Vincere in azzurro è ancora più bello
La leggenda azzurra continua. Quattro titoli mondiali nelle ultime otto stagioni, ottava semifinale negli ultimi nove anni. E a conquistarla non è stato il gruppo storico (Sara Errani, Roberta Vinci, Flavia Pennetta e Francesca Schiavone), ma un’Italia giovane e rinnovata, in cui la “veterana” è Karin Knapp, 26enne altoatesina che aveva già partecipato alla finale del novembre scorso vinta contro la Russia a Cagliari. Proprio lei ha messo in cassaforte il terzo e decisivo punto battendo per 63 75 Alison Riske e chiudendo anzitempo ogni discorso. Un match filato via liscio fino al 63 5-2, poi l’emozione le ha fatto passare qualche minuto di paura. “Purtroppo ogni tanto capita di emozionarmi, di accusare la tensione - ammette Karin - nella prima giornata contro la McHale mi era successo nel primo set, oggi è accaduto per tre game. E’ già un piccolo passo in avanti”. Poi aggiunge: “Dopo la rimonta della mia avversaria si è complicato tutto. Ero tesa, non spingevo più la palla e non era facile tornare a giocare come nel primo set e fino al 5-2 del secondo. Sono stata brava a mantenere la lucidità e a vincere quel game durissimo del 6-5. E’ stata la svolta”. Manda un grazie al gruppo storico della squadra, che l’ha sostenuta in questi giorni con sms continui: “Mi hanno insegnato e dato tanto. Soprattutto hanno fatto tantissimo per il tennis italiano e continuano a farlo con le loro vittorie. E' stato un onore essere loro compagna”. La Knapp ha messo il sigillo sulla vittoria, ma tutta la squadra è stata protagonista in questa splendida settimana vissuta nel gelo di una Cleveland completamente imbiancata dalla neve e dal ghiaccio di un inverno tra i più rigidi degli ultimi anni. “E’ stata una bellissima esperienza - racconta Camila Giorgi, protagonista nella prima giornata del 62 61 alla Keys - che mi servirà molto per la mia crescita e per la mia carriera. Non avevo mai giocato per una squadra, mi è piaciuto molto e ho trovato delle amiche. Spero di esserci anche la prossima volta”. Nastassja Burnett era stata convocata giusto un anno fa a Rimini, sempre contro le americane. Questa volta ha anche esordito in maglia azzurra giocando il doppio al fianco di Alice Matteucci: hanno perso 63 62 contro Keys-Davis, ma non importa. “Per me è stata la prima trasferta di Fed Cup - spiega Nastassja - ho trascorso una settimana stupenda, abbiamo fatto gruppo e conquistato un risultato incredibile”. Infine la più giovane del quartetto, la Matteucci, classe 1995: “Un’esperienza fantastica al fianco di giocatrici dalle quali ho tanto da imparare. Mi sono confrontata per una settimana con un livello di tennis che in questo momento è più alto del mio e questo non può che farmi bene”. La giovane Italia cresce. E vince. Fonte: Federtennis












