Joker è l’ultimo album dei Janne Da Arc, band visual-kei per quello che riguarda la presenza nelle riviste di settore ma decisamente neo-prog per quanto concerne il lato musicale. È vero che l’abilità tecnica non è mai mancata a nessuna band in particolare del mondo j-rock (e tutti sanno la particolare peculiarità dell’attenzione maniacale ad ogni dettaglio del songwriting e della produzione di qualsiasi prodotto musicale proveniente dalla terra del sol levante). I Janne Da Arc, dopo i primi tre EP mettono a traguardo sei album, una raccolta di b-sides e innumerevoli live crescendo per sette anni con circa quindici singoli. Con il passare degli anni Joker rimane l’album che mi piace tutt’ora di più; devo dire che tutta la loro discografia ha degli standard molto alti e, dopo aver messo sulla cima del podio album come DNA oppure Dearly o Another Story, la prova del nove (vedasi soprattutto il reggere agli anni che passano) la spunta Joker, epilogo di una band che ha dichiarato il proprio scioglimento solo nel 2019, anche se inattivi dal 2007.
Forse la causa principale è da attribuire al pazzesco progetto del cantante Yasu (Acid Black Cherry) che ha rimandato anno dopo anno le attività del gruppo fino a chiudere, inesorabilmente, la serranda. Peccato perché i Janne da Arc sono sempre stati gli unici che hanno portato avanti il testimone dei Siam Shade; entrambi hanno sempre unito una sorta di power-pop e neo-prog sotto l’insegna del J-rock. J-rock significa tutto e niente, perché ci sono state band che hanno fatto il verso ai Korn come agli Offspring o ai Green Day. Tendenzialmente tutte le band spingono molto con l’acceleratore sulla batteria, sulle distorsioni e sulle tonalità alte della voce; ma, allo stesso tempo anche sulla ricerca iper-melodica delle linee vocali. Dovete immaginare i Janne Da Arc come se fossero i Dream Theater costretti a fare brani da 4-5 minuti con la classica metrica pop-rock. Ci sono synth, organi hammond e pianoforte; chitarre acustiche e iper-distorte; brani che sfiorano il thrash-metal come altri che sembrano charleston-cabaret. Ogni volta che li ascolterete vi sembrerà di correre a Ridge Racer oppure di stare sulla moto di Akira. Joker contiene i brani più veloci e accattivanti di tutta la discografia dei Janne, a partire da “ツメタイカゲロウ” con la sua batteria frenetica, “D-Drop” e le sue atmosfere ariose da corsa sulla spiaggia o le strofe pazzesche di “" (con le sue ritmiche hyper-funk) che non vi si staccheranno mai dalla testa. Tutta la strumentazione è vagamente futuristica, gli effetti delle chitarre e dei synth non saranno mai caldi e acustici ma cyberpunk, digitali e alquanto distanti dai precedenti album.
La voce di Yasu è sempre ad altissimi livelli e viene utilizzata come uno strumento a tutti gli effetti. Non mancano le ballad, a volte anche stucchevoli come “月光花” o “風にのって” (presenti nella compilation SINGLES) mentre “仮面” spicca per essere una power-ballad.
“I’m so Happy” e “Love is Here” sono delle tipiche veloci canzoni J-rock anch’esse a volte troppo laccate che vi faranno immaginare tutta la coreografia ballata dal pubblico giapponese. Ma Joker ha tempo di lasciarvi altre killer-track non male come “Easy Funky Crazy” o, fra i migliori pezzi in assoluto: “Wild Fang” e “ダイヤモンドヴァージン”. L’unico modo per superare il funerale dei Janne da Arc e buttarsi da subito sugli Acid Black Cherry dove i vostri rimpianti verranno appagati.















