Ho la tastiera aperta e vedo il tratto lampeggiare, nell'attesa che qualcosa venga scritto. Ma cosa? Non so neanche da dove partire e personalmente mi sono rotta i coglioni di ripetere sempre le stesse cose. Cosa devo nascondere, ormai? Devo proprio dirlo? Mi manca, va bene? Mi manca. L'ho detto, va bene? No che non va bene, va tutto male porcodio. Dicono che bisogna aspettare per far si che lo dimentichi, ma si dicono tante di quelle cose. Tutti siamo capaci a parlare, non mettendosi nei panni degli altri, e forse è proprio qui che sbagliano, perché appunto, se non provi a metterti nei panni degli altri non si può fare niente, non si può provare niente, non si può capire, non riesci a capire ciò che quella persona prova quando la sera prima di andare a dormire gli viene in mente lui, o cosa prova quando lo vede e quando lui ricambia lo sguardo, o cosa prova quando lui si gira a guardarla, o cosa prova quando anche a scuola lo menzionano, o quando lo incontra per strada, o quando le viene da piangere e non sa cosa fare davanti agli altri, o quando semplicemente nel bel mezzo della giornata le vengono in mente i suoi ricordi, non si può capire se non lo si prova. E a parer mio le persone che dicono ‘ti capisco’ in realtà non capiscono un emerito cazzo, e anche se mi dispiace dirlo, è così. E non potranno mai capire le crisi di nervi che ti vengono pensando a lui, quanto e quando ti manca, non possono capire gli attacchi di panico, i pianti improvvisi, quelli durati molto e quelli durati qualche minuto, non possono capire niente. Quando sei innamorata di una persona è così orrendo? Pensavo che essere innamorati fosse una cosa bella, dicono che l'amore è felicità, ma io qui vedo solo tristezza, rabbia, delusione, disperazione e chi più ne ha più ne metta. E nonostante mi piace, lo odio. Mi costringo ad odiarlo per tutto, lo odio perché mi manca, perché mi fa sentire in quel dannato modo quando lo vedo, perché mi fa svolazzare le farfalle nello stomaco e sento il calore espandersi sulle guance quando ricambia lo sguardo, perché è tanto bello quanto non mio, perché si, perché è lui e dopo tre, fottuti, anni, mi ritrovo ancora a scrivere su un cazzo di telefono in un app chiamata Note. Patetico, vero? O forse lo sono io, patetica. Il fatto che scrivo, scrivo e ancora scrivo e poi il giorno dopo o subito dopo cancello tutto. O il fatto che dico che sto mettendo tutta me stessa a dimenticarlo mentre mi ritrovo a pensarci e corrergli dietro. Sono molto incoerente e patetica, non è vero? Quando le persone mi chiedono “Ma ti piace ancora?” Io sorrido e scuoto la testa, per qualche secondo rimango in silenzio e abbasso lo sguardo con un sorriso triste sulle labbra, un sorriso tirato, forzato, un sorriso falso. Poi rialzo lo sguardo e incrocio i miei occhi con quella persona, sorrido ancora e: “No, non mi piace più.” Ma mento, mento a me stessa in primis e a quella persona solo per farle un favore, credo. In realtà non so perché mento. Forse perché è stupido stare di sotto ad una persona per tre anni, la stessa persona, mentre lui non ti pensa minimamente se non qualche sguardo rubato quando la sua ragazza è girata di spalle. Per il resto, è stupido. Io sono stupida. Sono stupidamente innamorata. E nonostante sia una vera tortura, credo che non c'è cosa più bella di questa. L'ansia di vederlo ad una festa, per strada, le farfalle nello stomaco e il rossore sul viso quando lui ti guarda come stai facendo tu, il cuore in frantumi quando lo vedi con lei. È così, così brutto da vedere e da provare, ma allo stesso tempo dannatamente bello.
malikssoul
















