Se metti il cuoricino faccio domande imbarazzanti. Il mio IG: maria.introvigne “se mi seguite scrivetemi che ricambio”
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Se metti il cuoricino faccio domande imbarazzanti. Il mio IG: maria.introvigne “se mi seguite scrivetemi che ricambio”
Accumulo i miei sogni come mele raccolte.
L'ho fatto troppe volte.
Non era nessuno lui nella mia vita, ma io stavo così male in quei giorni. Lui mi ha solo insegnato che non era ancora arrivato il momento per me di mollare e di non ascoltare le voci esterne alla mia perchè per quanto male possa fare, sono solo voci. Non voleva che mi abituassi a un palo che mi regge e per questo se n'è andato. Io l'ho capito.
ilmondodiblu
Se devi dire addio a qualcuno devi procedere con cautela. Litigherete spesso le ultime volte, e sembrano litigate infinite, possono durare giorni, se non settimane, se non mesi. Come nel mio caso. La crepa si è formata durante il lockdown, certo non avrebbe potuto portare niente di buono. Il tempo e la distanza hanno innescato in me un allarme, come se avessimo cambiato fase e mi sentivo presa in giro in ogni momento. Lui che non si arrabbiava, lui che dava spiegazioni un po' confuse e anche il fatto che mi mancasse guardarlo negli occhi. Mi sono sentita tradita e non sono più riuscita a cancellare quel ricordo di lui che parlava con un'altra o che le diceva che era bella. Come ci si può sentire se l'uomo che ami dice a qualunque altra ragazza che è bella, che è sexy, che è eccitante? Finita la quarantena ci siamo rivisti spesso, ci vollero altri mesi prima che tornassero le cose abbastanza normali, ma spesso litigavamo, per motivi stupidi o meno. Mi sento così stupida a non riuscire a dimenticare, mi sembra di lottare ogni giorno contro un amore che vorrei ma che mi sembra già falso dall'inizio. L'unica domanda da farsi è se sei disposto a rischiare di essere ferito per viverti l'amore, per essere amato, per amare. Ci abbiamo provato, ma non penso che ci riusciamo ancora ad amare. Lui passa le giornate a darmi regole, io sono stanca delle regole. Sono stanca di dover fare ogni giorno la finta adulta e sono stanca di questi amori difficili. Non riesco a comprendere, non riesco più a capire chi sono. Non voglio illudermi di poter essere amata da uno che probabilmente non l'ha mai fatto. Alla fine gli dirai addio, con le lacrime agli occhi. Perchè lo ami e probabilmente lo amerai per sempre.
Tanto, non sono niente di importante, io.
Fai un bel respiro, uno lungo. Magari due. Adesso, lascialo perdere. Lasciala perdere, lasciali perdere. Se una persona ti fa pesare il fatto di dedicarti il suo tempo, se gli devi sempre correre dietro, lasciala perdere. Se una persona condivide con te solo lamentele, problemi, paure e giudizi sugli altri, se qualcuno cerca un cestino dove buttare la sua immondizia fa sì che non sia il tuo cuore. Fa sì che non sia la tua vita. Se una persona deve sempre giudicare ogni tua scelta o vorrebbe fare le cose sempre in maniera diversa da come senti di farle tu, lasciala perdere. Se una persona ha sempre qualcosa di meglio da fare o mille impegni a cui pensare, lasciala perdere. Insomma dai, diciamoci le cose come stanno: se una persona non trova il tempo di scriverti un messaggio, non troverà mai la voglia di renderti felice. Si dice “lasciar perdere” qualcuno proprio perché, anche se sei tu a rinunciare, a perdere è lui.
Ci sono parole che fanno stare male come ad esempio la parola abbandonare. Però, l'abbandono in questione, può riferirsi a qualcosa di opprimente, e potrai abbandonarti a sensazioni nuove, o alla corrente (acquatica, o di pensiero). Ma bisogna fare i conti con la realtà, e con ciò che è vero, cioè la fine. Ecco: fine può voler dire anche sottile come sottili e fragili possono essere delle catene (e in inglese, "fine" vuol dire bene). Un'altra parola brutta è lasciarsi e anche questa può trarre in inganno, perché può lasciarti in pace, lasciarti stare, lasciare anche le cose come stanno, oppure lasciarti andare (perfino alle cose che poi ti mancheranno).
-ilmondodiblu
Oogway: Guarda quest'albero, Shifu. Non posso farlo fiorire quando mi aggrada, né farlo fruttificare prima del suo tempo! Shifu: Ma delle cose le possiamo controllare. Posso controllare quando cade la frutta, e posso controllare dove piantare il seme. Questa non è un'illusione, maestro. Oogway: Ah sì, ma qualunque cosa tu faccia, quel seme crescerà e diventerà un pesco. Magari tu desideri un melo o un arancio, ma otterrai un pesco. Shifu: Ma un pesco non può sconfiggere Tai Lung! Oogway: Può darsi di sì, se sei disposto a guidarlo, a nutrirlo, a credere in lui. Shifu: Ma come, come? Mi serve il vostro aiuto, maestro. Oogway: No, tu devi solamente credere. Promettimelo Shifu, promettimi che tu crederai.
Kung fu Panda
Non ci so fare con la vita... o nella vita. Il componimento della frase neanche mi importa, riprendere l'analisi logica dall'inizio e riprendermi la libertà che mi sono tolta man mano che increspavo. Mi sono tolta la giacca e mi vedevano troppo sensuale perché potessi fermarmi a bere il solito bicchiere che mi sembra non abbia mai avuto un odore o un colore, eppure ogni volta l'ho riconosciuto solo dall'acidità che mi lasciava in bocca. Neanche a casa mi vogliono, o forse nemmeno mi sentono quando arrivo da dopo il lavoro. Faccio sempre troppo silenzio perché questa gente si preoccupi per me, penso di essere un problema e se ti raccontassi che oggi nessuno mi ha restituito il rispetto che ho cercato di dare e mantenere, nonostante gli altri evidenziassero solo le cose che non riuscivo a concludere correttamente, inizieresti a dirmi che non ne ho bisogno o che gli altri non ne hanno bisogno, ma tutti abbiamo la necessità di non sentirci sbagliati nell'affrontare i nostri errori. Non fanno altro che giudicare la mia vita, e da bambini in cerca di tesori si sono trasformati in maschere che cercano continuamente di assomigliarsi e di discriminare chi sembra non riuscire in tutto. Cercavo qualcuno che rappresentasse il mio futuro, qualcuno che leggesse dal fondo della tazzina del caffè, che sapesse leggere un libro e prepararti il thè caldo e ti facesse compagnia la sera prima di dormire. Ma non è colpa del tempo, è solo colpa mia che non trovo più romantico nulla e che a volte mi sento forte ma so ancora piangere di nascosto, non per la vergogna ma perché riconosco il dolore di un passato che non ricordo. Mi sembra di tornare lì e delle volte ancora ci soffoco. Pure mia madre sembra essere diventata troppo vecchia o occupata per parlarmi. Lei e la sua attività di titolare, mi scambia ogni giorno per una sua dipendente, ed è da molto che non mi sento figlia, anche se cerco un minimo di contatto con la famiglia, un sorriso, una battuta. La psicologa tra due giorni mi saluterà, mi ha chiamata dicendo "Il nostro percorso è terminato, cosa vuoi fare?" Non so cosa voglio fare... vede ogni giorno perdo qualcuno che poi probabilmente potrebbe ritornare tra un mese, una settimana o un anno. Il mio ragazzo trova ogni giorno qualcosa di sbagliato in me e io me ne accorgo, ma poi lui inizia a dire che mi ama comunque che devo solo imparare a essere diversa, quindi si lo amo, ma mi sento un pesce fuor d'acqua, sembra come se io dovessi sempre per forza cambiare e nessuno mi dice, con quel grasso sei bella lo stesso, con i capelli legati sei bella lo stesso. Non potrò più parlare con nessuno e questa è la mia unica preoccupazione, se avrò qualcosa da dire, mia madre fingerà di ascoltarmi, mio padre avrà il suo tempo una volta al mese e il mio ragazzo penserà sicuramente a qualcos'altro mentre gli racconto cosa non va e appena gli chiederò cosa ho detto risponderà un'altra volta che non ha sentito l'ultima parte perché gli è venuto in mente qualcos'altro di interessante. Non posso competere con l'importanza che ha il resto del mondo, io sono solo un granello di sabbia che avrebbe voluto morire e marcire in se stessa. Un grazie va solo a mia nonna. Che in una giornata di merda come ieri si è affacciata alla finestra dicendomi " Sei stanca? La vorresti un po' di torta salata?"Le ho risposto di no, ma è stato come sentirmi amata, davvero.
ilmondodiblu
Con l'ispirazione giusta.