Infortuni sul lavoro in Italia: i dati INAIL aggiornati al 31 dicembre 2025
di Enzo Rispo
Morti, infortuni, malattie professionali e near miss: analisi completa
La sicurezza sul lavoro resta una delle principali criticità del sistema produttivo italiano. I dati diffusi dall’INAIL nel corso del 2025 delineano un quadro complesso, caratterizzato da sostanziale stabilità degli eventi mortali, andamento oscillante delle denunce di infortunio e crescita significativa delle malattie professionali.
Questo articolo offre una lettura aggiornata e sistematica dell’andamento infortunistico nazionale fino al 31 dicembre 2025, con un’analisi articolata per tipologia di evento e implicazioni prevenzionistiche.
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Morti sul lavoro: stabilità numerica ma emergenza sociale
Secondo il rapporto annuale INAIL presentato nel 2025, i decessi complessivi sul lavoro nel 2024 sono stati 1.202, includendo lavoratori e studenti. Di questi, 1.189 riguardano lavoratori e 13 studenti, con un dato sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente.
Nei primi nove mesi del 2025 sono state registrate 777 denunce di infortunio mortale (esclusi gli studenti), pari a circa 2,8 morti al giorno, con un lieve incremento rispetto allo stesso periodo del 2024.
Ulteriori rilevazioni mostrano che già nei primi due mesi del 2025 si contavano 138 denunce di incidenti mortali, in aumento del 16% rispetto allo stesso periodo del 2023.
Il quadro complessivo evidenzia dunque:
- stabilità strutturale del numero annuo di morti; - oscillazioni congiunturali nel corso del 2025; - permanenza di un livello di rischio socialmente inaccettabile.
Denunce di infortunio: calo di lungo periodo ma criticità persistenti
Nel 2024 le denunce complessive di infortunio hanno raggiunto circa 593.000 casi, con un lieve aumento rispetto al 2023.
Tuttavia, nei primi nove mesi del 2025 le denunce complessive (mortali e non) sono state 310.726, in calo dello 0,2% rispetto al 2024 e con una riduzione marcata rispetto al 2022 (-28%).
Questi dati indicano:
- una tendenza decrescente nel medio periodo; - una riduzione non uniforme tra settori e territori; - la persistenza di numeri assoluti molto elevati.
Malattie professionali: crescita significativa delle denunce
Le denunce di malattia professionale hanno mostrato nel 2024 un aumento rilevante, raggiungendo 88.499 casi, pari a un +21,6% rispetto al 2023.
Questo incremento segnala:
- maggiore emersione del fenomeno tecnopatico; - miglioramento dei sistemi di sorveglianza sanitaria; - permanenza di esposizioni lavorative nocive in diversi comparti produttivi.
Focus settoriale: il rischio nel comparto manifatturiero
Il settore manifatturiero rimane tra i più esposti al rischio infortunistico:
- 93.346 infortuni denunciati nel 2023, circa il 20% del totale industria-servizi; - 178 decessi, secondo posto dopo le costruzioni.
Le lavorazioni più coinvolte risultano:
- fabbricazione di prodotti in metallo; - produzione di macchinari; - industria alimentare.
Le lesioni colpiscono prevalentemente:
- mano (41%); - caviglia e piede (12%); mentre ferite, contusioni e lussazioni rappresentano oltre il 74% degli eventi.
Near miss e prevenzione: la dimensione sommersa del rischio
I dati ufficiali INAIL si concentrano sulle denunce di infortunio e malattia professionale, mentre il fenomeno dei near miss (mancati infortuni) rimane largamente sottostimato.
L’analisi degli eventi mortali evidenzia che una quota significativa degli incidenti gravi avviene:
- durante l’attività lavorativa diretta; - negli spostamenti casa-lavoro (“in itinere”).
La gestione sistematica dei near miss rappresenta quindi una delle leve fondamentali per:
- anticipare il danno; - migliorare i sistemi di prevenzione aziendale; - ridurre l’incidenza degli eventi mortali.
Interpretazione complessiva dei dati INAIL 2025
Dall’analisi aggiornata emerge un quadro articolato:
Elementi positivi
- calo di lungo periodo degli infortuni denunciati; - stabilità (non crescita) dei decessi annui; - maggiore emersione delle malattie professionali.
Elementi critici
- oltre 1.200 morti l’anno restano inaccettabili; - incremento congiunturale delle morti nel 2025; - forte esposizione di alcuni settori produttivi; - sottostima dei near miss.
Conclusioni: sicurezza sul lavoro tra stabilità statistica e urgenza etica
I dati INAIL aggiornati al 31 dicembre 2025 mostrano che l’Italia non è più in una fase emergenziale come in passato, ma non ha ancora raggiunto livelli di sicurezza accettabili.
La stabilità numerica dei decessi non equivale a miglioramento reale: ogni morte sul lavoro rappresenta, come ricordato dalle istituzioni, un fallimento collettivo della prevenzione.
Per ridurre concretamente il fenomeno risultano indispensabili:
- diffusione della cultura della sicurezza; - gestione sistematica dei near miss; - investimenti tecnologici e formativi; - rafforzamento dei controlli e della vigilanza.
Solo attraverso un approccio integrato sarà possibile trasformare i dati statistici in vite realmente salvate.














