Metà o piu di metà dei miei amici, quarantenni, cinquantenni, cerca casa o lavoro o un lavoro in più con cui provare a arrivare a fine mese. Nei giorni di Pasqua e di bilanci la ferita è più evidente. È una classe media o ormai exmedia, tutti più o meno laureati e dottorati, molti insegnano, ma da quest'anno non stanno in piedi. Chi vive in affitto è in piena angoscia. Sa che nel 2027 o nel 2028 il padrone di casa di sicuro non rinnoverà l'affitto, gliel'ha già detto o fatto capire. Oggi chiacchieravo con un mio collega, 50 anni, separato e single, senza figli, a cui il padrone di casa ha aumentato l'affitto ancora, altrimenti "se te non la voi la casa la do ai bengalesi, ai filippini" gli ha detto, "quelli je faccio scucire 2mila euro per 35 metri quadri, ce stanno due famije co i fiji".
Mentre mi raccontava questo obbrobrio io ho pensato alla ricina. L'odio che mi viene per i proprietari di molte case che sfruttano, per pura speculazione, la presunta mancanza di case mi fa immaginare trame per polizieschi in cui uno dopo l'altro una serie di padroni di case, gestori di airbnb, gestori di fondi immobiliari vengono avvelenati a morte senza che si capisca se c'è un disegno comune o un serial killer ispirato da sentimenti di ghiaccio, dopo che sua madre è stata sfrattata a 87 anni per metterci un b & b nel suo vecchio appartamento. Fuori dalla vendetta romanzesca, ci vorrebbero almeno delle politiche serie dell'abitare contro questa violenza di massa.
Christian Raimo










