Sentire così tanto, tutto, è la mia condanna da sempre. Ma il contesto nel quale fa più male è nei rapporti umani. Spesso mi sono sentita dire che sono esagerata, che pretendo troppo, che chiedo troppo, che cerco scuse per litigare, che sono troppo attaccata alle persone.
Ma non riuscirò mai a spiegare per bene, l'effetto che alcune semplici cose possono fare su una persona come me.
Io lo sento quando non stai bene, quando sei più fredda, quando inizi a staccarti. E sai qual è il problema? Probabilmente mi accorgo che ti stai staccando già prima che tu abbia preso la decisione di andartene. E se nella normalità, un messaggio in meno, una faccina normale, sono piccoli dettagli, per me diventano macigni che pesano nelle notti insonni. Non sei tu il problema, sono io. E non è la tipica frase fatta che si usa per chiudere una relazione, come nei film, è la verità dei fatti.
Non puoi farci niente se la vita ti porta lontano, se lo cose cambiano, se tu cambi, ma se per te andare via è semplice, io continuerò a pensarci notte dopo notte, anche dopo anni.
Sento tutto, fin dentro lo stomaco. Così un buongiorno in meno nella giornata sbagliata, è solo la goccia che fa traboccare il vaso di emozioni che trattengo sempre, troppo.
Lo so che sono io il problema. Non mi frega niente del messaggio in meno, dell'assenza, perchè in realtà ci sono abituata. Il problema è far capire alla mia testa, che quel messaggio in meno, quei silenzi, quelle assenze, quella faccina, non sono per forza indicativi di qualcuno che mi sta abbandonando ancora.
Ma non è così facile. Hai mai provato a parlare con il muro? Ecco, far ragionare la parte di me che sente tutto troppo, è tale e quale alla conversazione che puoi avere con il muro. Non mi togli dalla testa che ho sbagliato e che le persone andranno sempre via da me perchè non ne valgo la pena.
Nelle giornate buone però, penso a chi ti dice: "la vorresti un'amica come te?", e Cazzo se la vorrei una me.
Sto divagando, non ricordo neanche più cosa volevo scrivere. Ma sto ascoltando audio di un mio Amico e contemporaneamente Einaudi e quindi sto anche piangendo.
Donna, multitasking, che devo dirti.