È il mio 10 anniversario su Tumblr 🥳

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È il mio 10 anniversario su Tumblr 🥳
_un momento. ha compiuto 10 anni oggi!
9 anni
9 anni di questo blog, che nel momento in cui avevo più bisogno ho deciso di accantonare.
La mail recitava così:
_un momento. ha compiuto 9 anni oggi!
Speriamo che sia stato un buon anno, non vediamo l'ora di condividerne molti di più!
Direi che è stato un anno molto complicato e difficile, che ancora deve mettersi in bolla. Sto meglio, ma non bene come dovrei, come vorrei.
E' vera la frase, comunque, che il tempo cura le ferite e che bisogna avere pazienza.
Non pensavo di arrivare a 35 -quasi- anni e trovarmi così. Sognavo, per me, di aver un buon lavoro soddisfacente, di essere la zia che tutti vogliono, di riempire tutti di regali, di avere un compagno e dei figli. Di essere felice.
Supponevo. Forse supponevo è la parola corretta.
Supponevo che sarei stata in questa condizione. Invece, tutti intorno a me fanno progetti, scoprono nuovi luoghi, organizzano viaggi, si sposano, convivono, procreano... ed io sono sempre nello stesso punto, che arranco e faccio fatica a riemergere definitivamente e ricominciare a respirare.
Odio le vittime, so che in questo momento mi sono appiccicata questo ruolo addosso, ma non è giusto. La vita procede in base a come la porti avanti. Nessuno può migliorare se stesso, se non se stesso. Nessuno può limitarsi a sognare sperando che quella cosa accada. Le cose accadono solo se vogliamo farle accadere.
E mentre rimescolo tante belle parole che mi sanno di aria fritta, piango ed arranco.
E vorrei solo respirare.
Non credo di pretendere molto, non sono mai stata una così, mi accontento delle piccole cose, dei piccoli gesti, di poche ma buone parole. Vorrei essere però il primo pensiero, che qualcuno, anzi che lui apra gli occhi e la prima cosa che gli venga in mente sia mandarmi un messaggio che dica “Buongiorno, ti pensavo”.
Non credo sia fantascienza, non credo sia una pretesa fuori dal mondo, credo sia normalità. Ma tante volte mi rendo conto che la mia normalità, non è la normalità degli altri, non è la sua normalità. E allora partono i pensieri. Negativi, ovviamente. E rimango sempre nel limbo. Ma sinceramente, a me il limbo ha stancato parecchio.
Disco rotto.
Rileggevo i miei post e -porca paletta!- scrivo le stesse cose! “Devo scrivere più spesso” e non lo faccio mai.
Va beh, l’importante è tornare ogni tanto. Che qui mi sembra tipo un rifugio, ma ormai sono vecchia e il tempo non lo trovo mai. Com’è possibile? Pare che io stia crescendo, incredibile. Vivo da sola da 1 anno e ho un cane. Grandi cambiamenti davvero per me, tanto tempo da dedicare a lui, un po’ meno per me, un po’ meno per il pc. Dal telefono non mi piace scrivere e bla bla bla.
Detto ciò, sto bene, ma dovrei proprio scrivere e sfogarmi, dovrei ricordarmi sempre che qui posso davvero scrivere tutto ed esprimermi come mi pare, senza limitazioni.
Promemoria.
Ok, ma tu?
E’ difficile esprimere i propri sentimenti, anche quando si è persone espansive e bisognose d’affetto. E’ più difficile mettersi a nudo con le emozioni piuttosto che spogliarsi nel vero senso della parola. Ma è ancora più difficile esprimere il proprio amore dopo svariate badilate sui denti con rinculo sul coppino, dopo aver avuto il cuore a brandelli per molto tempo, dopo lacrime, pianti disperati, dopo aver deciso che “NO, NON MI INNAMORERO’ PIU’, MA PROPRIO MAI!!!”. E poi arriva. E non lo aspettavi. Ma nemmeno ci pensavi proprio, anzi. E soprattutto “ommioddio ma come mi sta sulle palle quello...!”. E invece no. E invece è tutto ciò che hai sempre desiderato, che sognavi, che speravi, che esisteva solo nella tua testa. O perlomeno, così pensavi. E niente, ad un certo punto te ne accorgi, ma fai finta di niente, ma il pensiero picchietta insistente, e tu lo lasci fare, dici “Stai calma, adesso no”, e questo toc toc toc. E non riesci più, e allora provi a dirglielo, ma poi ti manca il coraggio e il fiato e allora taci, ma lo guardi e non puoi pensare altro che “Ti amo”. Silenzio. E ti viene da piangere, ma lui ti abbraccia e ti inebria col suo profumo, quello che probabilmente è stato creato per lui perché ormai lo senti e ti guardi intorno cercandolo. E ti ripete infinite volte che è una cosa bellissima, infinite volte. E poi succede che ancora ti scappa e glielo dici e il siparietto è lo stesso. E poi succede che ce l’hai sulla punta della lingua, ma no, stavolta non glielo dici, perché basta sentirsi dire che sono bellissime parole, che non c’è più grande felicità. Perché io ti amo, ok, ma tu?
Notizie.
Ci sono notizie che ti uccidono. O meglio, in realtà non ho ben capito cosa provo. Quando ho letto il messaggio, mi son sentita mancare, le lacrime mi sono salite in due secondi agli occhi, ma non per gelosia! Semplicemente perché me lo sentivo che aveva fatto la sua cazzata. Che non era voluto. E mi stava chiedendo scusa. Per la sua mancanza, per essere sparito, per non avermi dato spiegazioni.
Memoria corta.
Spesso mi dimentico di questo mio piccolo mondo.
Devo scrivere di più, dedicarmi più tempo.
Ne ho bisogno. Ne ho l’esigenza.
Non ti potrai mai completamente dimenticare di chi, almeno per una volta, ha toccato con la propria mano la tua vita.
Cit. Charles Bukowski (via nonmollaremaivadacomevada)
Mai e poi mai. Ed è l'unico mai che conosco. ❤
Stranamente penso.
Intanto penso che dovrei riaccendere il mio povero Mac, che è spento da mesi. Colpa del fatto che sono al pc tutto il giorno, e la sera chi ha voglia di accenderlo a casa. E poi perché ovviamente manca la connessione internet. Forse, ma dico forse, se avessi la connessione e un po’ più voglia, riuscirei anche a scrivere più di quello che faccio e che credo di voler fare. Perché sì, il mio quaderno è meraviglioso, un regalo inaspettato e molto, molto gradito. Ma col pc mi riesce meglio. Forse è il cursore lampeggiante che aspetta che le mie dita comincino a battere sui tasti. Non lo so.
Ad ogni modo, riflettevo sui due matrimoni a cui ho assistito questo mese. Completamente diversi, sia per il fattore cibo che location che svolgimento. Molto diverse anche le persone che si sono sposate. Molto diverso il rapporto. Probabilmente anche questo mi ha fatto riflettere più oggi, che la scorsa settimana.
Penso di meritarmi anch’io qualcuno. Qualcuno che mi guardi con amore, con tenerezza, con rispetto. Qualcuno che, quando partono le note di una canzone romantica, mi cerchi nella folla e mi venga incontro per ballare con me. Perché vuole ballare solo con me e cullarmi teneramente in un abbraccio. Io so stare sola, ho imparato a stare con me, a bastarmi, a proteggermi, a coccolarmi. In realtà, ho raggiunto un equilibrio tale che in realtà non mi fa disperare del fatto che sono sola, però in momenti come ieri, dove parte una canzone dolce e i miei amici recuperano le loro compagne, giustamente, e ballano e si eclissano per qualche minuto, la mia reazione è occhi pieni di lacrime e senso di vuoto e solitudine. Precisiamo, io sono stra felice per tutti loro, però è venuto tutto automatico. E cominciano a frullarmi in testa certi pensieri, tipo che mi merito una felicità per due, tipo che non capisco perché dicono tutti che sono bellissima, che sono una gran donna, che sono qui e sono là, eppure nessuno che mi piglia. Ed è vero quello che si diceva ieri, che una donna più va’ avanti e più è esigente, perché non le interessa più la semplice trombata e via, vuole qualcosa di concreto e reale. E quindi fisicamente sì, ci si piace, ma la testa magari dice no perché si rende conto di chi si ha davanti. E, a quel punto, meglio sola con il mio equilibrio che la perdita della dignità, solo per paura di rimanere sola.
Nel frattempo, aspetto il terzo matrimonio di quest’anno, sicura che sarà ancora diverso sia dal primo che dal secondo matrimonio, e le cui reazioni saranno ancora diverse rispetto agli altri. Vedremo cosa succederà.
Certo che lo so.
Certo che lo so perché nessuno prova interesse per me. Perché io sono la crocerossina di turno, una che arriva a curare le ferite, e una volta terminato il lavoro il paziente mica ne ha più bisogno. Sono sempre la zia, zia millemila volte. Sono sempre la seconda scelta. Difficilmente arrivo per prima in qualche cosa, nella mia vita. E le cose in cui ci arrivo.. be, non è che siano proprio gratificanti. Sono l'alternativa alla cosa che volevi fare, ma che poi non riesci e quindi ne trovi un'altra. Sono il numero che chiami dopo aver chiamato mezza rubrica. Ma non è sensazione, non è vittimismo, è solo consapevolezza della realtà. Lo vedo, lo sento, non è che me lo invento per sentirmi dire: "Ma no, cosa dici?? Non è assolutamente vero!". Per questo lo scrivo qui. Perché qui non posso essere compatita.
Pensieri della sera.
Partiamo dal presupposto che non sono una persona gelosa, anzi, tutt’altro, normalmente gioisco delle gioie altrui, mi emoziono di cose non mie. Chiaro è, però, che sono umana, e determinate situazioni mi portano anche a pensare a me, alla mia di situazione. Tra 22 giorni compio 30 anni e sinceramente l’unica cosa a cui penso è che vorrei nascondermi sotto il piumone -caldo o non caldo che ci possa essere al 23 di aprile- per tutto il giorno e non sentire nessuno. Trent’anni -che scritto in parola fa meno male-, single, senza nessun fidanzato, matrimonio o figlio all’orizzonte. Che poi per carità, io da sola ho imparato a starci e so viverci senza alcun problema. Certo, è stato un lungo e faticoso lavoro, costellato da momenti super in down, ma alla fine ce l’ho fatta. Poi però arrivi in ufficio una mattina, e quello diventa papà, poi di nuovo, poi si sposa, poi l’altro va a convivere, quell’altro anche, poi l’altro diventa papà, quell’altro ci da la notizia prima che si sposa, poi che a fine anno tocca a lui passare le notti insonni… e che palle!!! Ma 'sta ape che gira in ufficio e che va ad impollinare tutte le coppie al suo interno, non può fare qualcosa anche per me?? Cioè, felice, anzi felicissima per tutti loro, come se la stessi vivendo io. È proprio il “come se”, che comincia a pesare. Lo so, sono in grado di stare al mondo da sola, ma ogni tanto anch’io ci penso. Che una famiglia piacerebbe anche a me. Un nido mio. Un uomo da coccolare e che sappia coccolarmi un pò di più. Un fagottino tutto mio, da amare e proteggere e che mi faccia crescere insieme a lui. Un piccolo nido, ecco. Mio però, non per essere la solita zia della situazione. Ho trent’anni quasi, e ci penso, come tutte le donne. Eh già, perché anch’io ogni tanto mi ricordo come si fa a sognare e fantasticare, e perché penso che la mia vita l’ho vissuta esattamente come volevo, forse con dei rimpianti, forse no, ma adesso credo che sia giusto che anch’io vada avanti come tutti. Perché mi sembra che tutti lo facciano, mentre io son sempre ferma, ingessata lì, nel medesimo punto. E invece vorrei andare avanti, e realizzare quelle cose che da bambina ho sempre sognato, ma anche perso crescendo. Una Dori’s family. #melacaverò
Dovrei scrivere più spesso, perché alla fine sto sempre bene dopo averlo fatto!
E mi ritrovo, immancabilmente, a confermarmi di essere innamorata.
Oh Santa Mery.