Stranamente penso.
Intanto penso che dovrei riaccendere il mio povero Mac, che è spento da mesi. Colpa del fatto che sono al pc tutto il giorno, e la sera chi ha voglia di accenderlo a casa. E poi perché ovviamente manca la connessione internet. Forse, ma dico forse, se avessi la connessione e un po’ più voglia, riuscirei anche a scrivere più di quello che faccio e che credo di voler fare. Perché sì, il mio quaderno è meraviglioso, un regalo inaspettato e molto, molto gradito. Ma col pc mi riesce meglio. Forse è il cursore lampeggiante che aspetta che le mie dita comincino a battere sui tasti. Non lo so.
Ad ogni modo, riflettevo sui due matrimoni a cui ho assistito questo mese. Completamente diversi, sia per il fattore cibo che location che svolgimento. Molto diverse anche le persone che si sono sposate. Molto diverso il rapporto. Probabilmente anche questo mi ha fatto riflettere più oggi, che la scorsa settimana.
Penso di meritarmi anch’io qualcuno. Qualcuno che mi guardi con amore, con tenerezza, con rispetto. Qualcuno che, quando partono le note di una canzone romantica, mi cerchi nella folla e mi venga incontro per ballare con me. Perché vuole ballare solo con me e cullarmi teneramente in un abbraccio. Io so stare sola, ho imparato a stare con me, a bastarmi, a proteggermi, a coccolarmi. In realtà, ho raggiunto un equilibrio tale che in realtà non mi fa disperare del fatto che sono sola, però in momenti come ieri, dove parte una canzone dolce e i miei amici recuperano le loro compagne, giustamente, e ballano e si eclissano per qualche minuto, la mia reazione è occhi pieni di lacrime e senso di vuoto e solitudine. Precisiamo, io sono stra felice per tutti loro, però è venuto tutto automatico. E cominciano a frullarmi in testa certi pensieri, tipo che mi merito una felicità per due, tipo che non capisco perché dicono tutti che sono bellissima, che sono una gran donna, che sono qui e sono là, eppure nessuno che mi piglia. Ed è vero quello che si diceva ieri, che una donna più va’ avanti e più è esigente, perché non le interessa più la semplice trombata e via, vuole qualcosa di concreto e reale. E quindi fisicamente sì, ci si piace, ma la testa magari dice no perché si rende conto di chi si ha davanti. E, a quel punto, meglio sola con il mio equilibrio che la perdita della dignità, solo per paura di rimanere sola.
Nel frattempo, aspetto il terzo matrimonio di quest’anno, sicura che sarà ancora diverso sia dal primo che dal secondo matrimonio, e le cui reazioni saranno ancora diverse rispetto agli altri. Vedremo cosa succederà.








