Chi è il correttore di bozze
Steinberg definisce la bozza come: "La prova di stampa d’un certo numero di linee di composizione, sulla quale si eseguono le correzioni necessarie a porre rimedio agli errori commessi dal compositore e dall’impaginatore e alle sviste dell’autore". Distingue tra due tipi di bozze, quelle in colonna e quelle impaginate. Nelle bozze in colonna il libro è suddiviso in vari gruppi (testo, note, intercalazioni, epigrafi, titoli, ecc.) a seconda del corpo in cui essi sono composti, senza rispetto alcuno per la successione logica. Nelle bozze impaginate, invece, i vari elementi sono disposti secondo l’ordine voluto e «tagliati» (o divisi) in pagine in base alle consuete norme tipografiche, alle caratteristiche di collana, alle usanza della casa editrice. Le prime bozze (di solito in colonna) vengono corrette per confronto con l’originale (collazionamento, o lettura con originale); le seconde bozze (di solito impaginate) richiedono il riscontro delle correzioni eseguite sulle prime (cioè il controllo di tutte le linee rifuse o rimaneggiate) più una lettura semplice alla ricerca degli errori sfuggiti al collazionatore (lettura in seconde, o con precedenti); sulle terze bozze si riscontrano semplicemente le correzioni delle seconde. Il correttore indica la parola o la lettera da correggere tracciandovi sopra, direttamente, un segno convenzionale che riporta poi sul margine destro della bozza scrivendo di seguito il testo esatto.












