Croniche
Arrivato al paragrafo "Potenzialità dei latifondi" la mia forza di volontà assume le sembianze di Svàtopluk grande re di Moravia e se ne fugge via a cavallo attraverso i corridoi della biblioteca.
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Resto da solo.
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Questa mattina nei bagni ho parlato con un signore senza fissa dimora, moldavo, che mi ha chiesto subito i soldi per un caffè. Ieri non ne avevo, oggi sì; glieli ho dati e ha iniziato a parlare. Mi ha detto che anche lui se ne intende di filosofia, mi ha detto: "Feuerbach, Jean Jacques Rousseau, Friedridricch Nietzsche ha fatto l'eterno ritorno". Ho risposto: "E' vero". Gli ho chiesto come stesse andando in Moldova, della guerra e lui mi ha raccontato di quando era soldato russo nella guerra in Afghanistan tanti anni fa. Mi ha confermato che si stava meglio allora. Poi mi ha salutato: "E' stato un vero piacere" e se ne è andato verso la macchinetta. Penso abbia un problema con il caffè.
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Svàtopluk ritorna, ma solo per farmi notare che tutti intorno studiano cose scientifiche, hanno i libri con gli schemi, un computer da cui prendere ispirazione, il portafoglio sul tavolo e gli occhiali da sole per quando devono uscire per la cicca con gli amici. Cazzo tutti proprio.
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Adesso di fronte a me c'è un tizio che studia con una tale concentrazione che solamente chi crede in quello che fa può avere. A volte capita anche a me. In quei momenti mi alzo e vado a prendermi un pasticcino.
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Svàtopluk mi aspetta fuori, stasera mi porta a una festa con le fighe.
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Chopin Hauer












