Salve doc! Dal quel (poco) che so, le pillole del giorno dopo agiscono principalmente ritardando l'ovulazione. La mia domanda, che ha trovato solo qualche risposta su forum inglesi, è: quindi prendere la pillola del giorno dopo il giorno stesso dell'ovulazione sarebbe inutile, dato che non si può ritardare qualcosa che è già avvenuto, giusto? Mi sento ripetere che basta assumerla entro 24 ore per un effetto maggiore ma non mi sembra che in questo caso valga...
Ti riporto un sunto di un vecchio post, dicendoti però che il contraccettivo d’emergenza non ritarda ma BLOCCA l’ovulazione:
Ovulazione e discesa sono fenomeni che avvengono in una finestra di tempo molto ristretta di circa 24-36 ore (anche se ai fini della possibilità di fecondazione ci sono da contare i due-tre giorni di sopravvivenza degli spermatozoi che possono già essere in vagina prima della discesa).
La fregatura sta nell’interpretazione di quel ‘cinque giorni dopo’ [ulipristal acetato/Ellaone] perché, se non siete dei discalculici patologici come me, capirete che i conti non tornano (anche se un po’ si possono aggiustare con dati che andrò a fornirvi).
Se Giangiorgia ha avuto un rapporto sessuale a rischio gravidanza, essa ha cinque giorni di tempo per assumere l’UPA. Se Giangiorgia, però, ha un ovulo che è arrivato a piena maturazione domenica e comincia la sua discesa lunedì ma ha trombato domenica notte, capirete come l’efficacia dell’UPA assunto il lunedì mattina (ma visto che è dei ‘cinque giorni dopo’ anche martedì, mercoledì etc…) non può essere basato solo sul BLOCCO DELL’OVULAZIONE.
E infatti i meccanismi utilmente ‘accessori’ sono altri tre, di cui è il terzo ad essere eticamente problematico.
L’UPA blocca il movimento delle cilia delle tube, le strutture che ‘spazzolano’ l’ovulo per facilitarlo nello scendere incontro allo spermatozoo.
Sembra che l’UPA, come antagonista del progesterone, inibisca alcuni meccanismi di promozione del movimento e della funzionalità degli spermatozoi.
MA, purtroppo, sembra pure che INIBISCA L’ANNIDAMENTO DELL’OVULO FECONDATO sia agendo direttamente su questo che indirettamente sull’endometrio, il tessuto su cui l’ovulo si installa per iniziare la vera e propria gravidanza.
Ed è su questo effetto ANTIANNIDATIVO che, se confermato dal FRIN (‘further studies is needed’), i Pro Life statunitensi potrebbero fare leva per farne cambiare la denominazione da ANTIOVULATORIO (eticamente più accettabile) ad ABORTIVO, definizione che lo farebbe ricadere tra le pratiche a stretto controllo medico, con la perdita della possibilità della libera dispensa.











