È la colonna sonora della mia vita. Dedicato a chi, senza stare sotto la luce dei riflettori, porta avanti instancabilmente la propria vita. A chi la fortuna non sa nemmeno cosa sia. Dedicato a chi, nello sport come nella vita si sente un “mediano”. Quello nato senza i piedi buoni e il talento. Quello che corre per tutti, puntando solo sulla sua voglia di non mollare mai. Quello che recupera la palla e la passa a chi ha più talento. Recupera e passa la palla a chi, poi, verrà ricordato al posto suo. Quello che poi quando ha dato troppo deve lasciare il posto ad altri. Perché dà sempre troppo. Dedicato a chi non verrà ricordato dai giornali, dalla tv, ma un posto nel cuore di chi lo vede giocare, di chi lo vede vivere, lo trova sempre. A chi si è dovuto guadagnare sempre tutto da solo. Lavorando il doppio degli altri. Sempre. Nessun regalo. Nemmeno una volta. Dedicato a chi non ha mai ricevuto una spinta dall’alto. A chi ha spalle larghe, ma non coperte. Dedicato a chi sa che da un momento all’altro può essere sostituito da un altro. Meno mediano di lui, ma con le spalle più coperte. Dedicato a chi, però, continua a fare la vita da mediano perché sa che le soddisfazioni quelle vere, arriveranno. Quelle che durano per tutta la vita, poi. Sì, perché quando nessuno ti regala mai nulla e poi riesci finalmente a realizzare un tuo obiettivo, un tuo sogno, il merito è solo ed esclusivamente tuo. Dedicato a chi nonostante tutto è felice di fare la vita “da mediano”. E quindi… Finché ce n’hai stai lì.
Abdou M. Diouf- È sempre estate












