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"Impreco e rido della mia beffarda sorte."
Mi piace imprecare, lo faccio spessissimo e non sempre tra me; è uno strumento utile e divertente.
Il cielo riceve solo imprecazioni e in cambio ci offre stelle.
30 settembre 2016
Sciopero dei treni. Irene impreca contro Trenitalia alla stazione di Udine. Irene: "Ti giuro che se ne vedo uno che lavora per Trenitalia, lo mando a cagare." Passa un lavoratore di Trenitalia. Marta: "Ecco Irene, vai" Irene: "Ma ho paura da sola, non vado"
Be happy Be positive Be stemmia
Ti ho risognato. Impreco ad ogni risveglio.
Nuovo Post pubblicato su Milano Post Quotidiano ONLINE di Informazione e Cultura #Analgesico, #FaBene, #Imprecare, #Parolacce
Nuovo Post pubblicato su http://www.milanopost.info/2014/05/16/imprecare-fa-bene-alla-salute-e-analgesico-e-lenitivo-del-dolore/
Imprecare fa bene alla salute, è analgesico e lenitivo del dolore
Milano 16 Maggio – I meccanismi per cui la cosa funziona non sono ancora del tutto chiari, ma gli psicologi dell’Università inglese di Keele in un articolo pubblicato sul NeuroReport, sono giunti alla conclusione che imprecare e dire parolacce ha un effetto analgesico e lenitivo del dolore.
Se ci arrabbiamo, infatti, viene stimolata la nostra frequenza cardiaca, come anche la produzione di adrenalina e si innalza la soglia di sopportazione della sofferenza. Quindi il fatto di lasciarsi andare a espressioni un po’ colorite sembra essere una risposta fisica e non solo emotiva data dall’organismo quando si trova in difficoltà.
Le imprecazioni, sempre secondo gli esperti, nascono nell’emisfero destro del cervello, quello legato all’emotività, al contrario linguaggio e parola dipendono dall’emisfero sinistro.
La prova di questa teoria l’hanno data 64 studenti dello stesso ateneo degli psicologici a cui è stato chiesto di immergere una mano nell’acqua gelata e tenervela il più a lungo possibile, ripetendo una parolaccia a scelta. Quando lo stesso esperimento è stato ripetuto invitando gli stessi studenti ad esprimersi con parole educate, senza lasciarsi andare ad improperi, dal confronto è emerso che le parolacce li hanno aiutati a resistere al freddo per un periodo più lungo rispetto a quando dovevano utilizzare termini normali.
E. Collatina