Non dice che una sola parola:
-Mi sopravvivo.
L'accento non corrisponde affatto al viso. Non è tragico, è...orribile; esprime una disperazione secca, senza lacrime, senza pietà. Sì, c'è in lei qualcosa di irrimediabilmente disseccato.
La maschera cade, lei sorride.
-Non sono affatto triste. Me ne sono meravigliata spesso, ma avevo torto: perchè dovrei essere triste? In altri tempi sono stata capace di bellissime passioni. Ho odiato appassionatamente mia madre. E d'altra parte, a te, -dice in tono di sfida,- t'ho appassionatamente amato.
Aspetta una replica. Non dico niente.
- Tutto questo, beninteso, è finito.
- Come puoi saperlo?
- Lo so. So che non incontrerò mai più niente né nessuno che m'ispiri la passione. Lo sai, mettersi ad amare qualcuno è un'impresa. Bisogna avere un'energia, una generosità, un accecamento..C'è perfino un momento al principio, in cui bisogna saltare un precipizio: se si riflette non lo si fa. Io so che non salterò mai più.