Jack Forrst
[...]Pensavo che carezzarti notte e giorno è il mio spasso più grande e mi rincresce, mi rincresce enormemente non poter dire a tutto il mondo che sei vera e canti. Come se un' accademia s' occupasse in qualche modo di metter zizzania fra le parti, tanto per il gusto di parlare; no le accademie sono decorose e pinte, ma pululano, P U L U L A N O, di accademici. Per quanto mi riguarda, che uno debba viver solo, in virtù di sè o per autodifesa, è un primo, grande, enorme gigantesco, abissale, fallimento; tantochè lo sai, come in cuor vostro sapete tutti che la filosofia ci vuole bene e ci tiene in mano, ma non per questo ci risparmia. Eppure ci ama, come figli, come fratelli, forse anche come amanti - potrebbero scusarsi in tanti forse, per di qui - Di fatto la solitudine concilia, il sonno, la preghiera, sta in silenzio, non sporca e muore. Che tra l'altro, sarà vero che bisogna pur mangiare, ma tra mangiare, esigere, lasciarsi mangiare, esigere di nuovo e divorarsi altri e in reciproco - ce ne corre. Il sollievo di un' abitudine, come che è sempre buona l'acqua.








