IL SEME DELLA FOLLIA (#WeAreTheHumanBot) Guida rapida alla comprensione del mondo digitale e dei suoi fenomeni chiave.
Versione Podcast della Live Facebook (25 marzo 2020)
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Video: https://youtu.be/ZeoEUV8_Xe4
Sinossi (formato grezzo):
IL SEME DELLA FOLLIA (#WeAreTheHumanBot) Guida rapida alla comprensione del mondo digitale e dei suoi fenomeni chiave.
Premessa
Prenditi il tempo per ascoltarmi, non perché io stia per dire chissà quale verità. Sono un utente come te.
Ma perché il primo modo per capire il mondo digitale, soprattutto quello dei Social Media, è prendersi del tempo per leggere, ascoltare e poi riflettere.
In più ci tengo a sottolineare che potrei citare conversazioni ed elementi, più o meno recenti, che NON vanno presi come momento ilare, ma che, al contrario, ci spingono a chiederci quale siano le ragioni dietro alcune dinamiche.
Io non sono nessuno per definire in assoluto, i fenomeni che descriverò, ma condivido la mia esperienza da utilizzare, appassionato e professionista dei Social Media.
Il tema di oggi è fondamentale.
E’ un nodo gordiano legato a fenomeni, fenomenologie e cultura digitale che in questa era tocca tutti sciogliere.
Si parla di analfabetismo funzionale, di fake news ma soprattutto di dinamiche che osserviamo e viviamo anche nei giorni del virus.
Eviterò di toccare gli aspetti del tema legati alla politica, nel rispetto delle idee di tutti, sebbene sia ovvia il legante con alcuni accadimenti (italiani e non solo).
Partiamo dall’inizio
La crisi del Covid ci ha spinti a capire che non eravamo così evoluti, a livello digitale, come credevamo.
Non fatevi ingannare dalla quantità di utenti online, tra whatsapp e Instagram.
Saper pubblicare un commento non determina la reale comprensione della piattaforma.
Durante questa crisi abbiamo osservata un’impennata di bufale e fantasie di complotto di ogni genere.
Le solite, in effetti, più pericolose con il Covid19 perché hanno spinto tanti, troppi, a sottovalutare il virus, a fare festa, a mettere il naso fuori.
Innesco, ragioni e dinamiche le spiegherò tra poco, secondo il mio personale punto di vista
Facciamo però un passo indietro
Il passato recente: la ragioni nascoste
Negli ultimi anni, mentre ci riversavamo in miliardi online, tutti nello stesso “luogo virtuale” come mai nella storia del mondo,
Abbiamo scoperto che il digitale è un nuovo livello della nostra esistenza.
Un nuovo livello nel quale siamo tutti adolescenti (la società) nel vivere e comprendere il digitale che viviamo a percepiamo come “la vita vera”, in assenza però di una reale comprensione: responsabilità su ciò che si scrive, validità delle informazioni disponibili e attendibilità dell’apparenza vanno ben oltre ciò che il mondo ha vissuto con il mass media televisivo.
Le elezioni, cambridge analitycs, la Bestia italiana, le raffiche di hatespeech sostenuto da fabbriche di troll (utenti fasulli generati meccanicamente).
Poi abbiamo scoperto la falsità dei profili fake su Instagram,
le “bolle social lato advertising” e abbiamo scoperto il concetto di “influencer”, rivedendolo al ribasso, nei tempi recenti.
In effetti dobbiamo capire bene un presupposto: la moneta sonante dell’era digitale è il numero, il dato, il contatto, la visita.
Io “sono”, in ragione del numero di contatti che possiedo.
Il numero si traduce in soldi veri grazie alla pubblicità (principalmente, ma non solo).
Quindi è necessario capire che una delle ragioni per le quali quotidiani, riviste online, blog, blogger e così via lanciano notizie strillate,
con titoloni da paura (ciò che si definisce anche “clickbait”) per attirare l’utente a cliccare e, quindi, diventare un numero.
Più la notizia è esplosiva, più utenti cliccheranno e grazie alle dinamiche da Analfabeta funzionale il seme del caos si propagherà per riempire le casse dell’autore.
Questa “legge dei numeri, dei soldi e dell’audience” La conoscono bene, da sempre anche le piattaforme social che,
lo ricordiamo sono aziende che realizzano un fatturato e hanno valore direttamente proporzionale al numero di utenti ed al numero di scambi (attività o reaction) al loro interno.
Va da sé che persino l’annoso problema degli utenti fasulli porta vantaggi alle stesse piattaforma.
Sia chiaro: questa non è una filippica contro “i social cattivoni che fanno soldi”, al contrario. L’evoluzione delle piattaforme è spinta dall’orizzonte economico.
Per adesso va bene così.
Ma è giusto e sano capire che tutti noi siamo ospiti in una casa fatta di regole a vantaggio del padrone di casa, che può essere magnanimo, avido o una via di mezzo. E’ irrilevante.
Ma andiamo oltre.
Nel 1938 Orson Welles scateno il panico con un radio.
Grazie ad un mix di ignoranza, superstizione, percezione e poi suggestione.
Suono moderno, molto moderno, vero?
Proviamo ad identificare le variabili di un sistema, di un meccanismo, di cui facciamo parte tutti noi e che è ancora lo stesso del 1938
e poi semplifichiamo i 2 cardini che oliano le ruote di questo immenso e problematico motore digitale
1) Utenti, che da pochi anni vivono un mondo digitale che ancora devono comprendere.
2) La società che ha non poche difficoltà ad individuare regole eque e seguire la rapida dell’evoluzione del panorama.
Tema che considera le responsabilità e penali (dal revenge porn alla diffamazione online, passando attraverso alla blue-whale challenge e altre sfide sceme)
3) L’analfabetismo funzionale e gli algoritmi di piattaforma
4) I parassiti e gli speculatori (che si basano sui primi e che, per soldi, audience o mera soddisfazione personale sfruttano dinamiche note)
5) La natura umana che fa da collante, volano e orizzonte a tutti i punti precedenti.
Alcuni attori sulla scena sono noti.
Esistevano prima, esistono oggi, esisteranno domani.
Il loro impatto sulla scena oggi, però, ha il potere di innescare deflagrazioni a catena molto pericolose e, per questo, assisteremo nel tempo all’avvento di regole che a molti non piaceranno, che suoneranno persino come regole troppo severe ma che inevitabilmente servono ad arginare caos ed anarchia assai pericolosi online.
Mi soffermo invece su due punti.
Analfabetismo funzionale, algoritmi a sostegno di uno scopo e la natura umana, presa tra le parti.
Analfabetismo funzionale: essere troppo pigri o non educati ad andare oltre un titolo o un’informazione priva di riferimento o fondamento.
L’analfabeta funzionale ripudia persino il rigore dei presupposti scientifici che sono alla base dello stesso canale che lui usa quotidianamente o che gli permettono un’aspettativa di vita migliore e superiore.
Algoritmi di piattaforma che per fare numero o per crescere non sanno moderarsi o hanno bisogno di tempo per farlo.
Sapete come funziona un algoritmo?
Quando cliccate su un video o altrove oppure quando usate dei termini, dei link o altre funzioni dei motori di ricerca o dei Social media la piattaforma impara,
Apprende cioè cosa ci piace di più e, per stimolarci ad essere più attivi, continua ad offrirci temi affini alla prima scelta.
Più scelgo, più suggerimenti ottengo.
E’ un effetto farfalla perpetuo, dilagante e devastante.
E’ nota la relazione con il fenomeno più rappresentativo: il terrapiattismo.
Infine, la natura umana:
Origine e punto di arrivo di questa sceneggiatura
Oggi parliamo di digitale, eppure, in realtà, stiamo parlando della natura umana.
La nostra civiltà è la nostra storia.
La nostra storia dimostra e descrive ciò che online diventa fenomeno, diventa sostegno alla Terrapiatta, ad ogni stramba teoria di complotto, ad ogni Ufo che prima degli smartphone comparivano ovunque e che adesso invece, mentre abbiamo milioni di telecamere a portata di mano, svaniscono via.
Innumerevoli guru, fantasisti e creativi di terapie alternative, cospirazioni sorosiane, scie chimiche e guerre batteriologiche alla Resident Evil (per poi scoprire che nessuno è al sicuro).
La nostra civiltà, tutti noi, viviamo di sentimenti e sensazioni umane:
La paura
la necessità di evadere da una realtà che non ci soddisfa,
la “percezione” egocentrica di un “io” isolato dal resto del mondo,
E l’identità schiacciata dal concetto di popolarità.
Ingredienti umani che mescolati a piacere alle variabili di cui sopra producono mostri della ragione incontrollabili.
Le prove di questi mostri?
Inegazionisti della Shoa, dello sbarco sulla Luna, della rotondità della Terra, dell’importanza dei vaccini e persino del rischio Covid19.
Gli effetti?
Persone che ritengono che il virus abbia avuto origine in laboratorio, perché “il cinema o Bill Gates l’avevano predetto”.
Se fossimo ad inizio secolo imputeremmo la cosa ad un Dio mascolino, nerboruto e sempre incazzato, con il colore della pelle che ci piace di più, barba lunga e ovviamente vendicativo.
Aver capito come nasce un virus, come si diffonde o in quanti modi esso possa svilupparsi (grazie a cattive abitudini) è un dettaglio.
Oppure che questa sia una simulazione e non ci sia nulla di vero. Del resto, Matrix a qualcosa si sarà ispirato.
Che ci sia una guerra segreta in corso o Nostradamus l’aveva detto ma forse no, mentre aspettiamo l’ennesimo asteroide e la nuova fine del mondo, che l’ultima avevano fatto male i calcoli i Maya a cavallo di un pianeta nascosto.
Ecco.
Non c’è da ridere.
E’ la percezione che abbiamo della vita, del mondo, del Creato.
Abbiamo tutti bisogno di legarci ad un senso che risulti logico, che dia una spiegazione che non richieda troppi sforzi mentali.
Uccidiamo volentieri la ragione per interesse personale, per egoismo, per ignoranza, per superstizione, per limitazioni personali o anche per pura e semplice paura.
Siamo esseri umani, funzioniamo così.
Siamo gli eroi incompresi della nostra storia personale, in attesa del riscatto e alle prese con SCENARI CHE NON HANNO PRECEDENTI NELLA STORIA UMANA.
Un argomento infinito che può essere approfondito ancora, ancora e ancora.
CHIUDO CON ALCUNE REGOLE
Ci piace che abbia ragione chi ci piace: ricordatelo spesso.
ABBIAMO SEMPRE VOGLIA DI EVADERE E PIU’ FANTASIOSA è LA FUGA, MEGLIO E’.
Tutto è percezione, ma senza conoscenza e con l’arroganza delle chiavi di lettura di cui sopra
La percezione si fa paura (e viceversa).
Paura.













