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In molti paesi del mondo meno fortunati di quelli europei, c'è gente che mette a rischio la propria vita nella lotta per la libertà e la democrazia. In Europa la parola chiave di quella democrazia è "no". Non fare quello perché beneficeranno i nostri rivali politici. Non lamentarti della corruzione perché anche gli altri rubano, Non protestare perché non servirà a niente. Non chiedere cambiamenti perché le cose non cambieranno mai. Non fare niente perché bisogna essere realisti. Bene, c'è molta gente che ha deciso di smettere di essere realista. Dopo essersi sentita dire per anni che la libertà andava esercitata "all'interno di un ordine precostituito", la gente è arrivata alla conclusione che quell'ordine è una truffa. Non è quello che ci avevano promesso. Non è quello che vogliamo. Subappaltiamo ai partiti politici i diritti che la democrazia concede. Sanno loro cosa ci conviene. A loro volta, i partiti subappaltano l'esercizio della politica ai governi, perché senza disciplina non si va da nessuna parte. I governi fanno lo stesso con l'Unione Europea che a sua volta lascia importanti porzioni di potere ai mercati finanziari, e da qui in poi la catena di responsabilità scompare nella nebbia. Nessuno sa chi sia il responsabile, perché si tratta di decisioni prese da milioni di persone distribuite in tutto il pianeta per difendere i propri interessi economici. E dall'alto viene dato l'ordine che si diffonda il messaggio: non si può fare niente. In un casinò sai almeno che il banco vince sempre. Le regole sono molto chiare, almeno per chi non perde la testa pensando di sconfiggere la matematica. Nella situazione attuale, noi entriamo in un casinò in cui all'inizio vinciamo, per poi improvvisamente scoprire che abbiamo perso tutto e nessuno sa chi ha vinto. E nemmeno chi è il proprietario dell'edificio.
Indignados!, suggerimenti per una ri(e)voluzione; autori vari.
E' morto Stéphane Hessel, autore di "Indignatevi", caso editoriale e politico del 2010
Foto tratta da kinoeuropa.hr
Per farvi capire chi fu Stéphane Hessel, nonché il motivo per il quale tengo a ricordarlo, dobbiamo necessariamente fare un salto indietro nel tempo.
E' l'ottobre del 2010 quando un libricino di appena 20 pagine chiamato "Indignez-vous!" (Indignatevi!) viene pubblicato dalla Indigène éditions. Il successo è immediato, tanto che, neanche tre mesi dopo, si calcola che in Francia ne siano state vendute più di 700.000 copie. A scriverlo, un diplomatico francese ultranovantenne di nome Stéphane Hessel: nel suo passato, l'appartenenza alla Resistenza Francese durante la seconda guerra mondiale e un periodo di prigionia presso il campo di concentramento di Buchenwald. Dopo la liberazione, inoltre, Hessel contribuì alla stesura della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e, da qui in poi, il suo impegno verso la difesa dei diritti è andato avanti senza sosta. Il tutto fino a stanotte, in quel di Parigi, città in cui si è spento all'età di 95 anni.
"Indignatevi", qui in versione kindle, è un libro tanto breve quanto pregno di riflessioni, il che ci porta a classificarlo come un vero e proprio pamphlet. Il suo successo è ovviamente legato alla forza dei temi trattati, ma anche al modo in cui essi vengono affrontati da Hessel: il messaggio lanciato si presenta più come uno sprone, soprattutto nei confronti dei giovani lettori, i quali sono invitati a riflettere riguardo a tutto ciò che li circonda e ad aprirsi ai grandi temi, come la polica, dimostrandosi partecipativi. Interesse, partecipazione, impegno: queste le parole chiave sulle quale si fonda il pensiero di Hessel.
Per meglio rendere l'idea, riporto qui un significativo passaggio del suo scritto:
“Continuiamo ad invocare una vera e propria insurrezione pacifica contro i mass media, che ai nostri giovani come unico orizzonte propongono il consumismo di massa, il disprezzo dei più deboli e della cultura, l’amnesia generalizzata e la competizione ad oltranza di tutti contro tutti".
La convinzione nelle parole di quest'uomo, che a 90 anni passati avrebbe potuto tranquillamente adagiarsi sull'idea di non aver più nulla da dare alle generazioni attuali e future, è quasi commovente e la forza che esprime nel suo "Indignatevi" è spiazzante.
Il vigore e l'interesse per le grandi questioni della vita, come quelli che contraddistinguevano Hessel, sono merce rara, per questo ho voluto ricordarlo: perché era uno che non ci stava e che al suo sdegno univa il suo concreto impegno. Un esempio per tutti, Shouter e non.
Concludo questo post con un messaggio che lui stesso volle lanciare ai giovani italiani presenti all'Up To Youth 2011.
Mr. ShoutTube
“Ai giovani io dico: cercate e troverete. L’indifferenza è il peggiore di tutti gli atteggiamenti, dire “io che ci posso fare, mi arrangio”. Comportandoci in questo modo, perdiamo una delle componenti essenziali dell’umano. Una delle sue qualità indispensabili: la capacità di indignarsi e l’impegno che ne consegue”.
(Stéphane Hessel, Indignez-Vous!)
Indignatevi!
Indignatevi! Il caso letterario che ha visto ribaltarsi la Francia editoriale di fronte al successo di una minuscola casa editrice indipendente, è ora su Facebook e dal 15 febbraio in libreria.