scivolate fuori le parole, invece tappate da baci, dalla foga di aversi per pochi minuti, sentirsi persi, insieme e poi di nuovo..sconosciuti.
Eppure l’ho chiusa, la bocca, credo..non mi sia sfuggito nulla.credo.
Persi ma insieme.
Tutto insieme, diversi e simili, tutto mischiato come bibite e superalcolici, che poi io, nemmeno bevo..nemmeno so’ il sapore.
Eppure l’ho chiuso, l’istinto, l’ho chiuso.
Restando in aria, come piace a me, senza toccare cuori e cose strane, ma infondo sei immerso fino al collo.
Lo sai.
Pulito non esci mai.
Cercol’ansia e poi..cercando freneticamente la borsa, le chiavi della macchina ..”L’avrò chiusa?”
La fine assomiglia alla fame.













