Pubblicato nel 1900, il libro appartiene al ciclo dei 𝑅𝑜𝑚𝑎𝑛𝑧𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑚𝑒𝑙𝑎𝑔𝑟𝑎𝑛𝑜, che doveva essere compiuto da 𝐿𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝑢𝑜𝑚𝑜 e 𝐼𝑙 𝑡𝑟𝑖𝑜𝑛𝑓𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎, romanzi che non furono mai scritti.
L'opera parla dell'amore del poeta Stelio Effrena - di nuovo un alter ego di D'Annunzio - per l'attrice Foscarina Perdita e per la cantante Donatella Arvale.
Le figure si stagliano sullo sfondo della 𝐶𝑖𝑡𝑡𝑎̀ 𝑎𝑛𝑎𝑑𝑖𝑜𝑚𝑒𝑛𝑒 di una inimitabile bellezza: si tratta della Venezia cinquecentesca come centro di dominazione e di piacere, spesso trasfigurata dall'attività poetica, ritratta con nostalgia e con i colori caldi del crepuscolo.
Il romanzo è intessuto di superbe, incantevoli pagine irraggianti a volte di un'armonia ardente e irrompente, a volte soffuse di una musica lieve e aerea.
Ricco di riflessioni sull'arte, sulla bellezza, sulla poesia, il libro a tratti trascende la realtà tangibile attraverso le descrizioni del poeta.
Tuttavia, non mancano commoventi tocchi di corporeità, carnalità e profonda umanità nei personaggi, tra risa e lacrime.
Si disse che D'Annunzio avesse adombrato in questo romanzo la sua relazione con Eleonora Duse, infatti l'opera fece scandalo per aver rivelato molti segreti intimi della grande attrice, la quale però dichiarò di averne letto il manoscritto e di averne consigliata la pubblicazione: l'opera di un artista è al di sopra di ogni preoccupazione contingente, per cui non sarebbe stato il caso di privare la letteratura italiana di un capolavoro.
E voi lo conoscete? Lo avete letto? Se no, vi attira?🤍














