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NAPOLI INSOLITA E SEGRETA
PORTA NOLANA
a cura di NunzianteRusciano
La Piazza: tra il corso Garibaldi e via San Cosmo fuori Porta Nolana e via Nolana. La Via: da Corso Umberto I, oltre la via Egiziaca a Forcella, a piazza Nolana, Quartiere Mercato e Pendino.
Anticamente la bella porta quattrocentesca fu detta: "Porta Forcillensis" perché ubicata nella zona di Forcella. Fu Spostata nel luogo dove tutt' ora si trova dagli Aragonesi, nel vasto disegno di rinnovamento delle mura cittadine.
Si chiama così perché apriva la strada che portava a Nola. Fu costruita per sostituire quella di Forcella, che si trovava tra l 'attuale ospedale Ascalesi e l' Annunziata.
In origine era nel quartiere Forcella, il cui emblema, un bastone biforcuto a forma di “Y”, è ancora visibile sul muro esterno della chiesa di San Lorenzo Maggiore in via Tribunali. La “Y” riproduceva la topografia del luogo, ossia una strada molto lunga, l’attuale Spaccanapoli, che attraversa la città da est a ovest e si biforca proprio nel punto in cui si trovava la porta.
Oggi Forcella è un quartiere molto popolare che brulica di vita. Secondo alcuni storici qui in passato aveva sede la Scuola Pitagorica, che aveva come emblema la “Y”. Questa lettera racchiude una moltitudine di simboli: oltre all’albero della vita, venne associata alla croce di Cristo, come anche al ramoscello d’oro che Enea dovette trovare per poter entrare nel regno degli Inferi (come narra Virgilio nell’“Eneide”). Fino alla fine del XVIII secolo gli abitanti di questo quartiere segnavano le proprie porte con la “Y” per esorcizzare il male. Era a forma di “Y” il bastone utilizzato dai rabdomanti per trovare l’acqua (e quindi la vita), come anche quello che serviva per catturare i serpenti.
Molti storici del passato, dall’XI secolo in poi, fanno riferimento ad un racconto secondo il quale Virgilio avrebbe imprigionato un serpente sotto Porta Nolana per liberare la città da tutti i rettili pericolosi. Nel XIV secolo questa leggenda venne sostituita da un’altra cristiana, in realtà un pretesto per costruire una chiesa vicino alla porta: un uomo, dopo aver pregato la Vergine, era ritornato incolume a casa, nonostante avesse attraversato una zona paludosa, regno di un mostruoso serpente che uccideva i passanti.
La chiesa fu chiamata Santa Maria ad Agnone, parola che viene dal latino “anguis”, “serpente”, con riferimento a quello delle paludi. Oggi l’edificio non esiste più, ma il vicolo che lo costeggiava si chiama ancora Vico della Serpe e gli abitanti del quartiere raccontano la storia di un mago che uccise un serpente mentre stava per mordere il re. Virgilio però non aveva solo incantato il serpente, aveva anche messo due teste di marmo in due nicchie che fiancheggiano la porta, una maschile e sorridente a destra, l’altra femminile e dall’aria triste a sinistra. Le due sculture avevano poteri divinatori: passando dal lato sinistro si sarebbero avuti solo guai, se invece si attraversava la porta tenendosi sul lato destro, qualunque cosa si stesse facendo avrebbe avuto esito positivo. La testa di uomo rappresenta chiaramente il Sole e quindi la luce, mentre la donna raffigura la Luna, quindi la notte e le tenebre.
E’ opportuno fare presente che in epoca romana entrare in una città col piede sinistro era certamente sconsigliato. D’altronde, anche se il senso è stato leggermente modificato nel tempo, si usa, ancora oggi l’espressione “alzarsi col piede sinistro”. Le due sculture furono poi trasferite nel palazzo di Poggioreale, ma nel corso dei secoli se ne sono perse le tracce.
Anche se si trova in parte coperta da misere case, essa conserva ancora le sue antiche forme architettoniche, che nella loro semplicità mostrano chiaramente lo svolgimento di elementi decorativi in funzione del carattere difensivo dell' opera; gli elementi plastici sono infatti limitati al semplice risalto della cornice, al bassorilievo e agli stemmi. Sull'arco della porta si ammira un bel bassorilievo rinascimentale che si crede rappresenti Ferrante I d'Aragona. Due torri fiancheggiano la porta e recano il nome la Fede, quella a sud, e la Speranza quella a nord, con l' indicazione dell' anno 1555 . La torre della Fede é in parte cavata per la costruzione di vani abitabili e vi è un terraneo adibito a bottega sul fronte di via Cesare Carmigliano. Su questa torre vi è inverosimilmente una costruzione abitata, con tre balconcini e una finestra addirittura sull' arco. Sulla torre Speranza, ancora piena , invece fino a poco tempo fa vi trovava posto una fitta vegetazione spontanea. La porta Nolana ha un arco a tutto sesto e il fornice è rivestito da un'ornia marmorea , abbastanza larga, incorniciata da un grosso toro. Nello spessore del muro (sottarco e piedritti) vi è ancora la scanalatura per la saracinesca. All' esterno della porta ,sopra l' ornia vi sono tre stemmi di marmo sporgenti dal muro: il centrale , sottostante al bassorilievo, ha la forma a fronte di cavallo e porta le armi aragonesi, inquartate con quelle angioine. E' diviso in quattro campi: nel primo e nel quarto sono i pali d' Aragona; nel secondo e nel terzo, interzato nel palo, sono raffigurate le armi d'Ungheria , le fasce di Francia e Angiò, i gigli e Gerusalemme ; la croce potenziata e quattro croci più piccole, simili, sono nei quattro angoli formati dai bracci della croce. I due scudi laterali, invece, sono sannitici, e le armi sono state abrase. Al di sopra di questi stemmi vi è un bassorilievo scolpito su una lastra di marmo che rappresenta a forte rilievo un sovrano rivestito da completa armatura, ma privo di celata, a testa scoperta e con corona, in groppa a un cavallo. Nella zona popolosa dove si trova la Porta ha luogo un vivacissimo mercato del pesce.








