@masterbubidj mi ci portasti alla prima edizione del raduno degli iPodManiaci all’Acquafan di Riccione. Oggi è sbucata fuori da un fumetto la cartolina. #ipodmania #acquafan #riccione (presso Rome, Italy)
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@masterbubidj mi ci portasti alla prima edizione del raduno degli iPodManiaci all’Acquafan di Riccione. Oggi è sbucata fuori da un fumetto la cartolina. #ipodmania #acquafan #riccione (presso Rome, Italy)
Recensione per iPodmania
Prima di tutto: Come stai? Come ti stai trovando in questa giostra totale che è quest’ultimo periodo?
È una sensazione strana perché sto facendo quello che volevo fare, fondamentalmente, quand’ero piccolo, cioè, mi piaceva l’idea di fare il cantante, la rockstar, ecco. Quindi sto un po’ facendo quello: viaggiare, fare interviste, promozione… …tutto che parte, ovviamente, dal lavoro sulla musica. È come vivere un po’ in un film, come un sogno che avevo immaginato tanti anni fa.
l'intervista con Andrea Nardinocchi continua qui
Ti ci stai trovando comodo in questo film oppure ancora devi abituartici per bene?
Allora… io mi sono accorto che tendenzialmente mi abituo molto in fretta alle cose in generale, nel senso che ho una capacità di adattamento sviluppata. “Abituato” è una parola grossa perché tutte le cose che faccio è come se fossero nuove: è sempre un’esperienza da imparare e da scoprire. Prima tra tutte, ovviamente, Sanremo, come potrai immaginare, dove c’è stato veramente un ritmo forsennato dalla mattina alla sera, è una cosa che credo si possa provare solo lì a Sanremo.
È una specie di corso di formazione intensivo per aspiranti cantanti, cioè, tu vai là e capisci tutto in una settimana, no?
Esattamente, esattamente, sembra proprio un workshop intensivo sui media, ad hoc.
Riguardo il festival, volevo chiederti come è stato far comprendere alle persone che creano, producono, realizzano il Festival di Sanremo, ma anche a chi lo guarda, il tuo stile di composizione e anche la scelta di andare sul palco e cantare Storia Impossibile innestando il tuo solito backup da palco con l’orchestra. È stato semplice o hai dovuto faticare?
No, sicuramente non è stato facile perché a Sanremo non si è abituati a vedere un cantante che porta dietro un computer perché controlla le sequenze e la voce, quindi quello sicuramente è stato qualcosa di nuovo, soprattutto si è avvertito da subito alle prove, la prima volta, a Roma. Poi…si, non è stato facile perché io ho voluto mantenere il più possibile fedele il pezzo, però interagendo con l’orchestra, quindi alle prove a Roma io ero veramente molto nervoso, non sapevo che cosa ne sarebbe venuto fuori. Devo dire però che appena ho sentito iniziare a suonare i ragazzi dell’Orchestra, che sono fantastici, mi sono reso conto che si poteva fare e che probabilmente gli poteva dare anche quel qualcosa in più. Questo è il dentro, la preparazione, com’è arrivato fuori non lo so, sinceramente…
…com’è arrivato fuori posso dirtelo io che ero a casa… a me è piaciuto tantissimo (anche perché io conoscevo già la canzone) e non solo a me, anche a molte persone con cui ho parlato. Più che altro ho notato che l’orchestra ti ha salutato quando sei salito sul palco, ed è una cosa che non fa con tutti…
Ah, davvero? Non lo so, per me è stato abbastanza spontaneo perché sono tante persone con le quali ho provato tante volte durante quel mese, con le quali ho parlato, mi sono fermato a scambiare impressioni, sono sempre stati tutti molto carini con me e ho avuto la libertà di parlare con i singoli individui, dire cosa fare, cosa non fare, come interpretare quella determinata parte… e mi hanno sempre appoggiato e incoraggiato un sacco. Quando son salito, io li ho salutati anche perché stanno suonando con te in quel momento e stanno determinando il risultato di come andrà quella serata, per me è sempre stato normale, nella mia vita, avere un rapporto umano con le persone con cui suono, quindi anche con l’orchestra del festival.
Abbiamo parlato di quello che hai portato sul palco, visto che iPodmania è anche abbastanza specifico sulla tecnologia applicata alla musica, quali sono gli strumenti e i software che utilizzi?
Come strumenti, partendo in modo analitico, utilizzo un computer, una scheda audio e due controller midi che controllano quello che ho impostato nel software, che è Ableton Live: questo, in generale. Fondamentalmente Ableton Live lo utilizzo perché è un po’ l’unico software che si può utilizzare per fare quello che faccio io, anzi mi verrebbe da dire che grazie a questo software ho trovato un modo di portare le mie cose dal vivo senza farle restare un semplice base/voce ma potendo giocare con le produzioni sul momento. Nel software sono contenute sia basi, tracce scarne, sia parti della produzione separate e mi serve per controllare anche gli effetti che io ho sulla voce, sul momento, quindi è come se io fossi mentre suono, una specie di fonico di me stesso, diciamo, sul momento, tant’è che il mio ascolto di riferimento in spia è l’Out, io ascolto sempre quello che ascolta anche il pubblico, non ho un ascolto tarato in modo diverso.
È anche molto interessante vederti suonare, uno sta lì e pensa: quella manopolina chissà a cosa sarà abbinata sul computer, o forse sono io che mi fisso?
*ride* (ndMm)
Visto che ti abbiamo visto a Sanremo, palco pop per eccellenza, un singolo come Un Posto Per Me che non ha genere ben definito, a metà tra pop, cantautorale ed elettronica, ti abbiamo visto suonare all’Hip Hop TV Birthday Party e con le collaborazioni del disco(Marracash e Danti) hai anche toccato di nuovo il mondo dell’Hip Hop, è più semplice o più difficile avere a che fare con una non-etichettabilità di genere?
Penso che sia un qualcosa che ha dei pro e dei contro, come sempre, e probabilmente i pro sono il fatto di poter essere la distinzione, il fatto di distinguersi e non essere associato a qualcosa di particolare. Il contro è che, come hai detto tu, non c’è un genere definito in quello che faccio e anche all’interno del disco, se te ne sei accorto, ci sono vari moduli e anche vari generi musicali, perché poi stringi stringi però ogni canzone ha il suo genere di riferimento.
Ecco, magari ci sono anche più generi nello stesso brano che si mescolano.
Esatto, quindi è un pro dal punto di vista artistico ma è un contro dal punto di vista commerciale.
Parlavi dei moduli che si trovano nel disco, ti riferisci forse a quelle che nei miei appunti ho chiamato “trilogie” dell’album ovvero: dopo l’intro (Il Momento perfetto) c’è la trilogia dei singoli, poi dopo la pausa di Le Labbra Screpolate c’è la fase della pazzia con Tu sei pazzo, Le Pareti e Non mi lascio stare, poi la trilogia dell’amore e la conclusione di Come Stai. Era voluto?
Sai che non è una cosa voluta, è stata una scaletta fatta in modo molto istintivo e…
...potrebbero essere anche tre quadrilogie visto che Il Momento Perfetto si lega a Un Posto Per Me, Le Labbra Screpolate parla di inadeguatezza come le successive e Come Stai parla del rapporto con tuo padre che è comunque una forma d’amore.
C’è un filo che lega un po’ tutto, però è vero che ci sono questi due, tre mondi come hai detto tu. Forse il motivo per il quale all’inizio del disco si trovano Un Posto Per Me, Storia Impossibile e Persi Insieme è perché ho voluto mettere davanti quello che le persone hanno incontrato di me per prima, in modo da dire “io sono questo”, non mi nascondo, quello che ho fatto uscire nei singoli sono cose che mi piacciono di quello che faccio e dopo verrà il resto. Almeno per Un Posto per Me e Storia Impossibile, non so ancora se Persi Insiemesia destinata ad essere un singolo.
L’impressione che si ha ascoltandola è che Persi Insieme sia, a prescindere dalla sua eventuale pubblicazione come singolo, UN SINGOLO. Ovvero che sia stata pensata e prodotta (anche da Michele Canova, produttore di Jovanotti, Tiziano Ferro, Giorgia, Fabri Fibra, Marco Mengoni...) in modo da inchiodarsi nella testa e farsi per tre ore in poi da quando la ascolti. È un po’ una cattiveria. È voluta o è nata così e ti è scoppiata in mano?
È nata come tutte le canzoni, perché io non riesco a scrivere con l’intenzione di scrivere una canzone, magari fosse così, non lo è. Come tutte le canzoni mi è venuta un’idea un giorno, l’ho sviluppata ed è venuto questo. poi sicuramente ammettendo che è l’ultima in ordine di tempo che ho scritto e prodotto perché l’arrangiamento l’ho fatto io e poi è stato risuonato da Michele, è stata una delle ultime cose e sicuramente ho individuato la potenzialità commerciale di questa canzone da subito e ho fatto in modo che venisse realizzata e prodotta in modo che avesse l’aura di un singolo o di un pezzo che potesse andare molto. Perché in quello che faccio, in questo momento della carriera, devo farmi conoscere da molte persone e devo capire quali canzoni della mia musica possano arrivare a molte persone e cercare di rendere quelle canzoni nella maniera più leggibile possibile senza snaturare il mio gradimento e il mio modo di fare musica.
Quando hai scritto la tua ultima canzone?
Penso che sarà il primo singolo del prossimo disco. L’ho scritta l’ultimo giorno di mix, quindi il 25 o il 26 gennaio.
E ora, domanda un po’ marzulliana: come nasce una canzone di Andrea Nardinocchi?
Nasce da sola, perché non faccio nulla per farla nascere, o meglio faccio delle cose delle quali non mi rendo conto. Nasce nella mia testa ed inizia a cantare da sola, poi ad un certo punto mi accorgo che la sto canticchiando nella testa da un po’ senza rendermi conto che è una canzone che non esiste. Quindi mi trovo a dire «ah, ma non esiste!» e mi accorgo che cantando una canzone già con il testo e con la melodia, e poi di solito faccio sempre una faccia strana, se ci sono gente vicino a me… *ride* …faccio facce di supersorpresa e di entusiasmo cantando queste canzoni appena venute fuori davanti alle persone che mi sono vicine mettendole in forte imbarazzo perché il mio atteggiamento è come se stessi cantando una prossima hit… e le persone non riescono ad apprezzare una canzone la prima volta che lo senti, figurati se la accenni canticchiando.
Quando ti hanno dato il disco, invece, la jewel case con il tuo disco, proprio il CD, cosa hai pensato?
Eh, ho pensato «non piangere, non piangere» perché mi hanno dato il disco mentre mi stavano riprendendo, me l’han fatto apposta. Tralaltro era giorno dell’esibizione a Sanremo ed era venuto a trovarmi mio padre quindi ero lì, con mio padre di fianco, ed è stato un momento di quelli che non dimenticherò mai, ce l’ho già stampato nella mia testa. Poi ero in una stanza d’hotel a Sanremo dove di solito si fanno le interviste, e a fianco a me c’era anche il megaposter con la copertina del mio disco: un botto di immagini che arrivavano nella testa, ma dopotutto alla fine quello che penso, credo, sto imparando e di cui mi sto rendendo conto è che quello che pensiamo, che sogniamo, senza rendercene conto lo stiamo già iniziando a creare nella realtà, si tratta semplicemente di non applicare troppa paura di non riuscire a fare quella cosa, e probabilmente quella cosa diventerà reale, perché tutto quello che tu hai nella testa riguardo al tuo futuro sarà più o meno così.
Ti ringrazio per queste parole perché servivano a me, in questo momento…
Figurati! Son contento…
Le ultime due domande relative al tuo modo di ascoltare la musica: esistono canzoni che vorresti affrontare, oltre al mash-up che abbiamo visto su VEVO, come cover? Ieri guardavo il concerto per Dalla e pensavo: «Andrea farebbe Come è profondo il mare in maniera perfetta anche con i suoi effettini»…
Si? C’è una rosa di 4, 5 pezzi che io ho già fatto e ce li ho da parte, tipo una cover di Battisti, Amarsi un po’, poi un pezzo di Neffa, Lontano dal tuo sole… un po’ di cose, si. …e ce ne sono sicuramente alcune di Dalla che farei. Non è facile perché io non sono adatto a interpretare bene le canzoni “da cantante”, infatti il modo che ho trovato è cantare come se stessi parlando, i miei testi sono come un dialogo dal punto di vista dell’interpretazione, mi è difficile puntare su cose poetiche e un linguaggio poetico, però ci sono sicuramente molte canzoni che vorrei rifare. Poi mi ascolto per bene Come è profondo il mare
Tra iTunes, YouTube, CD, Spotify ecc... , quali sono i metodi che utilizzi tu per l’ascolto della musica?
Guarda, mi hai fatto questa domanda a fagiolo, è da poco che ho iniziato a utilizzare Spotify e sono veramente ma veramente contento.
Bambino nel negozio di giocattoli?
Si, c’ho l’account premium, e secondo me è il futuro. Ti dirò di più: mi fa venire voglia di nuovo di comprare la musica dopo averla sentita, cioè è assurdo, mi fa venire più voglia di comprare la musica.
Quando la compri, come? iTunes, CD?
iTunes e CD, si, però con Spotify si innesca un meccanismo psicologico: ti è data la possibilità di ascoltare una cosa al massimo della qualità, perché non è YouTube, non devo scrivere il nome di un artista o cercare di meno, perché ci sono altri 147 vicino che sono uploadati da poco e suonano ancora peggio della qualità di YouTube, trovare quello che si mette le dita nel naso piuttosto che il pezzo… Trovo subito la canzone, al massimo della qualità, so che la sto pagando, so che sto usufruendo di un servizio che ho pagato e tutto questo mi fa venire voglia, una volta che ho trovato un artista che mi piace, di comprare il disco, tutto ciò è assurdo.
L’ultima domanda seria però è un po’ complicata, una domanda di rito per tutte le persone che intervisto per iPodmania.it: le tue cinque canzoni definitive, la top5 delle canzoni che ami di più nella tua vita.
*Qui Andrea va seriamente nel panico* (ndMm)
Porca miseria, difficile questa, però vabè… vado molto a istinto: Sicuramente Kiss di Prince, poi sicuramente Black Or White di Michael Jackson, poi sicuramente mettiamo… Lover you shouldn’t come over di Jeff Buckley poi…cavolo è difficilissimo, ne mancano solo due, mi sembra una violenza! *ride* Ehm… Beh, per forza… uff… vabè Gravity di John Mayer.
L’ultima.
Mamma mia, difficilissimo! Devo per forza prendere una di Michael Jackson, sicuramente…sennò potrei trovare… aspetta eh… Beh, diciamo che dovrei dire tipo Bohemian Rhapsody dei Queen, però il cuore… uff… ce ne sono altre, porca miseria.
Bohemian Rhapsody è la mia numero uno, tipo.
Bohemian Rhapsody, si, l’avrei inserita sicuramente. Dai, Bohemian Rhapsody. LA PLAYLIST DI ANDREA NARDINOCCHI: #01 Prince Kiss #02 Michael Jackson Black Or White #03 Jeff Buckley Lover, you shouldn't come over #04 John Mayer Gravity #05 Queen Bohemian Rhapsody
Será que los jueves existen y por las mañanas me lo tomo todo demasiado a la tremenda. Será que ya no pongo la radio cuando voy a clase. Cuando salgo, eso sí, vuelvo al siglo veintiuno. Yo no debí mirarte así.
Tiziano Ferro: 10 anni di carriera festeggiati su iTunes
Era tipo il 2001. 10 anni fa. Giugno. VIVA (una tv musicale che poi con il tempo sarebbe diventata Rete All Music, poi All Music e poi ancora DeeJay TV) iniziava a trasmettere una canzoncina di facili pretese. Nulla di che, un ragazzo che chiedeva perdono, anzi, Xdono. Era R'n'B italiano, una cosa che raramente era stata tentata, prima di quel momento. Avevo 8 anni e quel cantantucolo da strapazzo mi stazionava fortemente sulle palle, non si può neanche immaginare, quanto. Il nome di quel ragazzo aveva tutte le carte in regola per restare in mente: Tiziano Ferro. Insolito, inusuale, sembrava quasi un nome d'arte. E anche la scelta di utilizzare il linguaggio sms nel titolo in pieno boom dei messaggini diciamo che aiutò a carpire l'attenzione della gente. La stessa gente che comprò in massa quel singolo pop strano, che nessuno si aspettava desse inizio ad una grandiosa carriera, che di poche se ne sono viste così in Italia. A settembre lo rividi, il giorno dopo il mio compleanno, nella sua prima ospitata ad Mtv, a TRL, il mio programma preferito. Due canzoni, di cui una acustica che non conoscevo, si intitolava Imbranato, dopo che quell'estate Xdono veramente ci scartavetrò i cosiddetti, insieme alle Tre Parole di Valeria Rossi e ad altri tormentoni becerissimi di cui l'estate 2001 fu piena zeppa. Lo odiavo, e scoprire quel lato di lui così romantico e cantautorale iniziò a farmi ricredere, nonostante il pregiudizio fosse più forte.
Xdono divenne il terzo singolo più venduto in Europa nel 2002, dopo Eminem e Shakira, e Tiziano una delle rivelazioni italiane nel mondo, status che si porta addosso ancora oggi, grazie al Cielo.
Passata l'era di Rosso Relativo, arrivò il periodo del secondo album, attesissimo, nel 2003. Il titolo era 111 (centoundici), come i chili che Tiziano era arrivato a pesare quando aveva diciotto anni: altro che prodotto per ragazzine costruito a tavolino, il giovanotto aveva una storia, anzi, tante storie da raccontare, e bisognava ascoltarle quelle storie. E allora ci provai e comprai l'album, spinto da quelle meraviglie della natura di Sere Nere e Non Me Lo So Spiegare, capaci di far ricredere anche me, hater convintissimo. Quel disco ha totalmente cambiato, stravolto, distrutto e ricostruito la mia adolescenza, mostrando che probabilmente TzN non era un bambolotto pop, ma un cantautore, giovane, ma pur sempre un cantautore, quello che io sarei voluto diventare. E così dagli 11 anni fino ai 18 sono cresciuto ascoltando le sue canzoni, i suoi dischi, guardando i suoi concerti, ispirandomi a lui come cantautore e come performer, vedendolo come un punto massimo, come un'eccellenza nella scrittura musicale italiana, complici anche i due album seguenti dal piglio decisamente cantautorale Nessuno È Solo e Alla Mia Età. Sono cresciuto con lui, assistendo ad ogni sua mossa di carriera e ad ogni singola apparizione televisivo/radiofonica, ho pianto con lui quando ha vinto gli Mtv Europe Music Awards 2004 a Roma e sono stato felice per lui al momento del suo coming out, riscoprendomi fan più di prima. Ho dedicato le sue canzoni alle mie fidanzate, ribadendo che Tiziano è il MIO cantautore preferito, quello che sento più vicino a me, più normale di Morgan, meno "colto" di Cremonini. E quindi, oggi, è un momento speciale se non di più, per ogni fan come me, per chi pensa di essere ciò che è anche grazie all'artista pontino, per chi in questi 10 anni è cambiato, proprio come Tiziano, insieme a Tiziano.
Il 22 Giugno 2001, usciva Xdono, il singolo che ha dato inizio a tutto questo, e oggi, dopo 10 anni, TzN è al lavoro per regalarci il quinto album della sua carriera, tra Milano e Los Angeles.
I festeggiamenti per il decennale di carriera però trovano il loro centro su iTunes Store, dove è possibile acquistare una specialeAnniversary Celebrity Playlist: 12 canzoni di Ferro scelte e commentate da amici e colleghi come Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Cesare Cremonini (e alcuni insospettabili come Franco Battiato, Ivano Fossati, Fabri Fibra), 12 grandi canzoni che hanno scritto una pagina del pop italiano nel mondo, per celebrare una carriera di cui essere orgogliosi come cittadini di questo paese. Più sotto trovate la playlist e i commenti dei suoi colleghi.
Auguri Tiziano. E grazie, Davvero. Mm per iPodmania.it
TIZIANO FERRO ANNIVERSARY CELEBRITY PLAYLIST 2001/2011, EMI Music Italy / Capitol disponibile in Download Digitale (iTunes)
#01 LA PAURA NON ESISTE da Alla Mia Età (2008)«Quando ho sentito questa canzone ho immediatamente deciso che l'avrei cantata anche io. E' una canzone profonda che da molti spunti di riflessione sul nostro libero arbitrio»Fiorella Mannoia #02 ROSSO RELATIVO da Rosso Relativo (2001)«Ci sono dischi che mentre tutti stanno guardando da una parte sicuri che è tutto a posto arrivano e rimetto tutto di nuovo in circolo, ci dicono che siamo in un tempo nuovo. Rosso Relativo, l'album, ha fatto questo, e dentro di me è stata proprio questa canzone a farmi notare che era nato un nuovo fuoriclasse della musica italiana, ancora più del singolone "Perdono" (perché una hit a 20 anni può essere anche un bell'incidente che poi si dimentica). Questo è un pezzo R'n'B con una scrittura originale e personale, nuovissima per l'Italia da tutti i punti di vista. Questo è il primo disco pop italiano del nuovo millennio. Questo pezzo e questo album hanno rivelato il talento di Tiziano ma non solo, qui c'è pure l'evidenza di un grande produttore che avrebbe ridefinito il sound della musica italiana, e pure il mio sound poco dopo: Michele Canova. Yo!»Jovanotti #03 ALLA MIA ETÁ da Alla Mia Età (2008)«C'è una sorta di sincronicità tra testo e musica, e un riuscito processo di fissazione, inteso in senso chimico, di sentimenti collettivi.»Franco Battiato #04 PER UN PO' SPARIRO' da Alla Mia Età (2008)«Ho sempre apprezzato Tiziano per l'intensità delle immagini che descrive e per la sua capacità di parlare di sentimenti e situazioni che tutti prima o poi ci troviamo ad affrontare. Chi di noi non ha "scattato una foto" per immortalare un momento importante e si è ritrovato poi a distanza di tempo a guardare quello stesso scatto con occhi nuovi?! O chi ancora non ha detto almeno una volta "per un po' sparirò"... Ecco il "Regalo più grande" di Tiziano: permettere a tutti di identificarsi NELLE sue parole e NELLA sua musica.»Carmen Consoli #05 XDONO da Rosso Relativo (2001)«Ricordo che quando incontrai l'allora sconosciuto Tiziano in una trasmissione televisiva gli dissi che quel pezzo era quanto di più innovativo avessi sentito nell'ambito della musica italiana da qualche anno.»Max Pezzali #06 STOP! DIMENTICA da Nessuno È Solo (2006)«”Stop Dimentica” è uscita lo stesso periodo di Applausi Per Fibra. Questa canzone di Tiziano Ferro mi ricorda tutto quel 2006 in cui usciva il mio primo disco in major dopo cinque anni di autoproduzione e autofinanziamento. Un periodo di insicurezze e difficoltà era finito, sennonché da quel giorno non mi sono fermato più un attimo, visto che il lavoro è aumentato proporzionalmente: quindi per me il titolo vale anche invertito Dimentica Gli Stop. Credo valga anche per lui, chissà...»Fabri Fibra #07 SERE NERE da 111 (centoundici) (2003)«”Sere Nere”… questo pezzo mi piace Tutto! La voce, il testo un po’ ermetico, la musica e la produzione.»Luca Carboni #08 IL REGALO PIÙ GRANDE da Alla Mia Età (2008)«Che pezzo, ragazzi! Secondo me il più completo e importante di Tiziano. Impossibile farne a meno dopo il primo ascolto, troppo emozionante e con dei passaggi musicali che non ti aspetti, una grande prova di scrittura e talento! Glielo invidio, e sono certo rimarrà legato alla vita di tantissime persone, compreso la mia! Tiziano ha il dono di scrivere canzoni in cui vorresti vivere, o in cui hai vissuto, e il suo timbro vocale è molto attraente secondo me. Porta con sé un ventaglio di emozioni multiformi, che passano dal dolore alla gioia, dalla solitudine alla necessità di un abbraccio. È una voce pura, tecnicamente perfetta, che sazia l'udito.»Cesare Cremonini #09 BACIANO LE DONNE feat. Biagio Antonacci da Nessuno È Solo (2006)«Quando Michele Canova mi chiamò in studio per sentire il provino di "Baciano le donne" ....chiesi un microfono e cantai una strofa senza timore e senza pensare che cosa sarebbe diventato poi il pezzo!!! In questa frase : ".....sai che a volte t'innamori/ anche di tre persone/ si che t'innamori ma poi non ricordi il nome" c'è una sottile verità poetico stradale.....una delle tante che Tiziano con uno new stlye romantico racconta spesso, una voce che crede e che fa diventare di tutti una storia forse ancora di pochi.»Biagio Antonacci #10 LA PAURA CHE... da Nessuno È Solo (2006)«Tiziano mi è piaciuto subito, fino dal suo apparire, perché costruisce canzoni tecnicamente diverse da tutte, come se nella sua adolescenza avesse ascoltato artisti e musiche inaccessibili agli altri. “La paura che…” mi ha colpito in modo speciale, anche se non è la sola sua canzone che ammiro. Tiziano adopera in quella canzone schemi classici solo in apparenza, in verità il pezzo è sottilmente profondo e assai raffinato musicalmente. Suonerà attuale anche fra vent’anni. Da tempo non considero più Tiziano solo un bravissimo artista di successo ma, lo dico con convinzione, un giovane vero maestro.»Ivano Fossati #11 NON ME LO SO SPIEGARE da 111 (centoundici) (2003)«La prima volta che ho sentito questa canzone mi sono fermata ed ho pensato alla sua intensità. Ho desiderato subito cantarla ed è diventata mia, come per tante altre persone che vi si riconoscono. Sono da sempre una fan di Tiziano e indipendentemente dalla nostra amicizia ritengo che la sua capacità di scrivere canzoni sia assolutamente straordinaria data la sua giovane età. Tiziano fa parte dei giovani cantautori di cui noi italiani dobbiamo tutti andare fieri.»Laura Pausini #12 IL SOLE ESISTE PER TUTTI da Alla Mia Età (2008)«”Vorrei ricordassi tra i drammi più brutti Che il sole esiste per tutti" Stile musicale originale e caratteristico, accompagnato da parole personali che sono musicali, accattivanti e che trasmettono sopratutto messaggi, insegnamenti, valori positivi.»Eros Ramazzotti
Sanremo2011: i voti di iPodmania
Ebbene sì, ieri è ricominciata la kermesse musicale più importante dello stivale. Il festival di Sanremo. Hate it or Love it, non se ne può fare a meno. O meglio, se ne può benissimo fare a meno, ma perchè farne a meno? Ecco che anche quest’anno, arrivano puntuali le pagelle di iPodmania allo spettacolo e alle canzoni, in rigoroso ordine alfabetico, con tanto di canzone “sostitutiva”.
DOPO IL SALTO TUTTI I VOTI DI WWW.IPODMANIA.IT
LO SPETTACOLO
Incipit quantomeno simpatico, con tanto di Product Placement dell’Acqua Lete e nuova sigla dell’Eurovisione (nonostante io non abbia mai saputo di una persona straniera che guardi Sanremo) aprono la 61a edizione del Festivalone. Apertura di sipario spettacolare (e mutuata pari pari dall’Alla Mia Età Live di Tiziano Ferro) e sul palco, come l’anno scorso, il passaggio di testimone tra l’edizione passata e la presente, con Antonella Clerici e figlia che introducono Gianni Morandi con la sigla dell’anno scorso: copia sputata di Hoppipolla dei Sigür Ros, ma questogiàlosisapevaunpotutti. La sigla coreografata da Ezralow, superflua, mostra una scenografia bellissima (quanto inutile, va detto...quelle sfere immense verranno usate si e no 5 volte in 5 serate) disegnata da Gaetano Castelli, sempre molto attento, capace e innovativo. Subito si attacca con le canzoni, dopo soli 20 minuti dall’inizio, prima di quest’anno c’era riuscito soltanto Bonolis nel 2009. Gli stacchetti presi dalla storia del rock sembrano, oltre che un tentativo (apprezzabile) di “salvare il salvabile”, anche un po’ forzati, soprattutto quando Barbarossa deve entrare con “I Love Rock’n’roll” e Emma Marrone con “We Will Rock You”. Incomprensioni tra autori e gobbo e regia e conduttori sono visibili spesso e volentieri, manco fosse uno show da villaggio turistico. Oltre a Gianluigi, impeccabile maestro di cerimonie e padrone di casa, le perle sono Luca & Paolo, emozionatissimi ed emozionanti (specie nella dedica fatta da Luca a Paolo ad inizio serata), capaci di essere seri e credibili nei momenti di conduzione “canonica” e estremamente divertenti nelle loro performance, come la parodia di “Per Amore” dello stesso Morandi dedicata a Fini & Berlusconi, con un testo scritto bene e cantato benissimo, molto meglio di alcuni concorrenti del festival. Belen Rodriguez e Elisabetta Canalis sono state sfruttate poco, ringraziando il cielo, non disturbando la serata più di tanto, mostrando una spigliatezza maggiore della Sarda, oltre che una eleganza notevole. Intermezzi inutili? E vabè, è pur sempre SanRemo.
GIANNI MORANDI 7.5
LUCA&PAOLO 8.5
ELISABETTA CANALIS 6.5
BELEN RODRIGUEZ 6 -
SCENOGRAFIA 8
LE CANZONI
AL BANO “Amanda è libera”
Una partecipazione pressochè inutile, una canzone che non dà nulla al panorama italiano. Ispirata ad un tragico fatto di cronaca, arrangiato con l’attenzione a non sembrare albanesca, finendo per sembrarlo molto di più. Voto: 4
Meglio ascoltare: “Ti regalerò una rosa”, Simone Cristicchi, 2007
LUCA BARBAROSSA feat. RAQUEL DEL ROSARIO “Fino in fondo”
All’ottava partecipazione Barbarossa conferma la sua bravura di cantautore, nonostante l’estraneità alle logiche discografiche. Non male assolutamente, ma nulla di speciale. Un più per il featuring, bella e brava. Addirittura interessante, come esibizione. Voto: 6 (alla performance) 10 (alla faccia del chitarrista nella prima inquadratura)
Ascolta anche: “Si no estas”, El sueño de Morfeo, 2009
GIUSY FERRERI “Il Mare Immenso”
La canzone è carina, per quanto manchi del piglio Tizianesco che l’ha portata al successo. Abbastanza Rock, abbastanza Sanremese, ci sta dentro. L’ha cantata un po’ maluccio. La versione da studio ci farà impazzire, lo so, lo so, lo so. Voto: 7
Ascolta anche: “La cometa di Halley”, Irene Grandi, 2009
MODA’ feat. EMMA “Arriverà”
“Lontano dagli occhi”, “Riderà”, “Ritornerai”. Metafore negramariane (Neve, Stelle, Ferite). PopRock scontato e brutto con un’occhio all’arrangiamento. Purtroppo vinceranno e venderanno tantissimo, anche grazie alla spinta promozionale Amici+Bimbeminkia+Ultrasuoni+RTL102.5+RadioItalia. Voto: 4.5
Meglio ascoltare: “Nella Mia Stanza”, Negramaro, 2005
LUCA MADONIA feat. FRANCO BATTIATO “L’Alieno”
A me è piaciuta e non poco, la voce di Francuzzo beddo è sempre speciale. Un po’ “Sentimiento nuevo”, stile pienamente alla Battiato, quasi un best. Ci si aspettava di meglio da Madonia, ma stacca notevolmente gli altri. Voto: 7.5
Ascolta anche: “Sentimiento Nuevo”, Franco Battiato, 1981
LA CRUS “Io Confesso”
Bella, assolutamente. Potevano fare certamente di meglio come “singolo d’addio”. Ma considerato che il singolo d’addio dei Take That era l’orribile cover di “How Deep Is Your Love”. Bella pe’ voi. Voto: 7.5
Ascolta anche: “Non dormire”, La Crus, 2005. Non ascoltare: “How deep is your love”, Take That, 1996
NATHALIE “Vivo Sospesa”
Una delle cose migliori ascoltate su quel palco, quest’anno. Fuori dai canoni e bravissima, per quanto emozionata/terrorizzata. Voto: 8
Ascolta anche: “Irraggiungibile”, L’Aura, 2005
ANNA OXA “La Mia Anima D’Uomo” ELIMINATA
Direttamente da Avatar, la versione vecchia della Tatangelo. Se qualcuno ha capito qualcosa mi telefoni. Voto: 4.5
Meglio ascoltare: “Un’emozione da poco”, Anna Oxa, 1978
MAX PEZZALI “Il Mio Secondo tempo”
Un singolone alla Pezzali. Accenti messi alla cazzodicane e melodia scanzonata. Chiamatemi tamarro, però voto: 7
Meglio ascoltare: “Finalmente tu”, Fiorello, 1995
PATTY PRAVO “Il vento e le rose”
Secondo me in registrata sarà bellissima. Peccato che abbia cantato veramente al peggio delle sue possibilità. Speriamo nelle prossime sere. E in Morgan. Voto: 6.5
Meglio ascoltare: “Il vento e le rose”, Patty Pravo feat. Morgan, 2011 (versione studio)
VALERIO SCANU
Non c’era. Voto: 10
ANNA TATANGELO “Bastardo” ELIMINATA RINGRAZIANDO IL CIELO
Copiatissima. Vorrebbe essere un misto tra Anna Oxa nel ‘78, Rihanna, Lady GaGa, finendo per sembrare un incrocio tra Bill dei Tokio Hotel e Gigi D’Alessio. A parte gli archi proprio no, eh. Proprio no. E rientrerà in gara, lo sapete, vero? Voto: 3
Meglio ascoltare: “Un’emozione da poco”, Anna Oxa, 1978. Ma anche “Uomo Bastardo”, Marcella Bella, 2005. Ma addirittura “Monsoon”, Tokio Hotel, 2006. Ma anche “Chiove”, Gigi D’Alessio.
DAVIDE VAN DE SFROOS “Yanez”
Sta roba del dialetto sembrava un’idiozia e invece ha spaccato. Almeno qualcosa di diverso sul palco dell’Ariston, anche interessante. Voto: 6.5
Ascolta anche: Tutto il dialettale. Tranne Neomelodici e D’Alessio. Vabè, si parla di musica, comunque.
TRICARICO “Tre Colori”
Voto: 4
Meglio ascoltare: Altro
ROBERTO VECCHIONI “Chiamami ancora amore”
Un ritratto perfetto del 2011, che può piacere a chiunque nonostante sia uno dei “Vecchioni” del festival. “Per tutti i ragazzi e le ragazze / che difendono un libro, un libro vero / così belli a gridare nelle piazze / perchè stanno uccidendoci il pensiero” Dovrebbe vincere e vendere, sappiamo che non accadrà, ma è bello sognare. Voto: 9
Meglio non ascoltare le altre.
Elio E Le Storie Tese "Gattini"
Partiamo da un presupposto: sono di parte. Sono un fan degli Elio E Le Storie Tese, che indubbiamente sono tra i migliori musicisti presenti in Italia, e probabilmente la mia recensione risulterà leggermente inficiata da questo fanatismo quasi-estremo. Gli EelST escono oggi con un album-raccolta celebrativo dei 20 anni dalla pubblicazione del primo album “Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu” del 1989. I loro successi in versione orchestrale, in teoria, è il concept di “Gattini (Selezione Orchestrale Di Classici Nostri Belli)” che, già solo per il titolo, meriterebbe 5 stelle. Le loro canzoni registrate con l’apporto della Filarmonica Arturo Toscanini di Milano, erano fonte di curiosità per moltissimi fan, grazie alla fantastica complessità degli arrangiamenti della band, risultato della coesistenza di diverse menti musicalmente geniali. Il risultato, però, è un disco meraviglioso da ascoltare ma che non mantiene la promessa. L’apporto dell’orchestra non è fondamentale, e tutte le canzoni acquistano nuova luce, ma non si presentano come qualcosa di più coraggioso e completamente rivoluzionato, come si pensava e come si desiderava. Il rischio di fare un disco troppo orchestrale, in effetti, sarebbe stato quello di creare un album di Elio & Orchestra, ponendo molti limiti agli altri componenti della band. Chi si aspetta una rivoluzione del repertorio eliano, in conclusione, rimarrà deluso, ma sarà contento di riascoltare i brani che ama, ancora una volta, con nuovi meravigliosi arrangiamenti. L’unico inedito non pone differenze alla resa dell’album, infatti “Storia di un bellimbusto”, non toglie nè aggiunge lucentezza allo smalto del microsolco, essendo nè la migliore nè la peggiore delle loro composizioni: senza infamia e senza lode. Le hits, invece passano attraverso momenti altalenanti, ma con alcuni episodi degni di lode: come la rilettura del capolavoro “La follia della donna (parte I)” con un’apertura corale da brividi o “Il vitello dai piedi di balsa” che avrà fatto impazzire gli orchestrali con i controtempi e che avvolge l’ascoltatore nel “boschetto della fantasia” con le sue atmosfere fiabesche e sognanti. Il culmine della perfezione si raggiunge, però (oltre alla cover di Rossini e del suo Barbiere di Siviglia) con l’ultima traccia, in cui Max Pezzali racconta le gesta del supereroe “Shpalman®”, in una versione piano e voce (o “Romanza da salotto” come cita il sottotitolo della traccia) quasi commovente. Come al solito le collaborazioni non mancano: Lucio Dalla (il “Dio” di “Psichedelia”), Sir Oliver Skardy (dei Pitura Freska), Enrico Ruggeri (che va alla ricerca del “mistero delle mestruazioni”) e Nicola Savino, nell’ormai celebre dialogo tra Renato Zero e Roger Waters al citofono. In effetti, non sarà ciò che ci si aspettava, ma è un bel disco, che fa ridere con le vecchie hit e addirittura fa (sigh!) emozionare pensando a quanto tempo sia passato. Eppure, ‘sti 20 anni, non si sentono. [scritto da Mm]
ELIO E LE STORIE TESE GATTINI (SELEZIONE ORCHESTRALE DI CLASSICI NOSTRI BELLI) 2009, Hukapan / Sony BMG ★★★
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TRACKLIST: #01 Gattini #02 John Holmes (una vita per il cinema) #03 Cassonetto Differenziato Per Il Frutto Del Peccato #04 Nella Vecchia Azienda Agricola #05 Pork E Cindy #06 Il Vitello Dai Piedi Di Balsa #07 Il Vitello Dai Piedi Di Balsa (Reprise) #08 Uomini Col Borsello #09 Essere Donna Oggi #10 La Terra Dei Cachi #11 Psichedelia #12 Il Rock And Roll #13 La Follia Della Donna (Parte I) #14 Shpalman® #15 Largo Al Factotum #16 Storia Di Un Bellimbusto #17 Shpalman® (Romanza Da Salotto) iTunes Bonus Track: Nubi di ieri sul nostro domani odierno (Abitudinario)