Variabili e tasti d'invio bloccati (in testa)
“Sii variabile”, sì, variabile. Non volubile, intendo variabile e lo intendo in relazione a formule determinate, e dal momento che parliamo di determinazione, che parliamo di formule, che funzionano solo in fisica tra l'altro… e quindi dal momento che parliamo di fisica, che parliamo di relazione -tante relazioni- e proprio in relazione ai principi regolatori: sii libera espressione, molla allungata, non compressa. Sii stranezza bella e non compromessa ma anche brutta (se è bella per te). Non essere “come”… non essere “quasi”… sii la diversità che manca sì, dai, quella non omologata: se vuoi sii prolisso come me che cerco di dire poco e brevemente e non dico mai ciò che voglio dire anzi, non dico niente, o forse no, nulla di facilmente comprensibile comunque, ma alla fine ciò che voglio dire è… è ciò che sarebbe bastato dire subito e che non ho detto e che continuo a rimandare e, paradossalmente, quello che voglio dire è solo un verbo, uno, uno ben definito anche se è grammaticalmente indefinito, un'esortazione, un obbligo, o meglio, un consiglio, un imperativo: “sii”. Sii ciò che sei, incarna te stesso, surclassa gli schemi, raggiungi il successo.













