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“Di questi tempi un aspetto che mi fa davvero (sorridere 🙂).. — La falsificazione di sé.. — Oggi, con questi qua📲.. Le persone narrano chi vorrebbero che gli altri vedessero di loro stesse.. Ma non fanno un cazzo per esserlo.. L’importante è narrarsi come vorresti che gli altri ti vedessero.. E quindi viviamo di una narrazione.. Invece che di un esistenza.”
Una mia fantasia è che una donna conosciuta on-line dopo averci parlato e aver un rapporto un po' più (personale) ma non troppo mi permettere di essere l'oggetto delle sue fantasie reali mettendomi al corrente delle sue avventure sessuali, la preparazione il vestiario il luogo il modo di incontrare e poi l'atto in sé si eccita nel sapere che io un quasi completo estraneo sono a conoscenza di ogni sua voglia e ogni sua fantasia il tutto con foto magari non spinte ma chiare del momento che sta vivendo o che si accinge a vivere
Il gioco può assumere aspetti eccitanti, confesso di averlo fatto in contesti particolari ma non con sconosciuti.
Mi sto preparando per uscire, i pensieri corrono veloci, al momento in cui sentirai i miei sospiri. Immagino la tua eccitazione, i movimenti delle tue mani, il desiderio che ti annebbia i riflessi.... Sento le sue vibrazioni sulla mia pelle
Per gaslighting generazionale si intende la retorica dell'anziano come figura angelica, fragile e custode della saggezza; è una narrazione costruita a tavolino che cozza violentemente con la realtà dei fatti, specialmente online.
È una forma di romanticismo forzato che serve a coprire una gerontocrazia che non ha nessuna intenzione di lasciare spazio alle nuove generazioni, né nel mondo reale né in quello digitale.
Chi descrive gli anziani come "fragili e gentili" ignora che, a livello sociale e digitale, sono la categoria più aggressiva. Sono loro a detenere il potere economico, a occupare i posti decisivi e a usare i social per insultare i giovani (il famoso "ai miei tempi" o "voi non volete lavorare").
Definirsi "fragili" è diventata una strategia per rendersi intoccabili. Se un attivista risponde con durezza a un commento reazionario di un settantenne, l'attivista passa per "bullo" e l'anziano per "vittima indifesa". È un trucco retorico per evitare il confronto alla pari.
La realtà che viviamo sui social è l'esatto opposto di quella narrazione: vediamo persone che usano la loro posizione di privilegio per segnalare in massa chi lotta per i propri diritti, facendoli bannare "in due nanosecondi".
Hanno trasformato l'attivismo in una questione di "modi". Se esprimi rabbia o urgenza, vieni bannato perché "non sei gentile". La gentilezza è diventata il paravento dietro cui la gerontocrazia nasconde la propria intolleranza.
I social hanno dato in mano ai reazionari un'arma nucleare. Se un gruppo di persone che non accetta il cambiamento si mette d'accordo, può far sparire mesi di lavoro di un attivista in un pomeriggio, e le piattaforme (che vogliono solo "tranquillità" per i loro inserzionisti) assecondano sempre chi urla alla violazione delle linee guida.
È un momento di stallo totale. La piazza pubblica è diventata tossica e chiusa, e gli spazi alternativi sono spesso troppo frammentati per fare massa critica.
Se pensate che la grande notizia e la grande minaccia sia il sindaco Muslin, avete commesso un altro errore e sempre per lo stesso motivo: seguite la narrazione mainstream e la contro-narrazione mainstream, che sono entrambe narrazione del deep state.
La vera notizia e la vera minaccia è l'elezione della democratica Abigail Spanberger come governatrice della Virginia. La Spanberger infatti è letteralmente un (ex?) agente operativo CIA.
Non siete entrati in questa distopia votando, e non ne uscirete con un voto.
𝐅𝐀𝐑𝐄 𝐔𝐍 𝐅𝐔𝐎𝐂𝐎
Dunque anche questo spettacolo è "confezionato", di finire non finiscono mai. Le prove invece sì.
Debutterà qui a Molfetta, alla Cittadella degli Artisti, il prossimo 16 maggio nel festival MAGGIO ALL'INFANZIA. E’ una produzione Teatri di Bari e Fondazione Sipario Toscana. Per la prima volta non è prodotto, anche solo in parte, da me ma sono totalmente protetto da loro. L’invito per questo lavoro, molto tempo fa, era partito da Cira Santoro. Poi Teatri di Bari, Teresa Ludovico, Vincenzo Marco Cipriano, Sabrina Cocco, ne hanno preso con coraggio le redini in mano ed eccoci.
Viene da un racconto di Jack London e poi io e Francesco ci abbiamo messo del nostro. Molto, possiamo dire a questo punto. Insieme a noi il caro Ciccio Steele Dignitoso per il disegno luci e tre persone belle, tre donne che sono state preziose: Adalgisa Valvassori, Susanna Zoccali, Elisabetta Aloia. Ci avevano chiesto di poter seguire un lavoro che nasce, sono diventate delle assistenti alla regia.
Torniamo nel Klondike di London con questo spettacolo, l’avevamo lasciato con Zanna Bianca, ma questa volta è un thriller vero e proprio, un thriller tra i ghiacci, una lotta spietata per la vita.
La storia si svolge per trenta, quaranta km ma ho avuto da subito la sensazione che la vera geografia fosse il mio corpo, dalla punta dei piedi a quella della testa e ritorno. La mappa di questo viaggio è il mio corpo, un corpo. E di corpi ce ne sono tanti nella storia, di uomo, donna, di un cane. Della Terra intera.
L’abbiamo scritto inevitabilmente pensando a questo tempo delicato per il Pianeta e per il nostro modo di starci sopra. Abbiamo ascoltato anche tante ragazze e ragazzi, a partire dalle mie figlie dopo le prime letture, e tanti altri più giovani che sono gli unici che dovrebbero avere voce in capitolo in questo momento. Lo spettacolo è per loro e per gli adulti, come sempre così trasversale che si fa fatica a metterlo in categorie. Ma la vendita si fa per categorie. Vedremo.
Parla di cose che in questo momento sono io. Con tutte le scommesse che comportano.
E’ lo spettacolo che chiude una trilogia importante per me e Francesco, quella del lupo: La Grande Foresta, Zanna Bianca e ora Fare un fuoco. Stop. Chiusa.
Fare un fuoco. Dal 16 maggio in viaggio ovunque.
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𝐅𝐀𝐑𝐄 𝐔𝐍 𝐅𝐔𝐎𝐂𝐎
di Francesco Niccolini e Luigi D’Elia
molto liberamente ispirato ai Racconti dello Yukon di Jack London
con Luigi D’Elia
regia di Francesco Niccolini e Luigi D’Elia
disegno luci Ciccio Steele Francesco Dignitoso
assistenti alla produzione Elisabetta Aloia, Adalgisa Vavassori, Susanna Zoccali
una produzione Teatri di Bari - Fondazione Sipario Toscana la città del teatro
In collaborazione con INTI
𝑇𝑖𝑒𝑛𝑖 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑠𝑜 𝑢𝑛 𝑝𝑖𝑐𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑓𝑢𝑜𝑐𝑜;
p𝑒𝑟 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑝𝑖𝑐𝑐𝑜𝑙𝑜, 𝑝𝑒𝑟 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑜𝑠𝑡𝑜.
(La Strada, Cormac McCarthy)
Monografia: 𝗚𝗶𝗹𝗹𝗶𝗮𝗻 𝗙𝗹𝘆𝗻𝗻📚
𝐆𝐢𝐥𝐥𝐢𝐚𝐧 𝐅𝐥𝐲𝐧𝐧 (24 febbraio 1971, Kansas City, Missouri) è una scrittrice, giornalista e sceneggiatrice statunitense, nota per i suoi romanzi thriller che esplorano tematiche oscure e complesse.
Oltre alla scrittura di romanzi, Gillian Flynn ha lavorato come sceneggiatrice e critico televisivo. Il suo stile è caratterizzato da una narrazione intensa e da una profonda analisi psicologica dei personaggi, spesso ritratti in situazioni moralmente ambigue. Le sue opere tendono a esplorare le complessità delle relazioni umane e le dinamiche familiari.
Opere principali
Sulla pelle (2006): romanzo di esordio che ha ricevuto riconoscimenti significativi tra cui due Dagger Award e una nomination per l'Edgar Award; la storia segue una reporter che torna nella sua città natale per coprire un omicidio, affrontando il suo oscuro passato.
Nei luoghi oscuri (2009): il romanzo racconta la storia di Libby Day, l'unica sopravvissuta a un massacro familiare; costretta a rivisitare i traumi del suo passato, Libby si imbatte in segreti inquietanti.
L'amore bugiardo (2012): thriller psicologico che esplora la scomparsa di Amy Dunne e le indagini che coinvolgono il marito Nick; il romanzo ha avuto grosso impatto culturale ed è stato trasformato in un film diretto da David Fincher.
Non basta saper eseguire un qualcosa affinché tu possa essere considerato Artista: l'opera deve avere un significato importante per il genere umano - che non è di ordine religioso, non è di genere metafisico, ma di natura sociale (concretezza)
L'Opera affinché sia Arte deve toccare un tema in grado di "aprire gli occhi" a chi lo guardi, perché l'Arte è narrazione attraverso vari stili, vari metodi d'esecuzione, della realtà (del presente o del passato) o di un mondo possibile migliore (futuro).