Benvenuti nella Locanda del Goblin impennato
Benvenuti nella locanda della Prima Ostessa, Nerill dalle bianche gote -anche conosciuta come la Principessa dei Barbari- inaugurata nell’anno 1060 del Regno.
Nim Drog Drig, goblin di campagna, che tanto desiderava una sposa umana, rapì all’amore della sua tribù la bella Nerill, figlia del re barbaro Tamcor il Selvaggio.
Oltremodo ricco e già padrone della Taverna del Rospo, Nim Drog Drig indisse sontuosi festeggiamenti invitando tutto il villaggio di Rosprum allo sposalizio.
Quando il primo giorno di festeggiamenti stava per volgere al termine, temendo per l'imminente minaccia alla sua purezza, Nerill chiese al suo sposo, come dono di nozze, di poter visitare il leggendario Pozzo dei Desideri, o Pozzo dei Desideri, per poter piangere un ultimo desiderio prima di soggiacere al suo triste destino.
Già ebbro di vino, Nim Drog Drig condusse la giovane al Pozzo dei Re, sperando di poter chiudere in fretta la fastidiosa faccenda e consumare quanto prima le nozze. Concedendole qualche minuto di solitudine, si addentrò nel bosco con l'impellente urgenza di mingere: tra bestemmie e canti osceni, scaricò la vescica su una delle Sacre Quercie di Hurill. La profanazione non passò inosservata! L'unicorno Shuna-hirimdill, custode del Sacro Bosco, andò su tutte le furie.
Lanciato al galoppo l'unicorno sacro rincorse Nim Drog Drig fino a Rosrpum. Qui il Goblin cercò di salvarsi facendosi scudo con gli ospiti che ancora affollavano la taverna del Rospo.
Ma niente e nessuno poteva metterlo in salvo dalla rabbia di Shuna-hirimdill che con un sol colpo lo incornò nel centro della sala grande.
Morto Nim Drog Drig, Nerill tornò a Rosprum. Ereditò le ingenti ricchezze del defunto marito, tra le quali la proprietà della taverna e venne accolta in paese come eroina. Insediatasi nella Taverna la trasformò in un'accogliente locanda, dove ospiti dalle terre più lontane potevano rifocillarsi e riposare ascoltando dalla Prima Ostessa in persona l'incredibile storia de' la Locanda del Goblin impennato.















