Tex n.730 - Il mostro del gran lago salato Rizzo, Ruju, Benvenuto, Villa Ed. Bonelli - agosto 2021
Beh, innanzitutto esordirò dicendo "che disegni!": la tavola di apertura di pagina 18 con il villaggio di Dente di Puma vale il prezzo del biglietto. Ma non solo... I nostri eroi sono granitici, rocciosi, ma duttili nei movimenti, resi magistralmente nelle loro movenze dalle pieghe degli abiti e dalle plastiche pose. Cavalli ottimi, solo qualche volta un po' piccini, come nella prima vignetta di pagina 88. Gli indiani sono resi con tratti propri di quella nobiltà d'animo che ricorda i nativi di "Balla coi lupi", anche se in quest'occasione sembrano un po' troppo facilmente vinti dalla superstizione. I soldati sono caratterizzati in modo tipico, lombrosiano, con il sergente tozzo e nerboruto e il capitano imberbe e gentile (e dal cappello da cambiare subito se non vuole essere preso in giro a vita!). Su tutti si staglia la drammatica figura del maggiore che rimanda alla potenza grafica di Mike Zeck con la sua interpretazione di Kravinoff nell'epico "L'ultima caccia di Kraven" o nei volti sofferti e rabbiosi del Punitore. Penso ai due primi piani di pagina 35 e ancor di più 113, in entrambe le tavole all'ultima vignetta. Poi c'è il dinoccolato Rick Foskett, personaggio che pare esteticamente rubato a un qualche fumetto comico francese che mette i due pard su una buona pista, non prima di prendersi una spassosa lavata di capo. Infine, molto vissuto e complesso si rivela il volto dello sciamano cieco Dakay, la cui coscienza pare rimorderlo, ma meno dell'amore che nutre per il suo figlio degenere in un rapporto che richiama quell'amore parentale che univa qualche numero fa il pistolero vodoo e la sua amata bruja. Il Siats è l'unico di cui non verranno mostrati i lineamenti del volto, ma la sua cieca furia apparirà in tutta la loro potenza attraverso gesti, sforzi sovrumani e parole di poco lucida rabbia. La maschera che indossa forse non lo aiuta così tanto con la cerbottana, ma anche l'occhio vuole la sua parte e sicuramente con gli emotivamente fragili indiani funziona benissimo. Quando in copertina Villa disegna una creatura mostruoseggiante rinforzata anche nel titolo è chiaro che c'è di mezzo Ruju, un po' come quando anni fa se i disegni erano di Letteri, allora prima o poi saltava fuori El Morisco o qualche fungo alieno. Ma in questo caso, forse per lo zampino di Rizzo le cose non sembrano andare come ci si aspetta. Stiamo a vedere cosa accadrà il mese prossimo! Per ora la storia pare muoversi su due binari paralleli e solo il proverbiale "effetto-calamita" dei nostri eroi sembrano giustificare una tale sovrapposizione di eventi nefasti (per gli altri).
Ah, c'è lo spazio anche per il ritorno di una vecchia conoscenza che non viene ancora spazzolata a dovere, ma siamo fiduciosi.











