Old art (2022), scene from dnd with @deviart803
Garrat was worried about the two siblings, Karris and Lennet (@deviart803's OCs).

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Old art (2022), scene from dnd with @deviart803
Garrat was worried about the two siblings, Karris and Lennet (@deviart803's OCs).
The truth is, it's not love on which the strongest foundations are built; it's the decency of merciful lies.
TO
Echoe
Non le vedi davvero mh? Le luci dello skyline e di tutto quello che i tuoi occhi riescono ad abbracciare da quella vista mozzafiato che è per te e solo per te. Quella che hai deciso di comprarti anche se forse per essa non c'è prezzo e di dividere con solo quelli che tu decidi di invitare in casa tua. Luci che ti sembrano fredde e distanti mentre questa città non ti è mai sembrata così morta nonostante lo splendore delle sue illuminazioni e tutte le esistenze di coloro che la abitano. Fantasmi, gusci vuoti di chi non ti interessa minimamente di conoscere, scoprire. Vite davvero che se restano anonime non può che farti che piacere, utili solo e soltanto alle tue perversioni e ai tuoi giochi instabili. Passi oltre dal lasciarti emozionare da quel paesaggio che molti ti invidiano, passi oltre perché quello che senti è solo un vuoto. Una voragine di gravità al centro del petto sulla quale se ti soffermi ti leva il fiato impedendoti di essere capace di fare qualunque cosa. E' un vuoto che solo una tiepida luce che porti in quel cuore è capace di impedire di lasciarti ghiacciare totalmente. E mentre una tempia si appoggia al vetro freddo della parete, prendi un respiro profondo e resti in apnea per non sentire quel dolore che per anni ti sei voluto risparmiare ma che alla fine doveva essere inevitabile. Alla fine lo sappiamo tutti che non ce la fai nemmeno volendo a chiuderti in quella solitudine che è stata la tua costante in quel viaggiare per il mondo che ti sei lasciato alle spalle. Era inevitabile tornando a vivere in un posto, cercando di rimettere radici laddove erano state sradicate, che qualcuno del quale ti importasse prima o poi lo avresti trovato. Ma non avresti pensato sarebbe stato così e non avresti pensato nemmeno quanto davvero avrebbe potuto farti male. Non puoi fare a meno di pensare, quando per una frangente ti rendi conto di quanto sia luminoso quello che hai davanti, di quanto bene stai insieme a quel sole che ti anima il cardiaco. Che ti distrae, ti rende felice, ti strappa sorrisi che avevi scordato potessero essere così ampi. E quel pensiero, non te ne rendi conto e rimarrà segreto, richiama sul tuo viso un'incresparsi di quelle labbra che tante ne hanno baciate e che ora hai deciso di riservare solo alle favole. Si scalda un poco il sangue che ti scorre nelle vene a quel pensiero, portando calore in una terra deserta e facendola per poco rifiorire. Stesso calore che ti impedisce di sentire quel vuoto enorme, quella voragine che quando non sei in orbita di quel sole torna ad attanagliarti e a gravare pesantemente facendoti rovinare a fondo con se. Respiri di nuovo. Ti fa piacere il modo in cui quel sole ti tiene in vita e questo ti porta sempre a rincorrere i suoi raggi, la sua presenza, lasciarti rapire da quel benessere e sentimento che ti sa suscitare. Così diverso dall'inverno cui sei soggetto quando vicino al suo calore non riesci a stare. Ed è in quei momenti che l'eco prepotente di quel vuoto si fa sentire, sempre più forte. Ti rintrona la testa, ti impedisce di pensare. Rimbombano parole altrui, passate, relative alla rivendicazione delle tue emozioni e del tuo cuore, parole che non hai smentito, possesso al quale non ti sei opposto. Eco che ti ricorda quello che non vuoi sentire, il peso di un fallimento, l'angoscia di qualcosa che hai lasciato andare alla deriva dopo aver nuotato a lungo. Frammenti di oceano e segreti e affidate a onde che si infrangeranno ancora su quel piccolo custode che hai liberato nelle acque. Volti le spalle alla città, volti le spalle ai pensieri, al vuoto. Porti alla bocca quel vino chiaro che tieni da troppo tempo in quel bicchiere che hai in mano, la quale ormai non senti quasi più. Il gusto ti solletica, ricordandoti che in qualche modo, ma alla fine sei vivo. Così torni a pensare al tuo sole, vuoi per obbligo vuoi perché giorno dopo giorno sta diventando una costante. Ci pensi mentre ti riporti dentro quella grande casa che solo per te sai benissimo essere troppo grande ma che è il tuo mondo e il tuo angolo che non vuoi condividere e del quale non ti vuoi privare. Ci pensi insieme alla consapevolezza che, comunque, domani mattina quando aprirai gli occhi quello che sentirai sarà solo f r e d d o.
« Non deve farti male, non voglio fartene più. Basta avere paura di questo. Niente più brutti pensieri, niente più cattiverie. Mai più. Niente più muri. Niente più egoismo. Niente più promesse che non si possono mantenere. Niente più parole vuote. Paura. Dubbi. Idee e pensieri trattenuti non espressi. Basta sentirsi ai margini, scontati. Ovvi. Ti voglio al centro della mia vita. »