Ecco finalmente la recensione di echi in tempesta, l’ultimo libro dell’incredibile saga dell’attraversaspecchi che continuo a consigliare tantissimo per la sua originalità.
Titolo: Echi in tempesta-l’attraversaspecchi libro 4
Casa editrice: Edizioni e/o
Anno di pubblicazione: 2020
Valutazione in stelline: ****
Ofelia e Thorn si trovano ancora a Babel, ad indagare su Dio, l’Altro e i loro misteri. Le loro ricerche li condurranno all’osservatorio delle Deviazioni, una struttura avvolta dal mistero più totale, dove Ofelia sarà ricoverata e sottoposta a studi assurdi e incomprensibili mentre cerca di indagare dall’interno sugli echi, che si stanno rivelando più importanti del previsto. Contemporaneamente i crolli aumentano a ritmo sempre più sostenuto, trascinando nel vuoto intere arche e una buona parte della stessa Babel.
Con le loro identità da proteggere, una mutaforma folle in circolazione e il mondo che si sgretola rapidamente, sta a Thorn e Ofelia scoprire la verità e salvare il vecchio e il nuovo mondo.
In questo quarto volume l’obiettivo è sicuramente quello di fornire la risposta al “grande mistero” che porta avanti gran parte di questa saga… ed effettivamente le risposte ci sono (sebbene siano spesso confusionarie o insensate e si basino sempre sul “come” vengono fatte determinate cose e mai sul “perché”).
I motivi per cui è difficile che questo libro risulti deludente sono principalmente tre: gli elementi che si apprezzano di più nella totalità della saga, principalmente la sua originalità e il fascino dell’ambientazione, vengono mantenuti; viene data risposta a quasi tutte le domande rimaste in sospeso; e c’è grande emotività e coinvolgimento del lettore che si è ormai affezionato a saga e personaggi.
Tre sono anche i più grandi problemi di echi in tempesta. Innanzitutto, come già accennato, questo libro è pieno di spiegazioni, troppe ed inutilmente complesse, che spesso ci fanno capire che non siamo solo noi lettori a trovarci in confusione ma anche l’autrice stessa. In secondo luogo, i lutti: nella storia sono presenti delle morti, anche di una certa rilevanza, che però Ofelia non ha mai il tempo di elaborare e anche se ci viene detto che lei sta soffrendo risulta tutto troppo forzato. In ultimo ci sono alcune linee di trama e personaggi, spesso e volentieri con un buon potenziale, che non hanno alcuna ripercussione sulla trama principale e che quindi risultano inutili.
Questo libro è da prendere come l’ultimo di una validissima saga, non singolarmente, e in quanto tale credo sia un degno finale, forse non all’altezza degli altri volumi, ma soddisfacente e godibile.