Mettere in scena un sogno grazie al Crowdfunding
Quanti di noi hanno un sogno nel cassetto e vorrebbero realizzarlo? Se l’idea è valida, l’era della sharing economy mette a disposizione nuovi strumenti: i finanziamenti dal basso più comunemente conosciuti come crowdfunding.
Oggi vi raccontiamo la storia di un sogno artistico che sarà realizzato anche grazie al crowdfunding. Giancarlo Baraldo produttore teatrale ha accettato la sfida di realizzare un musical tratto dal romanzo “La Scelta” di Luisa Mattia che racconta la storia di una gang di giovani bulli di strada ingaggiati dalla mafia e affascinati dal suo linguaggio fondato su “valori” precisi, regole indiscusse e la certezza di un percorso sicuro.
Giancarlo con gli autori Alfredo Morabito e Aldo Valente e tutti gli altri collaboratori metterà in scena ad Ottobre “La Scelta - Siamo Nati Liberi” finanziando un quinto (10.000 euro) del progetto grazie al crowdfunding su Starteed. Gli abbiamo fatto alcune domande per capire bene come è andata e dalle risposte possiamo dire che è stata un’esperienza molto positiva.
Come sei venuto a conoscenza di Starteed e del crowdfunding? In realtà non ricordo adesso, come ho conosciuto Claudio Bedino e Starteed, forse tramite il Treatabit, l'incubatore delle imprese digitali del Politecnico di Torino dove ho una mia startup che si chiama Letscommerce, però ne ho seguito tutto il progetto già da prima della nascita e noi siamo stati tra i primi a partecipare. Il crowdfunding in Italia lo conoscevo già con Produzioni dal Basso, il primo che ha organizzato con Internet la raccolta, e poi Eppela. Ma il boom mondiale c’è stato con Kickstarter e i milioni di dollari raccolti. Proprio in questi giorni l’Italia sta regolamentando attraverso una legge questo tipo di raccolta. E forse per una volta riusciremo ad anticipare paesi molto più evoluti.
Il servizio quale esigenza è riuscito a coprire e con quale entità? Per andare in scena abbiamo fatto un calcolo, ci servivano circa cinquantamila euro, tra luci, audio, proiettori e tecnici. Ci sembrava una cifra eccessiva da chiedere, soprattutto in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando. Ne abbiamo chiesti 9 900, un quinto, per coprire le spese primarie. E ci siamo riusciti e li abbiamo superati!
Quali sono stati i vantaggi riscontrati dall’utilizzo? E’ un po’ difficile da spiegare, ma il crowdfunding ti mette in una condizione tale per cui rivaluti la fiducia nella gente. Non sembra, ma in una società come la nostra dove è difficile credere nella fiducia tra persone, uno strumento come il crowdfunding ti avvicina agli altri, crea una relazione, anche tra persone che non si conoscono. Certo, se poi non colpisci il bersaglio, la fiducia la perdi.
Conosci altre persone che ne fanno uso a Torino? A Torino conosco Stefano Paluello che ha inserito su Starteed Adop.co un progetto per trovare il match perfetto tra te e il tuo cane ideale. C’è anche Marco Cannizzaro del Treatabit, l’incubatore digitale del Politecnico di Torino. E poi altri che lavorano nell’ambito delle startup digitali. In altre città a Roma, Firenze, conosco prevalentemente persone che lavorano nel campo dell’audiovisivo, gente che con qualche migliaia di euro cerca di realizzare un sogno.
Utilizzeresti altri servizi simili? Se si quali? Sicuramente lo rifarei. Dovessi oggi cercare denaro per un progetto mi rivolgerei nuovamente al crowdfunding. Mi piacerebbe allargare gli orizzonti portando, per esempio il musical La Scelta, a Broadway e quindi userei Kickstarter.
Se le esigenze attuali (economiche, relazionali, etc) non ci fossero più, torneresti ad utilizzare servizi tradizionali di finanziamento? Gli sponsor e altre formule tradizionali di finanziamento non sono da accantonare. Il crowdfunding - almeno in questo momento in Italia, cioè nella nostra realtà - ti permette di finanziare progetti che non siano esageratamente onerosi. Certo, se ti servono centinaia di migliaia di euro, devi rivolgerti anche ad altri ambienti. Il crowdfunding non sostituirà mai gli sponsor, ma li affiancherà.
Marco A.











