Io scrivo una grande marea di stronzate. E mi auguro di non pensarle veramente. In realtà quando penso mi sento incredibilmente intelligente e, basta. Poi però quando scrivo, scrivo stronzate. Avrei voluto stampare da qualche parte tutti i pensieri che non mi hanno fatto dormire stanotte, ma non me ne ricordo neanche uno. Ed erano sconnessi. Balzavano da tortiere apribili di varie misure per infinite cheesecake, dal tipo più adatto di CC cream per il mio viso incredibilmente pallido, alle infinite camicie e maglioni e calze che vorrei, alla stima e all’amore che dagli altri non riesco ad avere, o che magari non riesco a meritare. Pensavo anche a conversazioni che non avverranno mai, con persone di cui sostanzialmente non mi importa nulla. Inizio a pensare che l’unica cosa di cui effettivamente mi importa sono io. E del mio orgoglio. Probabilmente è vero che ognuno ha quel che si merita. Anzi, sicuramente è così. Se solo fossi un po’ meno impulsiva e più calcolatrice, probabilmente non meriterei comunque assolutamente nulla, ma magari riuscirei a contornarmi di compagni di merende. Così, tanto per far scena ed avere qualcuno a cui piacere, anche se per finta. Qualcuno per cui valga la pena preparare una cheesecake, qualcuno che mi chieda una cheesecake, di fargliela, perché vuole che gliela faccia io perché come faccio io cheesecake non le fa nessuno. Anche se poi non so mai effettivamente se siano buone, o se mi dicano che siano buone solo per compiacermi. Non l’ho mai capito. A me se una cosa mi fa schifo, lo dico. Se una persona non ha gusto nel vestire, provo a farglielo notare delicatamente. In realtà non molto delicatamente, ma quanto basta per non sfociare nel “Ma che cazzo te sei messo/a?”. Dovrò ridefinire i limiti della mia schiettezza schifa. È per questo che non piaccio. Ma non sarebbe meglio saperlo se magari la mia cheesecake fa schifo, piuttosto che dirmi che è buonissima solo per una sorta di mera formalità? Non è manco educazione, mi stai prendendo per il culo, dimmi cosa cazzo ha che non va la mia cheesecake, così magari la volta successiva verrà migliore. No? Lo so che nell’ultima torta ci fosse troppa marmellata, l’ho mangiata anche io, e ben tre fette. So anche di essere instabile, so quando sbaglio, so quando qualcuno mente, so quando è ora di drogarmi di corticosteroidi e antidolorifici, so quando è ora di darci un taglio e mettere da parte orgoglio e pregiudizi. Mi chiedo solo se ne valga la pena.