RECENSIONE / Mentivo - Io Sono La Verità
Libellula / 2014
I Mentivo sono un gruppo perugino di pop-rock; quest’anno hanno pubblicato il loro primo album Io Sono La Verità, un disco che presenta come collaboratori per la fase di registrazione Giacomo Fiorenza (Moltheni) e Andrea Suriani (My Awesome Mixtape).
C'è chi definisce il genere di questo LP “cantautorato hard”. Sono sicuramente le liriche di tradizione cantautorale ad essere protagoniste in questo album, ma la musica fonde un rock a volte ruvido, a volte melodioso a sonorità elettroniche che lo rendono difficilmente definibile “hard”.
La melodia, il rock e l’elettronica si uniscono forgiando canzoni che ereditano la capacità di gruppi come i Subsonica di unire questi tre elementi, dando visibilità a testi molto curati. I Mentivo, inoltre, aggiungono il loro tocco personale ricollocando queste sonorità in atmosfere quasi ambient: ogni canzone esprime una malinconia contenuta e sobria, gli strumenti e la voce si uniscono creando un rivolo musicale che scorre armonico e delicato all’ascolto.
Il disco si apre con Quello Che Possiamo, un pezzo strumentale che ci introduce in un’atmosfera di introspezione musicale con un arpeggio deciso e quasi straniante, così come sarà nel resto del disco il contrasto tra la delicatezza sonora e la ruvidezza dei temi trattati.
Dalla seconda traccia, Gli Ex, i testi sembrano voler raccontare delle piccole verità nelle strofe, per poi toccare il proprio vertice di emotività nei ritornelli. La verità è un percorso che si sviluppa dall’ascolto della prima canzone fino all’ultima, attraverso piccole considerazioni e racconti poco definiti. Infatti il titolo un po' pretenzioso dell'album, in netto contrasto con il nome del gruppo, vuole alludere come dicono i quattro membri della band, “alla nostra idea di verità, alla convinzione che quest’ultima, più che essere constatata, vada vissuta”. Nessuna pretesa di spiegare come sia la realtà o come bisogni viverla quindi, ma un semplice sguardo disincantato su un mondo che le verità personali non ha più voglia di ascoltarle.
Le canzoni del disco sembrano volersi ammantare di un alone di mistero, cercando di sorprendere con toni amari, disillusi e quasi indifferenti nei testi, ma sempre pacati ed eleganti nella musica. I Mentivo prima stabiliscono questo mood e poi giocano sulle variazioni, nel tentativo di evitare un ascolto piatto e di dare una propria identità ad ogni singolo pezzo. Così possiamo trovare canzoni più delicate come Dire Niente a quelle da un ritmo più divertente, come Vertigine.
I Mentivo con quest’album dimostrano una grande capacità comunicativa e la voglia di riattualizzare al meglio il genere melodico ed il cantautorato nella scena musicale italiana, slegandoli dalla tradizione.
70/100
di Nadia Corvino
Mentivo / Facebook / Soundcloud












